I perché di quest’atmosfera strana...

I perché di quest’atmosfera strana...
© foto di Antonio Vitiello
mercoledì 9 dicembre 2015, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

E’ più di un mese che il ritornello della “strana atmosfera” viene ripetuto da Sinisa Mihajlovic ad ogni intervista. Il tecnico lamenta dell’eccessiva criticità da parte dell’ambiente milanista, al Milan non viene perdonato quasi nulla, quando si perde o pareggia arrivano polemiche feroci, quando si vince ci sono pochi elogi perché tutto dovrebbe rientrare nella normalità di questa squadra. In effetti è proprio così, al Milan da tre anni a questa parte c’è davvero tanto spirito critico, la soglia di sopportazione è stata superata da diversi mesi, ormai il tifo milanista non sopporta più nulla.

Il punto è che oggi tocca a Mihajlovic essere duramente criticato, ieri ad Allegri, Seedorf e Inzaghi, domani a qualcun altro. Così va anche per i giocatori. Saranno sempre criticati perché il Milan ha smesso di essere Milan da qualche anno. Nel calcio tutto è legato al risultato e se questi non arrivano è normale essere nel mirino delle polemiche.  Mihajlovic non può aspettarsi di arrivare in rossonero ed essere escluso da fischi se si pareggia in casa con l’Atalanta, oppure si perde col Genoa o si guadagna un misero punto contro il Carpi. Il Milan, abituato a fare ogni anno finali di Champions, si è ridotto troppo male per non essere criticato o fischiato, e chi è all’interno del club non può fingere che tutto vada bene.

Spiace per Mihajlovic perché anche lui è finito sul banco degli imputati, ma è il prezzo da pagare per chi arriva al Milan in questo periodo negativo. Le cose non stanno procedendo per il verso giusto ed è invece un diritto dei tifosi protestare per lo spettacolo indecoroso che ormai sono costretti ad assistere da mesi.

Se il Milan riuscisse ad ottenere 6-7 vittorie consecutive le invettive diminuirebbero drasticamente, ma poiché sono anni che la squadra non riesce ad avere continuità, è normale essere sempre nel mirino della critica. Non si può elogiare una squadra che perde o delude continuamente, non si è mai visto nel mondo del calcio. E non parliamo di una squadra qualsiasi, ma di un club che fino a cinque anni fa era uno dei migliori in Europa ed ora si sta lentamente spegnendo. La “strana atmosfera” quindi è normale quando sei al Milan e non vinci nulla ormai da più di 4 anni (ultima volta supercoppa italiana contro l’Inter a Pechino nel 2011).

E’ successo già tante volte in questa stagione che nel momento in cui tutti si attendevano il salto di qualità, il Milan ha deluso profondamente. Nessuno chiede miracoli, ma con una campagna acquisti davvero costosa la squadra doveva almeno essere al quarto o quinto posto, invece non si vedono miglioramenti rispetto allo scorso anno. Anzi, dopo quindici giornate i numeri (statistiche alla mano) sono forse peggiori. Le scelte societarie negli ultimi anni sia in sede di mercato che per gli allenatori sono state sbagliate, Berlusconi e Galliani essendo a capo dell’azienda hanno le maggiori responsabilità.