L'uomo che ancora manca a questo Milan: è ora di passare alle cose formali
Lo so, siete esausti di sentire ancora chiacchiere su Donnarumma ma prima di parlare dell’acquisto che ancora manca al nuovo Milan e dello slogan di Fassone che non vediamo l’ora di ascoltare ancora, volevo fermarmi per un’ultima piccola riflessione. Lo spunto è arrivato fresco fresco dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Barcellona Bartomeu a proposito del centrocampista azzurro del Paris Saint Germain: «Verratti è un giocatore che ci interessa ma quando proviamo a parlare con il presidente del Psg ci viene detto che non è in vendita e non ci sono clausole per liberarlo. Ecco, se avesse avuto una clausola oggi Verratti sarebbe già un calciatore del Barcellona».
Difficile non proiettare questa esternazione del numero uno blaugrana su quanto potrebbe accadere al Milan con la famosa clausola Donnarumma. L’infinita abilità diplomatica di Marco Fassone, malgrado i tentativi reiterati di scontro frontale orchestrati da Mino Raiola, ha fatto si che si riuscisse ad arrivare ad una positiva conclusione della vicenda più discussa dell’intera estate calcistica internazionale, ma con una concessione che potrebbe pesare.
La perizia del neo ad rossonero nel gestire una trattativa quanto mai spinosa è stata inappuntabile: fare muro ma senza arrivare allo scontro frontale; opporsi rigorosamente ai tentativi di imposizione dell’agente del calciatore senza urtarne la suscettibilità; far capire al diretto interessato - con evidente messaggio trasversale all’intero mondo del calcio - che in via Aldo Rossi è finito il tempo degli oboli insensati e che vicende come quelle di Rodrigo Ely, Vergara etc. etc. non si verificheranno più. Ma resta il fatto che oggi sembra impossibile pensare a Gigio bandiera rossonera per gli anni a venire.
Donnarumma firmerà un sontuoso quadriennale da 6 milioni di euro netti l’anno, oltre a quello che percepirà il fratello Antonio per fare il vice, che in linea di massima fa felici tutti, ma quella clausola rescissoria che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni ha l’inquietante consistenza di un biglietto di sola andata per Donnarumma tra 12 mesi. Quando tutte le più grandi squadre europee, Real Madrid in testa, faranno la fila davanti a Casa Milan per pagare una cifra oggettivamente elevata, ma forse irrisoria viste le potenzialità di colui che viene già considerato il più forte portiere del mondo per i prossimi 20 anni.
Oggi però non c’è spazio per le dolenti note, tale e tanta è l’euforia che ha contagiato in maniera irrefrenabile il popolo rossonero. Il Milan settebellezze costruito con maestria e sagacia d’altri tempi da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli merita solo applausi.
Manca ancora un tassello fondamentale per fare di una gran bella squadra una candidata indiscussa ad uno dei primi quattro posti in campionato nella prossima stagione: un uomo d’ordine in mezzo al campo. Un regista capace di far funzionare con meccanismi perfetti questo gruppo straordinario di ragazzi dotati di talento, freschezza, entusiasmo, ma forse non dell’esperienza necessaria per il tanto atteso salto di qualità. Il nome giusto per il nuovo Milan è naturalmente quello di Lucas Biglia, ancora frenato dalle esose pretese di Claudio Lotito, per il quale però ormai è attesa l'agognata fumata bianca già nelle prossime ore.
Certo, poi l’arrivo di un altro attaccante dal fascino esotico di ritorno come Pierre Emerick Aubameyang o dalla rassicurante concretezza di Nikola Kalinic rappresenterebbe la classica ciliegina sulla torta di un mercato sensazionale, ma adesso è tempo di ascoltare Marco Fassone rivolgere a Biglia la frase che ha già fatto innamorare tutti i tifosi rossoneri: «E ora passiamo alle cose formali».
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