Tomori oggi, Thauvin domani. Se il Milan batte Spezia e Inter si avvicina allo scudetto con il jolly Mandzukic. Pioli meglio anche di Pirlo, la Champions non può più sfuggire

09.02.2021 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Tomori oggi, Thauvin domani. Se il Milan batte Spezia e Inter si avvicina allo scudetto con il jolly Mandzukic. Pioli meglio anche di Pirlo, la Champions non può più sfuggire

Ancora una volta i fatti hanno dato ragione a Pioli, che dall’estate scorsa aspettava un rinforzo per la difesa. I troppi infortuni e i troppi cartellini gialli, a cominciare da quelli del capitano Romagnoli per i quali non si possono accusare soltanto gli arbitri, hanno dimostrato che i ricambi al centro del settore arretrato erano indispensabili. Ancora una volta, quindi, complimenti alla coppia M2, Maldini-Massara, che ha saputo scegliere e prendere Fikayoko Tomori dal Chelsea, bravissimo a inserirsi alla perfezione in una squadra nuova. Senza il titolare Kjaer e la riserva Gabbia, visto che Musacchio e Duarte per motivi diversi non offrivano più garanzie, non si poteva dirottare per sempre il terzino Kalulu al centro della difesa. Risolto questo problema, allargata la “rosa” dei centrocampisti con Meitè, e rinforzato l’attacco con Mandzukic che potrà essere il jolly decisivo nel finale di stagione, il Milan oggi è una squadra competitiva, come del resto conferma la classifica perché è in testa con due punti di vantaggio sull’Inter dopo due giornate non del girone d’andata, ma di ritorno, dopo aver già vinto il primo derby. Eppure la maggior parte degli addetti ai lavori, da chi giudica a chi gioca, da chi dirige a chi allena, è convinta che il Milan sia meno forte dell’Inter e della Juventus, per cui da terzo posto ma non ancora da scudetto. L’esperienza, che dovrebbe servire in tutti i campi non soltanto di calcio,ci insegna invece che a volte vince la squadra meno forte in assoluto, ma più forte in quel momento. Per rimanere al nostro campionato, in chiave rossonera è successo al Milan di Rocco nel 1968, a quello di Liedholm nel 1979 e a quello di Zaccheroni nel 1999. Mentre pensando ai mondiali, basta ricordare i successi dell’Italia di Bearzot nel 1982 e di Lippi nel 2006, che non erano certamente favorite all’inizio. Personalmente, quindi, non mi stupirei se il Milan conquistasse lo scudetto e anzi lo riterrei giusto per la sua regolarità e la capacità di vincere anche senza molti titolari, grazie allaforza dei nervi distesi di Pioli, che non ha mai cercato alibi e per questo è così diverso dai lamenti di Conte o dello stesso Pirlo che ha più volte sottolineato le assenze di Cuadrado e De Ligt per giustificare la sconfitta contro l’Inter in campionato. Ma anche se il Milan non vincesse lo scudetto, centrerebbe il traguardo fissato all’inizio fella stagione e cioè il ritorno in Champions, attraverso l’obiettivo minino del quarto posto. Oggi, infatti, i rossoneri hanno 9 punti più della coppia Roma-Lazio che si divide quarto e quinto posto ed è difficile immaginare che Romagnoli e compagni scivolino così tanto in classifica, ammesso che nel frattempo chi sta dietro tenga lo stesso ritmo. A questo punto, quindi, con un occhio bisogna guardare al campionato con la certezza che due vittorie contro Spezia e Inter favorirebbero la volata verso lo scudetto, mentre con l’altro bisogna guardare al futuro che ovviamente non può prescindere da Donnarumma, il cui rinnovo del contratto deve precedere quello di Calhanoglu, perché il portiere è una certezza di valore assoluto mentre il turco è stato un punto interrogativo fino a pochi mesi fa. Ma visto che i loro rinnovi contrattuali non sembrano un problema,si deve andare oltre e in questo senso il primo acquisto per il Milan da Champions può essere l’esterno Florian Thauvin, classe 1993, che può arrivare a costo zero dal Marsiglia. Già si parla di un possibile contratto di quattro anni a 2,8 milioni a stagione e il fatto che se ne parli è positivo. Anche se non basta, perché poi bisogna sempre passare dalle parole ai fatti. Come per lo scudetto. Oh yes.