Salire in alto, con o senza Ibra

Salire in alto, con o senza IbraMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 21 agosto 2015, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Nell’estate di grazie 2015 il Milan è tornato a fare mercato. E’ tornato a spendere, poco o tanto o troppo dirà il tempo, ma lo ha fatto. Sul perché vedremo: nuovo socio, nuovo proprietario, nuovo stadio, nuove prospettive. Vedremo. Quello che conta è che la società è tornata ad allestire una squadra di calcio, senza fuoriclasse forse, certamente con qualche talento e una buona organizzazione affidata a un allenatore collaudato. Sinisa Mihajlovic ha un ruolino da allenatore non troppo brillante sino ad oggi: ha vinto soltanto da secondo di Roberto Mancini, ha collezionato 2 esoneri e 2 addii anticipati, ha fatto bene a Catania e alla Samp. Non importa, è giovane e ha tempo. Ha metodo e disciplina, ha organizzazione di lavoro e di gioco da offrire a una squadra come quella rossonera. Qualcosa in precampionato si è visto. Ora si fa sul serio, proprio sul campo di Firenze dove probabilmente Sinisa ha lasciato le ambizioni personali maggiori. Il Milan si presenta ai nastri con le novità dei centrali (Ely e Romagnoli, sul quale ci sentiamo di scommettere se saprà crescere con le pressioni milanesi e milaniste), Bertolacci e gli attaccanti nuovi di zecca. Contro i viola dovrebbe esserci De Sciglio a destra, uno sul quale ricominciare a puntare sperando non si perda come capitato ad El Shaarawy del quale non sentiamo la mancanza. Menez ha problemi, Niang è fuori fino a Natale forse, Montolivo è indietro. Manca ancora qualcosa a questa squadra, a centrocampo senz’altro, in difesa dove si accatastano i centrali asciugando comunque le prime scelte, infine nei ricambi offensivi dove Suso, Cerci e Matri non danno al momento grande affidabilità. Tra luglio e agosto la squadra di Mihjalovic ha dato la sensazione di una quadratura, di un modo concreto di affrontare gli avversari: pressing, molto movimento anche senza palla, inserimenti, senso della posizione.

Persino tra Luiz Adriano (il più brillante) e Bacca. Si riparte con Honda alle loro spalle, speriamo sia il miracolato dei primi 2 mesi della scorsa stagione. I toni non sono esaltanti, abbiamo detto della mancanza di un fuoriclasse. Ora però è il momento di avere fiducia e speranza dopo un’estate se non altro molto laboriosa. E’ cambiato il manico e c’è un mestolo nuovo. Difficile fare peggio, possibile risalire la china. Con o senza Ibrahimovic. In prima linea uno come lui (nella versione migliore) farebbe la differenza in senso assoluto, specie nel nostro campionato ancora un po’ spennacchiato nella concorrenza alla Juve. Il suo acquisto però, come abbiamo scritto, non farebbe discutere solo e tanto dal punto di vista finanziario – restando un’operazione estremamente dispendiosa qualsiasi taglio sia disposto a subire –, ma proprio dal punto di vista dell’organizzazione di gioco. Ibra sposta valori ed equilibri, questo bisogna che si sappia. Come si sa perfettamente che non c’è tempo, non c’è affatto tempo: il milanista ha fame di tornare in alto. Subito. Non può né aspettare di sapere del futuro della società, né del prossimo colpo di mercato. Domenica è dopodomani, ancora troppo vicina a ieri.