La minaccia di Gattuso

La minaccia di GattusoMilanNews.it
© foto di Stefano Montesi
domenica 25 febbraio 2018, 00:16Editoriale
di Fabrizio Tomasello

All’Olimpico potrebbe anche bastare un pareggio, ma non domenica e purchè sia con gol. La settimana incandescente che attende il Milan e che potrebbe decidere le sorti rossonere almeno per quanto riguarda due delle tre competizioni nelle quali i ragazzi sono ancora in corsa, si apre con una doppia delicatissima trasferta romana e si chiude con il derby. Diciamolo senza troppi giri di parole: per sperare di riaprire concretamente la corsa al quarto posto non ci solo altre opzioni che la doppia vittoria contro Roma e Inter. L’enorme ritardo accumulato dal Milan nei primi quattro mesi di campionato non consente altre opzioni. Nell’altro fondamentale appuntamento infrasettimanale con i biancocelesti di Simone Inzaghi, in palio la finale di Coppa Italia, invece potrebbe bastare anche un pareggio. L’importante che sia con gol, perchè con lo 0-0 dell’andata a San Siro garantirebbe la conquista dell’ambitissima trasferta romana di maggio. Obiettivo - Atalanta permettendo - è cercare un’orgogliosa rivincita contro la Juve dopo la sconfitta di due anni fa.
E a proposito di settimane calde, quella appena conclusa necessiterebbe di un volume da enciclopedia, altro che editoriale della domenica. Prima l’inchiesta del Corriere della Sera, firmata da Milena Gabanelli e Mario Gerevini, sulla presunta insolvibilità del presidente cinese Yonghong Li. Chiacchiere immediatamente silenziate - ma non del tutto narcotizzate - dal comunicato dell’indignato presidente rossonero. Poi, e ancora una volta da un organo di informazione (stavolta QS), ecco un altro fronte di guerra aperto in casa Milan, stavolta con Gigio Donnarumma - chissà quanto consapevole - a fare da protagonista.
Evito di commentare la questione societaria perchè fin quando fila tutto liscio, gli stipendi arrivano puntuali e si saldano addirittura alcune pendenze in anticipo, l’argomento va derubricato alla voce “polemiche inutili”. Per quanto riguarda Donnarumma, per carità ci sta che alla fine della stagione, soprattutto se le rigide regole del fair play finanziario imposto dall’Uefa dovessero richiederlo, il numero 99 rossonero lasci Milanello per una nuova e magari più ricca destinazione, ma che si debba imbastire la storia di questa richiesta avanzata proprio del giocatore appare del tutto fuori luogo. Intanto perchè arriva in un momento in cui l’entusiasmo a Milanello è alle stelle, un periodo di euforia e di ritrovate motivazioni sia in Italia che in Europa; ma soprattutto perchè coincide con la tanto attesa riappacificazione con la curva sud al termine della partita di Razgrad.


Appare evidente che la crescita esponenziale del Milan di Gattuso venga percepita come una minaccia da qualche altro club, ma che ogni giorno, sempre da un organo di informazione diverso, debba sollevarsi un polverone destabilizzante per il futuro del club rossonero appare ingeneroso e francamente insopportabile.
Chiusura dedicata al sorteggio di Europa League che ha piazzato sulla strada di Bonucci & compagni nientedimeno che l’Arsenal. Per cominciare diciamo che dopo i modesti rumeni del Craiova, i macedoni dello Shkendija, quindi Austria Vienna, Aek Atene e Rijeka nel girone, e i sedicesimi con il Ludogorets, se dal sorteggio degli ottavi fosse uscito il Viktoria Plzen, qualcuno avrebbe potuto pensare male della buona sorte rossonera. A parte questo il Milan deve essere soddisfatto dell’accoppiamento contro una squadra blasonata e ricca di storia come l’Arsenal: se davvero i ragazzi di Gattuso sono intenzionati a riconquistare un po’ di lustrini internazionali, sarà il caso di aggiungere a quelli conquistati finora qualche scalpo un po’ più illustre. E l’Arsenal sembra fatto apposta per la circostanza.
I Gunners stanno vivendo un’altra delle loro stagioni tormentate. Oggi affrontano il Manchester City del famelico Guardiola nella finale di Coppa di Lega. Ma a parte questo ad Arsene Wenger resta davvero poco: in Premier League l’Arsenal è sesto ad otto punti dalla zona Champions (praticamente una situazione simile a quella del Milan, con la differenza che i rossoneri sono in rimonta), mentre è già stato eliminato in FA Cup dal Nottingham Forrest al terzo turno. Se dovesse andar male anche l’avventura in Europa League, per il tecnico alsaziano si potrebbero spalancare le porte del baratro e dell’addio definitivo a Londra dopo oltre 21 anni. Dal punto di vista tecnico, l’Arsenal ha appena inserito in rosa Aubameyang, promesso sposo del Milan in estate, e l’armeno Mkhitaryan, chiamati a sostituire il centravanti Giroud, finito al Chelsea, e Alexis Sanchez che ha raggiunto Mourinho. Peccato per Wenger che l’ex Dortmund non sia utilizzabile in Europa League e che il centravanti titolare Lacazette sia fermo per un infortunio al ginocchio che lo terrà fuori dai giochi per altri 20-30 giorni.
Al contrario, l’incrocio con l’Arsenal arriva proprio nel momento migliore per il Milan e la doppia sfida contro i Gunners sembra fatta apposta per fotografare le reali ambizioni dei rossoneri in Europa. Se non si dovesse essere all’altezza dei Cannonieri londinesi, e quindi della competizione continentale, meglio uscire subito e dedicare tutte le residue energie al campionato. Opzione che sinceramente non ci sentiamo neppure di prendere in considerazione.