Il Milan attende risposte importanti. Mercato di gennaio e il big...
Lazio in casa, Juve in trasferta e Napoli a S. Siro: per il Milan inizia stasera un trittico di partite molto complicato (non che le altre si siano rivelate poi facili). La vittoria contro la SPAL ha permesso di tornare a respirare, un successo stasera permetterebbe di dare una piega migliore alla stagione. Stagione che però dal punto di vista sportivo ha poco da dire, purtroppo. Sfumato l'obiettivo quarto posto, lottare per un piazzamento in Europa League (se ti chiami Milan) ha lo stesso fascino di un libro di matematica. Gli stimoli sono difficili da trovare, ma le risposte che questa annata ha da dare sono tante e importanti.
Partiamo dalla difesa: il Duarte visto giovedì non è dispiaciuto, ma serviranno altre partite per giudicarlo meglio. La sensazione è che possa completare il reparto bene, ma che forse non abbia tutte le qualità per diventare il titolare del futuro con Romagnoli. Ecco perché sarebbe necessario recuperare finalmente Mattia Caldara: i prossimi mesi ci riveleranno se il difensore può diventare finalmente utile alla causa o se sarà il caso di voltare pagina. Il giocatore visto all'Atalanta sarebbe fondamentale e andrebbe a colmare là dietro un vuoto tecnico, cosa che nè Musacchio nè Duarte (probabilmente) possono fare.
A centrocampo bisogna dare continuità a Bennacer, che deve acquisire fiducia. Non ha senso puntare su Biglia, giocatore prossimo ai 34 anni e che non rappresenta neanche un patrimonio da salvaguardare, visto che tra 8 mesi andrà via a zero. Qui c'è l'incognita Paquetà. Finalmente sta avendo continuità d'impiego, ma non ancora di rendimento. A oggi il suo score con la maglia del Milan conta solo una rete e soli due assist: troppo poco. Bene fa Pioli a chiedergli di essere più decisivo. Contro la SPAL il brasiliano ha alternato belle giocate (ottimo l'assist a Theo Hernandez che poi segna ma in fuorigioco) a momenti impalpabili. Fatica a restare dentro la partita senza prendersi delle pause, spesso troppe pause. Su questo bisogna lavorare: il club deve capire qual è il vero Paquetà e cosa può dare davvero.
In avanti bisogna uscire anzitutto dall'equivoco Piatek: attaccante da 25 gol e quindi titolare del futuro, oppure no? Dalla risposta a questa domanda dipenderà molto delle linee guida della campagna acquisti estiva. In questo senso, è auspicabile che prima o poi si vada verso le due punte in campo insieme. Leao rappresenta l'operazione più onerosa e, non solo per questo, va valorizzato. Il portoghese ha mostrato qualità importanti, ma anche limiti sulla continuità: grandi giocate, ma poi sparisce. Non solo, un attaccante dev'essere più cattivo sotto porta: a lui i prossimi mesi serviranno per limitare questi difetti e migliorare. L'impiego di Piatek e Leao insieme farebbe bene a entrambi.
Gennaio potrebbe servire a costruire la squadra del futuro: servirebbe mettere un pilastro, ma non è detto che ciò accadrà. Tra i nomi sul taccuino di Boban e Maldini ci sono secondo radiomercato anche Modric e Rakitic, oltre ad altri grandi scontenti. Resta difficile però immaginare che giocatori di altissimo profilo preferiscano il Milan ad altri club più competitivi, che fanno pure la Champions League: oggi è l'amara verità, ahinoi. Per questo, cari amici rossoneri, meglio non avere grandi aspettative.
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