Questo Milan non ha un'anima, ma soprattutto non ha più presente

Questo Milan non ha un'anima, ma soprattutto non ha più presenteMilanNews.it
martedì 5 aprile 2016, 00:00Editoriale
di Furio Fedele

Al peggio non c’è mai fine, si dice... Il Milan continua a tenere viva questa tradizione. Ieri all’ora di cena, Iria Otero, moglie di Diego Lopez, ha postato (come certificato anche da MilanNews alle ore 19,48) una foto su Instagram del portiere rossonero sorridente con la loro bambina in braccio e corredata da una frase polemica: «Come spiego a mia figlia che suo papà non le racconterà la storia come tutte le notti perchè tutta la squadra è in punizione per aver perso ieri?». In effetti il vero dramma, ben pagato (circa 220.000 euro netti al mese garantiti fino al 30 giugno 2018) del momento è questo: la figlia di Diego Lopez rischia di restare senza fiaba serale fino almeno a sabato sera compreso. Speriamo che i nostri eroi riescano a strapazzare la Juventus ben consentire di Diego Lopez (accocolatosi nel ruolo di stra-pagato terzo portiere dietro a Donnarumma e Abbiati) di recuperare il tempo perduto.


POVERO....BACCA. Questo è il Milan. Carlos Bacca che si lamenta del ritiro punitivo (ci mancherebbe anche che fosse una vacanza di piacere!) perchè ha trascorso 10 giorni in clausura con la Colombia dove ha segnato 3 gol che sono valsi 6 punti. Peccato che nelle ultime 6 gare giocate indossando la maglia del Milan ne abbia segnato uno solo... Per lui la paga mensile supera i 300.000 euro al mese. Non risulta che federazione colombiana sia in grado di offrire emolumenti, premi, gadgets e gettoni di presenza che minimamente possano sfiorare questa cifra su base annale. I milioni di tifosi del Milan che si ostinano a seguire la squadra a San Siro e in trasferta contribuiscono con altrettanti svariati milioni di euro ad alimentare gli stipendi di chi sta «soffrendo» le pene dell’inferno nelle suite di Milanello dopo aver ottenuto 2 punti in 4 partite disputate contro Sassuolo, Chievo, Lazio e Atalanta.



MADE IN ITALY. Questo è il Milan. Dove l’anima italiana è sempre più sbiadita. L’unico che a Bergamo ha tirato fuori tutto quello che aveva è stato Abate. Il baby Donnarumma ha dimostrato di avere il carattere di un veterano. Fra i due c’è un vuoto generazionale che merita la concessione di un alibi concreto al solo Antonelli. Non a caso un altro nato e cresciuto nel settore giovanile, mentre De Sciglio continua ad essere involontario bersaglio di equivoci tattici ai quali si presta solo perchè troppo educato e, forse, rassegnato. C’è il sospetto che Bonaventura si sia stancato di dover ricoprire 2-3 ruoli nella stessa partita. E non ha tutti i torti. Poi il nulla...

FUTURO. C’è chi sostiene che la colpa sia tutta della società. Ma, volendo guardare l’erba del vicino (nerazzurro), non risulta che la «bacchetta magica» del pur abile manager Erick Thohir abbia trasformato l’Inter in un’armata vincente capace di fermare in Serie A la devastante Juventus ricostruendo management e squadra. Si è stabilito, una volta per tutte, che i ritorni di fiamma a Milano non sono poi così redditizi. Tutti pensano già al futuro, ma nessuno pensa al presente. L’Hellas si sta preparando (dopo lo 0-1 a Bologna di ieri sera) a creare un’altra fatal Verona lunedì 25 aprile. Recentemente il Chievo ha creato un inquietante preambolo... Questo non può e non deve essere più il Milan. Sabato sera a San Siro c’è il rischio che il «sold out» sia alimentato da almeno 50.000 juventini che, festeggiando la ventiduesima vittoria in campionato in 23 partite sarebbero quasi certi dello Scudetto. Però una cosa è certa: se così fosse c’è chi dovrà fare ancora una volta a meno di fiabe e shopping in centro a Milano. Benvenuti al Grand Hotel Milanello.