ESCLUSIVA MN - Carmignani su Baka-Kessié: "Allora a Ronaldo cosa dovevano fare? Gigio tra i più forti al mondo"

18.04.2019 17:00 di Salvatore Trovato   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Carmignani su Baka-Kessié: "Allora a Ronaldo cosa dovevano fare? Gigio tra i più forti al mondo"

In vista di Parma-Milan, la redazione di MilanNews.it ha intervistato Pietro Carmignani, ex preparatore dei portieri e vice allenatore rossonero sempre con Arrigo Sacchi in panchina. Con lui abbiamo parlato non soltanto del match in programma sabato al Tardini ma anche di altri argomenti relativi al mondo Milan.

Che idea si è fatto del “caso Acerbi” e del gesto di Bakayoko e Kessié?

"Sono notizie che riempiono le pagine dei giornali, quindi vanno riportate. Ma credo sia stata una goliardata. Trovare del razzismo al contrario mi sembra esagerato. Ci sono stati dei messaggi tra i giocatori durante la settimana che hanno provocato un po’ di sfottò. È un gesto che, se inteso come mostrare lo scalpo dell’avversario, è sbagliato, ma non vedo cattiveria: credo sia stata più una cosa malpensata".

Forse ha ragione Gattuso quando dice che bisognerebbe usare meno i social.

"Oggigiorno va così. Prendiamo, ad esempio, la mamma di Ronaldo, ha detto che il figlio non può fare miracoli. Quando succede qualcosa tutti ne parlano per ampliare e sviscerare tutto quanto. Come detto, è un gesto che non andava fatto, ma non c’era questa cattiveria così pronunciata ed evidente come vogliono far credere e pensare. Credo che si dovrebbe soprassedere un po’ su queste cose. È giusto riportarle, ma solo come fatto di cronaca, non bisogna romanzarle. Di questi tempi devi stare attento a dire una parola di troppo, è talmente facile sbagliare... per gli altri ovviamente".

Si è messa di mezzo la Procura Federale: secondo lei rischiano seriamente la squalifica?

"Allora a Ronaldo cosa dovevano fare? Ha fatto un gesto di fronte al pubblico dell’Atletico Madrid pazzesco, diverso da quello di Simeone. Quello di Simeone era volgare, ma quello di Ronaldo è stato tre volte più volgare, rivolto ai tifosi. Se non hanno squalificato lui... Dai, non esageriamo!".

Parliamo di calcio giocato. Ieri la Lazio ha vinto, quindi sono tutte lì: la corsa al quarto posto è sempre più incerta.

"Oltre ai punti di vantaggio, credo siano importanti la condizione fisica e lo spirito psicofisico. Il Milan vuole assolutamente arrivare in Champions, è un obiettivo della società, un imperativo. Il Milan non può stare senza la Champions. Tutto è orientato a raggiungere questo traguardo. Vedo l’Atalanta come grande antagonista, una squadra che gioca un ottimo calcio".

Parma-Milan è una partita che sulla carta può sembrare facile, ma in realtà non lo è: come la vede?

"Non sarà una gara semplice né per il Milan né per il Parma. I rossoneri devono stare attenti perché il Parma gioca meglio quando viene attaccato e può ripartire negli spazi. Bisogna essere bravi a non concedere questi spazi e a tirarli fuori, cercando poi di colpire. È una partita che il Parma può affrontare nel migliore dei modi proprio per questa sua capacità di difendersi e poi andare in contropiede".

Parliamo di Gattuso, un tecnico che continua a dividere anche i tifosi: lei da che parte sta?

"Per rispetto della persona e per l’impegno sto dalla parte di Gattuso. Poi dal lato tecnico devo dire che, alcune volte, ci si può aspettare qualcosa di diverso. Credo che Rino abbia il consenso della società, consenso che resterà solo se raggiungerà la Champions. Il destino di Gattuso è legato al quarto posto. Come persona mi piace, ma i risultati sono quelli che determinano la bravura di un allenatore. Ognuno può avere la propria opinione, ma poi parlano i numeri: sono l’unica cosa a cui bisogna affidarsi quando le opinioni sono contrastanti. Vedremo a fine campionato".

Eppure c’è chi sostiene che, a causa di un rapporto tutt’altro che idilliaco con Leonardo, Gattuso sia pronto a lasciare il Milan anche in caso di Champions.

"Lui potrebbe farlo benissimo, perché è una persona di grandi principi morali e caratteriali. Potrebbe anche dire: ho raggiunto lo scopo e adesso vi faccio vedere che vado a fare bene da un’altra parte. Gattuso questo lo potrebbe anche fare. Credo che quel discorso fatto un mese fa - quando in un momento un po’ particolare del campionato disse “cosa farò ve lo dirò tra due mesi” - non andava fatto. Quella frase, secondo me, non doveva esser detta".

Da ex portiere, ci da un suo giudizio su Gigio Donnarumma?

"Per me è destinato a diventare, ammesso che non lo sia già, uno dei portieri più forti al mondo. Uno che a 20 anni sta facendo quello che sta facendo lui... è una cosa incredibile. Il primo anno è più facile mettersi in mostra perché tutti sono accondiscendenti verso quello che fai; il secondo anno diventa più difficile perché tutti ti aspettano per la conferma e diventano critici; dal terzo anno in poi si arriva a un equilibrio. Credo che un portiere possa commettere degli errori, sia a vent’anni che a trenta o quaranta. Tutti sbagliano. Lo metto tra i più forti e dico che diventerà il più forte. Però dovrebbe uscire di più. Faccio un esempio: tutti lo hanno esaltato per la parata che ha fatto contro la SPAL al 93esimo, ma quella parata non doveva farla perché doveva uscire. Non si può permettere a un giocatore di colpire di testa dentro l’area piccola dopo un cross da 40 metri. Ma questo è un problema che hanno tutti i portieri moderni: escono poco e stanno sempre con i piedi sulla riga di porta".

A proposito di piedi, sotto questo aspetto Donnarumma è migliorato. È d’accordo?

"Intanto gli si chiede moltissimo. Gli si chiede di impostare sempre l’azione, anche in maniera esagerata. Lui è bravissimo, ma impostando sempre l’azione si rischia di sbagliare. Per me fa troppo con i piedi".

Reina si è adattato a fare il secondo di un ragazzo: lei avrebbe accettato un ruolo del genere?

"L’ho fatto con Giovanni Galli alla Fiorentina. A Mazzone dicevo: “Guarda che abbiamo un portiere che diventerà un fenomeno”. E così è stato. Galli aveva 17-18 anni, io gli stavo dietro e lo allenavo, anche perché allora non c’era il preparatore dei portieri come oggi. Reina è un grandissimo. Intanto non appartiene a quella categoria di portieri che stanno sempre sulla riga di porta, ma è uno propositivo, che esce e leva tante volte le castagne dal foco ai suoi difensori. È un trascinatore, sia come modo di parare che nello spogliatoio. È un esempio per i compagni, un grande acquisto: mi fa piacere che stia facendo bene".