La rabbia e i gol di Higuain per andare all’assalto dell’Europa League, l’unica coppa che manca al Milan

La rabbia e i gol di Higuain per andare all’assalto dell’Europa League, l’unica coppa che manca al MilanMilanNews.it
martedì 18 settembre 2018, 00:00Editoriale
di Alberto Cerruti

Higuain non basta. E’ questo il ritornello che ha accompagnato il pareggio del Milan a Cagliari, classico caso di bicchiere mezzo vuoto ricordando il palo di Barella sull’1-0, o mezzo pieno ripensando all’ultima occasione di Suso per vincere 2-1 nel recupero come contro la Roma. Comunque lo si esamini, alla fine rimane un pareggio che rallenta il decollo del Milan, nella prima delle cinque partite di campionato sulla strada del derby. La nota più positiva rimane il primo gol in campionato di Higuain, un gran gol da centravanti vero che alla fine però non ha soddisfatto né Gattuso, né tantomeno l’argentino. Perché Higuain è un vincente e come tale vuole che i suoi gol servano per battere gli avversari, non soltanto per azzerare lo svantaggio iniziale. Il problema, però, come si è visto a Cagliari, è che Higuain da solo non basta e purtroppo non è una novità. Lo avevamo già sottolineato e titolato in questa rubrica dopo la sua splendida rete dell’11 agosto scorso al Bernabeu, nell’amichevole di lusso contro il suo vecchio Milan. E allora Gattuso, in attesa che lo faccia Leonardo nella prossima sessione invernale di mercato, dovrà essere bravo a trovare i rimedi per sfruttare nel modo migliore Higuain, senza dipendere esclusivamente dai suoi gol. Questa, in fondo, è anche la spiegazione della rabbia dell’argentino a fine partita, a conferma della sua grande professionalità e del suo attaccamento al Milan.

Maldini ha detto che bisogna crescere a livello di mentalità, Gattuso ha sottolineato che bisogna saper interpretare meglio le partite senza regalare minuti preziosi agli avversari, all’inizio o alla fine. Tutto vero, ma soprattutto è vero che il Milan è una squadra che  ha poca velocità e fantasia in mezzo al campo e chi ce l’ha, come Bonaventura e Calhanoglu, difetta di continuità. In assenza di uomini capaci di far ripartire in fretta l’azione, come invece hanno fatto Barella e compagni, Higuain è destinato non soltanto a rimanere isolato in area visto che non è prevista una seconda punta al suo fianco, ma soprattutto a essere controllato da avversari che hanno tutto il tempo di posizionarsi. Eppure, malgrado queste lacune, Higuain rimane il leader di una squadra che ha il diritto, e il dovere, di affrontare l’Europa League puntando a vincere l’unica coppa che manca nella ricca bacheca della società rossonera. Giovedì sera si incomincia in Lussemburgo e anche se non bisogna mai sottovalutare gli avversari, guai se il Milan tornasse a casa senza i tre punti. Con un ricordo beneaugurante, perché il 12 settembre di 56 anni fa anche il Milan di Rocco incominciò la sua cavalcata europea contro una squadra lussemburghese, travolta 8-0 a San Siro, trampolino di lancio per vincere la prima coppa dei Campioni, il 22 maggio 1963 a Wembley contro il Benfica, con doppietta di Altafini e capitan Cesare Maldini in campo. Oggi nel Milan c’è un altro Maldini, suo figlio Paolo, elegante dirigente in tribuna, con un altro grande numero 9 pronto a segnare anche in Europa. E se la storia si ripete, nella finale del 29 maggio a Baku, sarà una nuova splendida storia.