Origi: un’operazione che fin qui non ha reso. Mercato di gennaio: ecco l’idea. I segnali di Sandro

19.12.2022 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    vedi letture
Origi: un’operazione che fin qui non ha reso. Mercato di gennaio: ecco l’idea. I segnali di Sandro
MilanNews.it

Divock Origi si è fermato ancora. Lo ha fatto per un risentimento al flessore della coscia sinistra, ovvero quella che gli da noie da tempo e che ciclicamente gli presenta il conto. Le sue condizioni saranno rivalutate al rientro in Italia della squadra con la speranza che le analisi non evidenzino lesioni. Ma il dossier dell’ex attaccante del Liverpool, a oggi, è da considerarsi negativo. Non tanto per il valore tecnico del giocatore, bensì per le troppe settimane nelle quali è rimasto fuori e per le prestazioni opache che ha fornito, salvo rari lampi, quando è stato chiamato in causa. Ci si aspettava molto da lui, preso per contendere la maglia da titolare a Olivier Giroud che, dopo il riposo post mondiale, dovrà ricaricarsi sulle spalle il peso dell’attacco milanista senza avere un’alternativa che gli possa consentire di tirare il fiato. Perché, a oggi, Origi è un punto di domanda importante anche se il suo storico clinico era conosciuto. È altrettanto vero che Maldini e Massara, avendo un budget non faraonico, hanno dovuto cercare operazioni a parametro zero per investire altrove i denari messi a disposizione dalla proprietà, ma fino a questo momento nemmeno loro possono essere soddisfatti, fino a oggi, dell’operazione Origi. Un eventuale stop lungo del belga, tra terapie e rimessa in moto, potrebbe indurre i più a dire: “Beh, se dovesse rimanere a lungo fuori, magari si tornerà sul mercato”.

E invece non sembrano esserci questi segnali. Perché gennaio è una sessione spesso balorda, dove i prezzi schizzano alle stelle e dove le potenziali occasioni posso rivelarsi dei pacchi colossali. Si attenderà ancora qualche settimana, con Pioli che probabilmente riproverà il Milan con Rebic prima punta, con Brahim Diaz che sarà dirottato a destra o a sinistra a seconda delle necessità e con Marko Lazetic che, almeno per la prima parte di gennaio, non si muoverà in prestito. Senza dimenticare che anche Charles De Ketelaere potrebbe svolgere il ruolo di falso nove, ma il belga ha prima bisogno di ritrovare fiducia e continuità d’impiego prima di poter essere utilizzato in altre zone del campo.

Sandro Tonali, nell’intervista concessa ai colleghi presenti a Dubai, ha dato dei segnali importanti su Rafael Leao e Ismael Bennacer. Su quest’ultimo ha fatto un vero e proprio endorsement quasi invitando la dirigenza ad andare incontro alle richieste economiche dell’algerino. Quando uno come Tonali definisce Bennacer come “fondamentale”, c’è solo da drizzare le antenne e capire l’antifona. Anche perché di registi come Bennacer, in giro, non ce ne sono. Specialmente di prendibili. Su Leao, invece, la sensazione è che lo abbia messo davanti alle sue responsabilità, mettendosi a scudo del Milan. Ciò che si legge tra le righe delle parole di Sandro è che Rafa, se vuole rinnovare con i rossoneri, allora rinnova. Se per altri motivi vuole andare via, allora che lo faccia al termine della stagione dando tutto. Quella descritta, prima che arrivino vespai di polemiche inutili, è un’interpretazione personale delle parole di Sandro.