Montella salvato dalla "vecchia guardia". Avanti con lui, perché cambiare troppo non porta mai a risultati immediati

Montella salvato dalla "vecchia guardia". Avanti con lui, perché cambiare troppo non porta mai a risultati immediatiMilanNews.it
martedì 7 novembre 2017, 00:00Editoriale
di Alberto Cerruti

Hanno vinto i potenziali concorrenti, Gattuso e Conte. Ma soprattutto ha vinto il Milan di Montella e il suo successo vale doppio, perché i cambi in corsa non mi hanno mai convinto, specie quando la corsa è ancora lunga. Il tempo dirà se il Milan arriverà al quarto posto con vista Champions. Intanto, però, dodici giornate hanno già detto molte cose sulla campagna acquisti, esaltata da tutti in estate e poi criticata da (quasi) tutti all’arrivo dell’autunno. I fatti dimostrano che un po’ per gli infortuni di Conti e Biglia e un po’ per sfiducia travestita da turnover, Montella va avanti grazie alla cosiddetta “vecchia guardia”, dove “vecchia” si riferisce soltanto alla precedente gestione di Berlusconi e Galliani, dimenticata troppo in fretta, non certamente all’età dei protagonisti. Rileggere, per credere, i marcatori e i numeri dei gol rossoneri realizzati fin qui. Su 18 reti, 2 sono state autoreti (contro Inter e Chievo), 3 segnate su rigore (2 Kessie, 1 Rodriguez), per cui ne rimangono 13 su azione, firmate da Suso (5), Kalinic (3), Cutrone (2), Montolivo (1), Calhanoglu (1), Romagnoli (1).

Come si vede, 9 gol su 13, più della metà, arrivano da 4 giocatori che c’erano anche quando Montella riceveva tanti elogi per il ritorno del Milan in Europa. Come hanno sottolineato in tempi non sospetti i grandi ex milanisti Boban e Shevchenko, sarebbero serviti di più nuovi campioni veri, possibilmente più giovani di Bonucci e Biglia, per consentire l’atteso salto di qualità, perché non è un caso se Suso è diventato il simbolo anche del nuovo Milan.

Come non può essere un caso se contro il Sassuolo, in una sfida ad alto rischio per lui, Montella all’inizio si è affidato alla “vecchia guardia” tornata in maggioranza con 6 rappresentanti (Donnarumma, Zapata, Romagnoli, Calabria, Montolivo, Suso), finendo con appena tre nuovi acquisti in campo (Bonucci, Kessie, Kalinic), il minimo stagionale. Non sappiamo se sia stato un indiretto messaggio alla società, ma intanto il risultato ha confermato che cambiare troppo non fa bene. In campo e in panchina. E quindi avanti con Montella.