Vittoria non scontata. La risata di Donnarumma

02.05.2021 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Vittoria non scontata. La risata di Donnarumma
MilanNews.it

Nel rush finale non esistono partite facili, ecco perchè la vittoria di ieri sera ha un valore importante, nonostante l'avversario non fosse di primo livello. Il Milan torna a vincere e resta in corsa per un piazzamento nei primi quattro, sperando magari in qualche passo falso odierno delle altre.  La squadra ha creato tantissimo: nelle prossime servirà più cinismo. 
Per la volatona Champions sarà importantissima la partita di domenica prossima contro la Juventus: una sconfitta renderebbe quasi impossibile raggiungere l'obiettivo, il pari non aiuterebbe molto, mentre una vittoria allo Stadium darebbe una spinta determinante ai rossoneri.

Nel frattempo non è finito nel dimenticatoio l'episodio di Donnarumma che ride pochi secondi dopo la brutta sconfitta di lunedì contro la Lazio.
Scena pessima che giustamente ha fatto infuriare chi ha il Milan nel cuore. In quel momento la squadra ha compromesso il proprio cammino per raggiungere un posto nella prossima Champions League. Quello dev'essere il momento semmai delle lacrime o della delusione (vedi Calabria in panchina e Maldini in tribuna). Una risata è inaccettabile. Ampiamente superata ormai la storia del portiere tifoso rossonero, quella immagine è inammissibile anche per il professionista (oltretutto con la fascia da capitano sul braccio). Così Donnarumma ha mancato di rispetto al popolo rossonero, al Club e ha offeso anche la propria intelligenza, sapendo benissimo di trovarsi nell'occhio del ciclone per i noti motivi.
A un funerale non viene da ridere, neanche se saluti un vecchio amico, neanche se ti fa una battuta che manco Checco Zalone...
L'immagine che ne esce è quella di un giocatore che se ne frega del risultato sportivo e che probabilmente ha già la testa altrove, fregandosene di salvare la forma. E' altrettanto evidente che la telenovela rinnovo abbia anche minato la serenità e l'armonia all'interno del gruppo, creando ulteriori difficoltà a una squadra che già faticava. Se poi il Milan non andrà in Champions League, per lui sarà già pronta l'exit strategy. Qualcosa del tipo 'Volevo restare ma desidero misurarmi su palcoscenici più importanti', quando in realtà si tratta di una mera questione economica. Per la stragrande maggioranza del popolo milanista la misura è colma e una separazione, a questo punto, sarebbe molto meno dolorosa.