Non solo Romagnoli, non basta Ibra: davanti alla difesa fosforo in dosi massicce

Non solo Romagnoli, non basta Ibra: davanti alla difesa fosforo in dosi massicceMilanNews.it
martedì 11 agosto 2015, 00:00Editoriale
di Furio Fedele

Non solo Romagnoli. Per quanto importante e pregiato, il giovane difensore centrale non può e non deve bastare per completare il Milan di Sinisa Mihajlovic. Che sicuramente sta forgiando una squadra forte e compatta, ma che al tempo stesso ha bisogno in mezzo al campo di un paio di piedi pensanti e sapienti. Non può bastare, infatti, la grinta di de Jong per produrre e smistare palloni giocabili in avanti dove Luiz Adriano e Carlos Bacca hanno bisogno di rifornimenti continui per garantire una pericolosità redditizia e costante nell’area di rigore avversaria.

IBRA? ATTENDERE PREGO... In tal senso il pur decantato e non certo irrilevante Ibrahimovic può attendere. Anche perchè il gigantesco svedese è uno splendido solista che gioca e si muove solo pro domo sua. Egoismo e tenacia nel calcio devono essere finalizzati al gioco della squadra. Ibra, invece, è abilissimo nel creare il gioco per se stesso ma non sempre riesce a integrarsi seguendo lo spartito della sua squadra di appartenenza. Per questo motivo bisognerebbe munirsi di un direttore d’orchestra che sappia leggere alla perfezione il gioco offensivo.

WITSEL. Non è un mistero che il belga Witsel rappresenti la soluzione migliore per qualsiasi squadra europea intenzionata a fare un salto di qualità esponenziale. C’è anche il Milan nella lunga lista dei pretendenti al potente mediano dello Zenit San Pietroburgo che, però, pretende almeno 35 milioni di euro per liberare un campione in grado di fare sempre e comunque la differenza in mezzo al campo.

MONTOLIVO. Eppure il Milan la soluzione giusta ce l’ha già in casa. È rappresentata da Riccardo Montolivo che, se dovese finalmente riemergere sui livelli di rendimento della seconda parte della stagione 2012-2013, potrebbe diventare il toccasana per questo problema. L’ex-Viola, infatti, proprio in conseguenza del grave infortunio (rottuta del tendine d’Achille) di de Jong nel dicembre 2012 fu collocato da Allegri nella cabina di regia arretrata. Il Milan navigava sul finire del girone d’andata in settima posizione a ben 9 punti dal terzo posto in classifica. Ma il lasciapassare (attraverso il play-off di fine agosto) di Champions League fu conquistato proprio nell’ultima giornata di campionato con la rocambolesca vittoria di Siena.

INTERPRETE. Montolivo in quella delicatissima fase del torneo di Serie A dimostrò il suo valore. Ma nell’economia del Milan griffato Sinisa Mihajlovic c’è anche un altro ruolo che non va sottovalutato. Quello del trequartista che, per evidenti motivi, deve essere capace di muoversi e di costruire in perfetta sintonia con il regista che agisce davanti alla difesa. Con Ibrahimovic non ci sarebbe bisogno di dover confortare questa scelta. Senza il potente svedese sarebbero in tanti, qui al Milan, a doversi contendere un posto importante che, però, deve essere gestito con assoluta sicurezza.

JOLLY. Ma chi potrebbe essere, in realtà, il protagonista assoluto di questa collocazione tattica così importante? Menez ha deciso di restare al Milan proprio per questo motivo. Ovvero gestire la trequarti a ridosso delle due punte di ruolo. Ci spera, sempre meno, anche Honda che però ha capito che quest’anno troverà sempre poco spazio nel Milan di Mihajlovic. Potrebbe tornare sempre utile Bonaventura che, comunque, si sente più a suo agio in mezzo al campo. Dove l’affollamento è sempre considerevole. Il mercato estivo è entrato nel vivo. Dovrebbe essere così anche per la stagione del Milan...