L'anticipo di Galli - Segnali di vita fra campo e mercato

Si è appena conclusa la partita del nostro Milan a Lecce, a conclusione di una settimana di sofferenza per gli appassionati rossoneri sia per l’inaspettata sconfitta casalinga contro la Cremonese, sia per gli sviluppi delle vicende di mercato.
Per quanto riguarda l’esordio di San Siro contro la Cremonese, abbiamo ancora davanti agli occhi un Milan irriconoscibile, per intensità e cattiveria agonistica. Bene, ma solo se la paragoniamo alle due precedenti gestioni tecniche, la capacità di non subire quelle transizioni negative che mettevano continuamente a rischio l’inviolabilità della porta difesa da Mike Maignan. Male, molto male, invece, l’attenzione dei difensori nel cuore della nostra area. Disattenzioni che, se perpetuate, renderanno vane anche prestazioni migliori. Troppo spazio lasciato agli attaccanti avversari con i nostri difendenti, quindi non solo i difensori, che non hanno contezza dell’intorno e pertanto della pericolosità degli avversari. Allegri lo ha sottolineato nel post gara e immaginiamo abbia lavorato assiduamente attraverso la video-analisi e sui campi di Milanello.
Gli errori difensivi individuali si sommano al problema più grande che affligge la squadra e che andiamo ripetendo da tempo: un attaccante da doppia cifra. E qui, dopo l’esordio impalpabile di Gimenez, siamo costretti a tornare a questo lunghissimo e incomprensibile mercato. Sembra infatti che si stia facendo a gara nel farsi sfuggire le possibili occasioni: Vlahovic a causa dell’ingaggio elevato; Hojlund dapprima perché il giocatore non vuole venire in prestito poi perché non si trova la quadra sul valore dell’obbligo di riscatto; Boniface perché ci si accorge che il giocatore possa non essere integro fisicamente come, di fatto, gli esami clinici hanno confermato; infine Harder, pista anch’essa abbandonata quando lo Sporting Lisbona prolungava i tempi per la chiusura dell’affare non riuscendo a trovare un sostituto. Insomma in balia degli eventi. A ciò si sono aggiunti l’infortunio di Jashari, in allenamento, che lo terrà fuori due mesi circa e la conferma del forfait di Pulisic. La nota positiva è l’imminente arrivo di Nkunku che, pur non essendo una prima punta, innalza il tasso tecnico e la pericolosità della squadra e – nelle sue stagioni migliori – ha trovato la via del gol e dell’assist con regolarità.
Queste erano le premesse alla gara di stasera giocatasi allo stadio Via del Mare di Lecce. Il Milan inizia con determinazione e trova il goal con Gabbia al 4’ con un colpo di testa su azione da corner ma il Var coglie il fallo di Matteo per liberarsi dell’avversario (a noi non è sembrata una spinta da sanzionare) e l’arbitro annulla. Il Lecce comincia a trovare fiducia e si rende pericoloso in qualche circostanza. Sono però i rossoneri a fare la partita e a gestire il possesso palla. Al 35’ Loftus Cheek ha, sulla sua testa, la palla per il vantaggio ma Falcone si supera e respinge. È lui, con i suoi inserimenti, insieme a Saelemaekers, il giocatore più incisivo. Gimenez fallisce il vantaggio allo scadere calciando a lato a tu per tu con Falcone. Sul finire della prima frazione Allegri richiama i suoi chiedendo attenzione e di “usare la testa”, memore del match con la Cremonese.
Al via del secondo tempo il “nostro” Camarda lascia il posto a Stulic. Al 60’ rossoneri trovano di nuovo il goal con Gimenez ma anche questa volta c’è la posizione di fuorigioco a rendere tutto inutile. Intanto Saelemaekers continua a meritarsi il riconoscimento di migliore in campo. Ci sarebbe Modric ma lui è fuori classifica. È Alexis a guadagnare la punizione che permette a Modric di servire con precisione Loftus-Cheek che, di testa trova, finalmente, il goal del vantaggio. Passano pochi minuti e arriva l’occasione per Fofana che si vede respingere il tiro da fuori dall’ottimo Falcone. I rossoneri sembrano più leggeri, di testa e di gambe, entrano Pulisic e Ricci per Saelemaekers e Loftus Cheek. Capitan America si ricorda che il Lecce è una delle sue vittime preferite e sigla il 2-0 Milan! C’è tempo per l’esordio di Cheveyo Balentien attaccante olandese classe ’06.
Finisce 2-0 per i rossoneri. Tre punti importanti che porteranno serenità nell’ambiente considerando anche la sosta di campionato. La vittoria di stasera non deve però essere il tappeto sotto cui si nasconde la polvere. Rimane la necessità, non me ne voglia il Bebote, di un attaccante da doppia cifra, di un difensore che dia qualità allo sviluppo iniziale della manovra e che sia in grado di sollecitare i compagni di reparto ad un’attenzione maniacale per tutta la partita. Solo così potremo accarezzare sogni di gloria.

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