Gigio, anche i tifosi gli chiedono di rispettare premesse e promesse. Baciare la maglia non basta. Addio? I campioni passano, il Milan resta
Super Gigio è atteso dalla parata più difficile della sua giovane ma già entusiasmante carriera. La minaccia è insidiosa, complicata da valutare, soprattutto perchè la sua precoce e ormai proverbiale maturità psico-fisica rischia di essere messa a durissima prova da una situazione che potrebbe diventare irreversibile in caso di addio premeditato e anticipato. La Leggenda del Milan insegna che Shevchenko e Kakà, dopo aver vinto di tutto e di più con il Milan compreso il «Pallone d’Oro», non hanno avuto fortuna lontano da Milanello. Il loro ritorno è risultato malinconico, insufficiente, un autentico «flop»... Inevitabilmente quasi dimenticati dal popolo rossonero. Dall’alto gradimento all’alto...tradimento il passo è breve e pericoloso quando si tratta dei tifosi del Milan.
CURVA SUD. Ieri gli ultras hanno assunto una presa di posizione molto decisa e precisa per quanto riguarda il caso-Donnarumma. Richiamando Gigio ai suoi doveri prima di tutto di milanista, oltre che di professionista. Del resto la sua vita, fin dalla tenera età di 5 anni, è stata impregnata di Milan. Sull’onda lunga dell’inesauribile affetto nei confronti del
fratello Antonio (di 9 anni più anziano) che il «piccolo» Gigio aveva seguito nella sua carriera rossonera. Diventando prima «cuore rossonero» e, quasi contemporaneamente, aspirante portiere, Gigio ha marchiato a fuoco la sua vita. Com è successo, succede e succederà a ogni vero milanista.
RIFLESSIONE. Certo, non si può negare che la carriera di un calciatore sia, giustamente, contaminata da soldi e successi. Ma il Nuovo Milan post-berlusconiano sta dimostrando che ha molte idee. Chiare e concrete. Donnarumma potrebbe diventare il pilastro portante di una struttura dove il «made in Italy», come fu per il Milan di Berlusconi, diventerebbe una «griffe» importante e insostituibile. Il direttore dell’area sportiva Max Mirabelli si è presentato al tavolo della trattativa, presenti Mino Raiola e Gigio Donnarumma, con un’offerta in danaro da top-player e, di conseguenza, da top-team. Ma la reazione è stata fredda, poco convinta e, di conseguenza, poco convincente sull’esito positivo di una trattativa sempre più complicata.
COUNTDOWN. Il Milan, ovviamente, non ha gradito la brusca frenata. A questo punto la presa di posizione del club rossonero è stata molto diretta e concreta: prendere (4 milioni di euro netti a stagione più «bonus» per 5 anni) o lasciare. Senza fasciarsi prima la testa, ma tanto meno pensando di doversela fasciare nel caso di un suo addio. Anzi. Tutte
le componenti della galassia milanista stanno prendendo le (giuste) distanze da una situazione che ha i giorni contati. È già scattato, infatti, il countdown per avere una risposta definita e definitiva di Donnarumma. Il quale, comunque, ha dato dimostrazione di grande appartenenza alla sua professione accettando di vestire la maglia azzurra dell’Under 21 in occasione della fase finale dell’Europeo Under 21. Una scelta che gli fa onore. C’è da da auspicarsi che non sia l’unica in
questo periodo...

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