La grande attesa
Cantava Raf: ”Cosa resterà di questi anni ’80?“. Mi rivolgo la stessa domanda sui mesi rossoneri appena conclusi. Mi rimane, ecco, la gioia di aver giocato bene, dominato e vinto il derby, quando l’illusione di aver ritrovato gli stessi sapori del passato è forte, fortissima, quando la speranza che si trasforma troppo presto in una vacua illusione, di poter rivivere le vecchie sensazioni mai dimenticate è grande, grandissima. Mi rimane l’emozione della vigilia della finale di Coppa Italia. La tensione sempre più forte con il passare delle ore. L’immagine di una Curva unita, appassionata, calorosa, con le sue scenografie, con il suo tifo. L’entrata in campo dei Ragazzi, protagonisti di una gara vibrante, determinata, da vero Milan.
Al fischio finale, pur deluso e con il sapore di cenere in bocca, subito la voglia di guardare al futuro, con l’auspicio che ci regali strategie precise, chiara programmazione, idee propositive e nuove. Oggi però tutto è silenzio, è attesa, è incertezza! Tutto è fermo, immobile, aspettando le decisioni di Silvio Berlusconi che, al più tardi il venti giugno, comunicherà al popolo rossonero la sua scelta. Un popolo, tanto per cambiare, diviso. Chi si augura che si chiuda così la Presidenza più ricca della Storia del Milan. Chi, invece, non riesce a vedere il club rossonero senza la guida degli ultimi 30 anni temendo un pericoloso salto nel vuoto. Dopo tante parole, dopo tanti messaggi nel mondo Social, dopo tanti nervosismi fra fratelli che hanno cantato per anni sotto la stessa bandiera, saranno le fredde cifre a diventare le grandi e incontrovertibili protagoniste, ma anche il cuore del Presidente.
Nonostante le tante indiscrezioni, quasi sempre smentite, forse ancora nessuno conosce quali siano i componenti del gruppo cinese, garantito comunque da una persona seria e capace come Sal Galatioto, l’advisor americano. Non credo comunque che Silvio Berlusconi stia impazzendo dalla gioia per il fatto di rimanere nel Milan come Presidente Onorario, carica onorifica per un uomo che si è sempre definito “del fare” e che “fare“ potrebbe ben poco probabilmente, nel caso di cessione anche parziale della Società.
Attendendo gli eventi, non credo comunque che esta attesa porti nocumento alla prossima campagna rafforzamento. Anche se cominciassero i contatti e le operazioni a fine giugno, ci sarebbe spazio e tempo se ci fosse la volontà di studiare scelte precise e raggiungere obiettivi mirati. Ibrahimovic e Robinho sono arrivati a fine agosto, come Nesta, e non mi sembra che poi il Milan abbia avuto problemi nella stagione. Mi piacerebbe restasse Cristian Brocchi sulla panchina milanista perché mi sembra abbia l‘entusiasmo, le capacità e lo spirito rossonero adatti per essere l’uomo della ricostruzione.
Se Berlusconi confermasse la sua voglia di rimanere Presidente ,sono abbastanza certo che non cambierà guida tecnica. Dovesse comandare il gruppo cinese, non riesco a immaginare chi potrebbe diventare l’allenatore. Non credo che Unai Emery attenda fino a fine giugno le scelte del Milan. Quindi tutto potrebbe complicarsi ,anche se chi viene dalla Cina ha sempre forte il senso dell’organizzazione, sa programmare , e probabilmente avrà deciso le prime mosse. Non manca molto dunque anche se il quindici, o il venti giugno, sembrano lontanissimi. Invece prima dell’estate conosceremo il destino del Milan. Ma già con l’abbonamento in tasca.
A San Siro non so chi si accomoderà in tribuna d’onore , ma so bene chi applaudirà l’entrata in campo dei Ragazzi. Io!

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