Quella classifica in spogliatoio. Mercato? Filosofia e metodo Kjaer...

19.12.2020 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Quella classifica in spogliatoio. Mercato? Filosofia e metodo Kjaer...

Genoa-Milan è stata la 12esima partita di campionato, chiusa al primo posto in classifica. Ricordo sommessamente a tutti che dopo la 12esima partita dello scorso campionato, il Milan era al 14' posto con 13 punti conquistati e 4 punti in più sulla zona retrocessione. Era il famoso momento della classifica affissa da Stefano Pioli nello spogliatoio di Milanello per spronare la squadra a ricordarsi del blasone, della tradizione e della storia del Milan. Un anno dopo, insomma, il grasso non finisce di colare. Ma non è nemmeno il momento di pavoneggiarsi con la classifica attuale, soprattutto per due giocatori del Milan che sono chiamati a tradurre in moneta sonante il gioco e il lavoro della squadra: Rebic e Leao. Stanno segnando tutti nel Milan, ma tutti...i difensori. Romagnoli con i viola, doppio Theo Hernandez con il Parma, Kalulu e Calabria contro il Genoa. Ragazzi cari, e voi? Rebic ci ha provato ed è stato poco fortunato: con lo stesso tocco di palla a febbraio avrebbe segnato solo sfiorando la palla, adesso c'è qualcosa che si mette di traverso, per cui Tonelli salva sulla linea o Perin fa il miracolo. Ma, come Ante ben sa, il qualcosa che si mette di traverso, nel calcio come nella vita, nasce in noi. Quello che succede fuori da noi nasce dentro di noi. E allora torniamo con le lancette della concentrazione a gennaio, con quella intensità. con quella fame. Noi le partite le possiamo vincere, pareggiare o perdere, senza ansie. Ma subirle e viverle senza controllarle come a Marassi, anche no. La nostra non è una squadra che va strattonata per inseguire chimere tricolori, ma per far di tutto per rimanere nelle prime quattro fino a fine stagione sì. E non per accanimento nei confronti dei giocatori, ma perchè l'occasione che sta passando quest'anno dobbiamo essere bravi a non farcela scappare. Bisogna quindi aggredirli gli spazi e i momenti, con un'altra luce negli occhi. Il Rebic di Lecce, il Leao del derby. Giocatori che nascevano negli occhi e nel cuore prima che nelle gambe e sul campo. Guardatevi dentro ragazzi. E solo dopo averlo fatto, tanto e bene, entrate in campo a Reggio Emilia.

Che mercato sarà a gennaio? Che mercato volete che sia...lo scenario dell'intera umanità di cui anche il calcio fa parte è quello che conoscete: ristagno dell'economia, stadi vuoti, le entrate che sono quelle che sono. Per far fronte, il Milan ci mette del suo, con tanta energia da parte del club attivissimo su tutti i fronti: annunci di nuovi contratti, modernità, puntualità nel far funzionare ogni mese i meccanismi dell'azienda a partire dai giocatori. Basterà? I nostro giocatori sanno che quello che succede al Milan, che trasmette con gli atti quotidiani normalità a tutti i propri tesserati, dipendenti e collaboratori, non succede da moltissime altre parti. Qualcosa che somigli alla normalità di questi tempi è qualcosa di straordinario. E allora che i nostri ragazzi se la tengano stretta questa sensazione, ci investano sopra, non la diano per scontata. Recuperare gli infortunati e rinnovare con i giocatori chiave, dal mio punto di vista, sarebbe un ottimo mercato. Poi resta la memoria storica a dirci che un anno fa è stato fantastico il ritorno di Ibra, ma anche che con o senza Zlatan i suoi due gol a partita il Milan continua a farli. E' invece senza Kjaer che il Milan si scopre più scoperto e più vulnerabile. Per Kjaer non si è svenato nessuno. Kjaer è stato un moto di attenzione, una scelta di bravura. Tutti a dire che era un giocatore finito ed invece è stato fondamentale. Un Kjaer in più in difesa e un Kjaer in più in attacco vorrebbero dire tanto. Per Kjaer intendo giocatori sottovalutati da media e opinione pubblica, ma seri, veri, pronti. Se ci fossero due occasioni simili, prendiamole al volo. Solo questo e nulla più. Tanta sostanza e zero figurine.