Gigio non è un caso complicato (quello di Bacca è peggio...), ma Mirabelli si dia una calmata

Gigio non è un caso complicato (quello di Bacca è peggio...), ma Mirabelli si dia una calmataMilanNews.it
venerdì 23 giugno 2017, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Un'analisi obiettiva, il più possibile fredda e distaccata, del caso Donnarumma porta alla conclusione che la situazione non sia poi così complessa come d'acchitto potrebbe apparire. Si tratta di inquadrare lo scenario pesando i fatti nudi e crudi. La conferenza stampa monegasca di Raiola giorni fa, conferma come lui stesso non abbia convincenti argomenti per spiegare uno stallo pericoloso e improduttivo.

Da una parte un ragazzo di 18 anni destinato presumibilmente a una carriera luminosa, considerato già oggi uno dei portieri più forti d'Europa senza enfasi particolari. Alle sue spalle, una famiglia che ne pondera i benefici attraverso un procuratore, Mino Raiola, più abituato a ragionare con i numeri che con il cuore. Proprio per questo, perfettamente consapevole di non voler in alcun modo bruciare il suo assistito perché ne verrebbero meno non tanto i guadagni immediati, ma soprattutto quelli futuri. Su Gigio Donnarumma splende un vitalizio di almeno 15-20 anni. 

Dall'altra parte una nuova proprietà alle prese con strategie e investimenti condizionati dalle modalità di acquisizione del club. Disposta a spendere, ma impossibilitata a sprecare. Con alle spalle esigenze tecniche che hanno dettato una scadenza più che legittima, il famoso 13 giugno, per avere una risposta circa l'offerta di prolungamento del contratto. La cui scadenza nel 2018 non conviene a nessuno: non al giocatore "costretto" a un anno insopportabile, non al Milan costretto a perderlo gratis tra 12 mesi, non a Raiola che in questo ultimo caso guadagnerebbe solo sul nuovo contratto e non sul cartellino. Del resto, venderlo adesso vorrebbe dire non incassare più di 25-30 milioni e anche in questo caso per il Milan e per Raiola non sarebbe un grande affare.

Il rinnovo conviene a tutti. E per inciso Donnarumma non andrebbe perdonato di nulla: decida e scelga come meglio crede, oggi come tra un anno o 3. Se rimane, l'importante è che cresca e continui a parare per il Milan. È il Milan, che ci interessa sopra ogni cosa.

A questo proposito Mirabelli si sta dando da fare con grande slancio ed entusiasmo, forse anche troppo a giudicare dalle reazioni di alcuni suoi interlocutori. Ai tifosi può anche suscitare un sottile piacere che Raiola e Lotito perdano le staffe quando parlano con lui (o per quello che fa), in realtà se l'obiettivo è di confermare Donnarumma, prendere Biglia, parlare di Keita, allora è bene tenere sempre in primo piano - appunto - gli interessi del Milan che sottintendono di centrarli, questi obiettivi. Con pazienza e strategia. Cominciando a vendere qualcuno dei molti che non faranno più parte del progetto, come per esempio Bacca che si autoconferma nonostante l'alto sgradimento dell'ambiente. 

Un centrocampista e un centravanti sono priorità assolute nella nuova squadra da consegnare a Montella. Insieme con una rosa sfoltita dai troppi petali rinsecchiti.