Il preliminare ritarderà il mercato

Il preliminare ritarderà il mercatoMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 10 maggio 2013, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Rispetto alla scorsa estate e ai primi di autunno, quando girando dentro al Milan sembrava di vistare Pompei, parlarne ora che il campionato sta finendo e male che vada i rossoneri arriveranno quarti sembra una favola infantile con suspense e attimi di paura, ma dal lieto fine. Male che vada arriveranno quarti, ripetiamo provocatoriamente: oggi il 4° posto apparirebbe in realtà una sconfitta, un insuccesso, un fallimento, eppure soltanto 8 mesi fa somigliava a un'utopia. Il fatto è che dall'espulsione di Tomovic nella partita di Firenze sono cominciati i problemi. Proprio così: quell'espulsione fasulla e completamente inventata nel momento in cui il Milan, già in vantaggio, era assolutamente padrone del campo, ha svuotato la squadra quando successivamente si è trovata sul 2-0, ma soprattutto ha condizionato quasi tutte le successive aberranti decisioni arbitrali, dal rigore regalato a Ljiaic al "mani" di Roncaglia assai più limpido, solare di quello di De Rossi sabato scorso. Questi dettagli evidentemente Della Valle li ha scordati, attribuire ora il piazzamento finale di Milan e Fiorentina ai torti o ai favori è il solito squallido esercizio italiano, che impedisce di godersi la festa a una squadra - quella viola - che invece dovrebbe andare orgogliosa di quanto ha fatto sul campo, fruendo e subendo esattamente come tutte le altre squadre di vertice, di favori e torti assolutamente compensati in fondo alla corsa.
Mancano 3 punti per l'aritmetica certezza del podio, che porterà la squadra di Allegri o chi per lui nell'anticamera Champions 2013-14. Ci sarà ancora lo scoglio del preliminare da scavalcare prima di averne la certezza, quindi inutile farneticare appresso a un mercato faraonico: le operazioni estive che precederanno quell'appuntamento saranno di secondo livello, nessuna spesa importante verrà fatta prima di sapere se ci saranno o no le entrate dell'Uefa. Si tratta di una contraddizione in essere: il Milan, anche questo Milan, è sicuramente più forte dell'avversaria che incontrerà in agosto, quale essa sia.

Per avere la certezza che questa considerazione non rimanga una commento da spiaggia, l'acquisto o gli acquisti importanti andrebbero fatti prima. In queste ultime stagioni abbiamo spesso bacchettato l'Udinese: ha (giustamente, meritatamente) sottratto il posto Champions ad avversari più quotati e qualificati (Inter, Roma, Napoli per esempio), finendo poi col cedere i suoi pezzi migliori (Zapata, Inler, Isla, Asamoah, Sanchez in ordine sparso) senza sostituirli adeguatamente e venendo quindi eliminata 2 volte ai preliminari da avversari tutt'altro che irresistibili, Arsenal compreso. Ora il Milan non dovrebbe commettere lo stesso errore: servono almeno un paio di centrocampisti di grande qualità, quindi grande valore, oltre a un difensore importante. Senza di questi, il Milan rimane niente più che una discreta squadra, lontanissima dalle più forti d'Europa e addirittura vulnerabile contro avversari anche più modesti. I risultati e i punteggi in classifica nelle ultime edizioni della Champions lo dimostrano ampiamente. Con tutto il rispetto, dopo una rincorsa così clamorosa non si può sperare di entrare in Champions dalla porta di servizio avendo le stesse problematiche, ma non certamente le stesse ambizioni dell'Udinese. Ripetiamo, con tutto il rispetto.