Stanchi di soffrire come Sisifo. Per vedere il masso in cima alla montagna, è utile "Scacco Pazzo" Pazzini

Stanchi di soffrire come Sisifo. Per vedere il masso in cima alla montagna, è utile "Scacco Pazzo" PazziniMilanNews.it
giovedì 8 gennaio 2015, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Avrei voluto citare, in questi ultimi 18 mesi, qualche episodio, magari tratto dal Paradiso di Dante. Invece sono sempre costretto a ricordare un altro famoso personaggio della mitologia, Sisifo, che secondo Omero, è condannato a spingere per l’eternità un masso fino in vetta da dove questo finisce per rotolare di nuovo giù a valle. E', in fondo, la storia del Milan di Allegri, di Seedorf e ora di Pippo Inzaghi. Contro il Real Madrid, pur se un'amichevole, i Ragazzi giocano una partita molto positiva sul piano tecnico. Non rammento errori tecnici gravi. I passaggi sono sempre stati precisi, il gioco, a due o tre tocchi, risulta rapido ed efficace. Insomma un gran bel vedere. Contro il Sassuolo, dopo i primi venti minuti, disputati a buoni ritmi, i primi errori di Essien hanno creato il caos, dove sono finiti prima gli altri centrocampisti e poi tutta la squadra. Inzaghi preferisce non parlare dei singoli, ma è indubbio che dopo mesi certamente apprezzabili, il centrocampista ghanese, forse per il colpo subito a inizio partita, è stata la inconsapevole leva sulla quale ha alzato la vittoria la squadra emiliana. E adesso dunque ancora tutto da rifare! Alla continua ricerca di tre vittorie consecutive, impresa che al nuovo allenatore milanista non è ancora riuscita. Il Milan cercherà di recuperare i punti persi a San Siro già sabato sera a Torino e poi contro l'Atalanta, ma toccasse anche i 31 punti, sarebbe necessario un girone di ritorno certamente più efficace sul piano soprattutto della continuità perché con 62 punti, come indicano le ultime stagioni, ad andar bene, si arriva quinti.

Non è facile indicare i rimedi, ma viene naturale sottolineare le difficoltà della squadra, quando deve affrontare avversari che lasciano l'iniziativa. Forse per la mancanza, in questo tipo di partite, di un vero centravanti d'area, visto il poco spazio concesso a Pazzini. Insomma Menez è la punta ideale quando trova ampi spazi dove esaltare la sua corsa e la sua classe. In spazi chiusi si innervosisce e si immalinconisce. Contro le grandi, gli Inzaghiani hanno sempre dunque disputato buona partite. Tanti i punti persi invece i contro molte delle squadre che sono, in classifica, dietro ai rossoneri. Ne vogliamo ricordare per farci ancora un po' di male? Cesena, Cagliari, Empoli, Sassuolo e Palermo sono gli esempi di una maturità che il Milan stenta a raggiungere e consolidare. Ci sono ancora buone possibilità che il terzo posto ritorni a portata di punti visto gli scontri del prossimo week end, Roma-Lazio e Napoli-Juventus. Bisogna però cambiare marcia, ritmo, attenzione e, come detto, soprattutto continuità. Sono stanco di citare Sisifo. Inzaghi, le sfere, era abituato a farle rotolare in rete, e non a portarle in cima al monte, per poi vederle sempre cadere a valle.