Il Milan è forte, molto forte. Perché i cambi di Pioli. La colonna sonora del Milan e Edith Piaf

21.09.2022 00:00 di Carlo Pellegatti   vedi letture
Il Milan è forte, molto forte. Perché i cambi di Pioli. La colonna sonora del Milan e Edith Piaf
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La rabbia di Stefano Pioli è la stessa che ha colpito tutti i tifosi del Milan, dopo una splendida prestazione non sufficiente però a evitare, in campionato, la seconda sconfitta di un indimenticabile 2022. Di che cosa è figlio questo risultato negativo? Qualcuno sostiene che il tecnico abbia sbagliato i cambi tra il primo e il secondo tempo. L’allenatore milanista, all’entrata negli spogliatoi per l’intervallo, scopre che Calabria ha un fastidio muscolare, non grave ma che certamente lo metterebbe a rischio per il proseguo della partita. Si trattava di decidere se, con l’obbligatorio inserimento di Dest, tenere Kjaer, anche lui ammonito, forse poco adatto ad aiutare il giocatore americano nella marcatura di Kvara, o inserire Kalulu , che della velocità e della reattività fa due delle sue qualità più peculiari. Pioli ha optato per la seconda soluzione,non fortunata visto il fallo di Dest. Non mi sembra comunque giustificato questo rilievo sui cambi di Pioli, perché, anche nella ripresa come nel primo tempo, la tanto vituperata difesa del Milan ha subito pochissime conclusioni da Raspadori ,Politano e co.  Ha certo sbagliato Tomori perdendo Simeone nella marcatura , errore certo grave e decisivo, ma mettendo a fuoco gli interi novanta minuti la prestazione di “Joystick”, mi è sembrata attenta e all’altezza delle sue più belle partite. Il fatto che il migliore in campo per il Napoli sia risultato il formidabile portiere Meret, la dice lunga quale sia stata la difesa più in difficoltà nel corso dell’intero incontro. Si sa, però, che il risultato condizioni giudizi e critiche.

Paradossale che, a fronte delle generali lodi e apprezzamenti per il gioco mostrato dai giocatori rossoneri, uno dei voti più alti sia stato il 6,5 di Giroud, mentre la sontuosa prestazione di Bennacer e Tonali, la devastante partita di Theo Hernandez, l’efficace marcatura di Calabria, solo una volta superato dal georgiano, abbiano avuto solo misere sufficienze. Il pensiero comune a tanti tifosi rossoneri, in questo momento, è legato alla speranza di vedere giocare sempre la squadra ai livelli di qualità e intensità offerti contro una squadra, il Napoli, che, sia per buona parte della  scorsa stagione che in questa, è apparsa, sul piano del gioco e della manovra, l’unica capace di rivaleggiare con i Ragazzi milanisti. Su dieci partite a questi livelli, il Milan ne può perdere una, pareggiare un’altra e certamente vincere le altre otto. Pioli, più razionale e attento di me, non sarà certamente d’accordo quando parlo di una partita sfortunata, ma se penso al palo a quattro minuti dalla fine o alla mancanza, nel match più importante di questa prima parte di stagione, di Leao non cambio idea sulla casualità del risultato. Qualcuno obbietterà che anche il Napoli fosse privo del suo bomber più forte, Osimhen, ma vorrei sempre giocare con il Milan al completo contro tutte le formazioni italiane e molte europee. Con tutti a disposizione di qua e di là. Perché il Milan è forte, molto forte.

Ora testa e medicine sul recupero degli infortunati. I rossoneri perdono uno dei terzini più forti d’Europa, Theo Hernandez, ma spero che sia recuperabile per la partita di andata contro il Chelsea. Per un attimo, fingiamo che Pioli abbia deciso di concedere un turno di riposo al giocatore che più spende nel corso dei novanta minuti, a causa di quelle  sette, otto, nove  “ripetute “ da 70 metri in ogni partita. Più grave mi sembra il problema legato all’attaccante centrale. A oggi non sappiamo quali siano i tempi di recupero sia di Rebic che di Origi, alle prese con patologie perfide. Facile ora criticare i plenipotenziari del mercato  sulle scelte, o mancate scelte, circa il ruolo di attaccante centrale. Origi ha accusato una infiammazione non prevedibile. Rebic è il primo caso di ernia al disco, che io ricordi negli ultimi anni. Gustiamoci invece l’attaccante che, come carisma, qualità delle prestazioni, presenza, non sta facendo rimpiangere l’immenso Zlatan Ibrahimovic. Oggi “Oliviero lo Sparviero “ Giroud sta sorprendendo anche me, non tanto per i gol che sta realizzando, ma per la condizione fisica che gli ha permesso di giocare consecutivamente tante  partite, senza perdere lucidità e brillantezza. Grande, grandissimo “il Girator Cortese”, che si è vittoriosamente girato anche domenica. Oggi la colonna sonora del Milan, guidato in attacco dal bomber francese, potrebbe essere interpretata da una regina della canzone francese, Edith Piaf. “Tu me fais tourner la tete!  “. Sì, caro Olivier, tu ci fai girar la testa… mentre fai girar la palla in rete!!!