ESCLUSIVA MN - Ciabattini: "Milan regina del fair play finanziario. Dal 2013 si potrà tornare a spendere"

04.09.2012 16:00 di Gaetano Mocciaro   Vedi letture
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ESCLUSIVA MN - Ciabattini: "Milan regina del fair play finanziario. Dal 2013 si potrà tornare a spendere"

Abbiamo incontrato Paolo Ciabattini, autore del libro “Vincere con il Fair Play Finanziario”, Direttore Operativo di Pioneer Italia Spa e grande esperto di calcio business per parlare del Milan e di come a mercato concluso sia la situazione in vista dell’applicazione del FPF. In esclusiva per MilanNews.

Paolo Ciabattini, è vero che grazie al mercato che si è appena concluso il Milan ha messo a posto i conti?

“Il Milan ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2011, l’ultimo prima dell’introduzione dalla normativa del Fair Play Finanziario, con 81 milioni di perdita prima delle imposte. Le tasse non hanno alcuna rilevanza ai fini del FPF. Partendo dagli 81 milioni di perdita dell’anno scorso tenendo conto ovviamente soltanto degli accadimenti di cui siamo a conoscenza e nell’ipotesi in cui le voci minori non considerate possano più o meno compensarsi, il bilancio 2012 che si chiuderà al 31 dicembre potrebbe evidenziare un risultato di circa 35/40 milioni di perdita, quindi in netto miglioramento”.

Può spiegarci più nel dettaglio?

“Per arrivare al dato del 2012, agli 81 milioni di perdita prima delle tasse vanno aggiunte le plusvalenze del 2011 pari a 23,6 milioni (Merkel 9,9,  Pasini 3,3, Papastathopulos Sokratis 1,8 Verdi 5) e 4,7 milioni di proventi/oneri da compartecipazioni (Paloschi 2,1 Astori 2,5) per raggiungere una perdita al netto dell’impatto del cosiddetto players trading pari a 109 milioni di euro. Nel bilancio 2012 potremmo avere i seguenti impatti. La cessione di Ibra e Thiago Silva ha generato una plusvalenza di oltre 40 milioni di euro ed un risparmio sugli stipendi di 36 milioni circa a stagione sportiva (1 luglio-30 giugno). Sul bilancio 2012 vanno considerati riguardo agli stipendi solo 5,5 mesi di risparmio pari a circa 17 milioni circa. Il totale del beneficio dell’operazione sul bilancio 2012 è di circa 57 milioni. Se consideriamo anche il risparmio sui mancati ammortamenti dei cartellini da agosto a dicembre, raggiungiamo i 60 milioni. Circa 25 milioni di risparmio arriveranno dai contratti non rinnovati (6 mesi su Seedorf, Nesta, Van Bommel, Zambrotta, Inzaghi, Gattuso, Aquilani, Oddo, etc). 18/20 milioni  tra costo dello stipendio e ammortamento potrebbe essere l’impatto sul bilancio 2012 dei nuovi arrivi in prestito o a titolo definitivo (Montolivo, Traorè, Acerbi, Constant, Pazzini, Gabriel, Zapata, M’Baye Niang, Bojan e De Jong). Nel 2012 la campagna acquisti invernale (Merkel, Mesbah, Muntari) potrebbe aver generato un beneficio di circa 5 milioni perché sul bilancio del Milan che va da gennaio a dicembre, l’impatto è di 12 mesi.Ci sarà un risparmio di circa 10 milioni per il premio scudetto non più corrisposto. Non ci saranno i 4,8 milioni di euro di svalutazione crediti in riferimento ad un credito incagliato verso il club spagnolo Saragozza che è in amministrazione controllata. Questo a dimostrazione che i problemi finanziari degli altri club possono generare un effetto a catena. Il peggior piazzamento nella stagione sportiva 2012 e l’impatto su 12 mesi dell’introduzione della contrattazione collettiva dei diritti TV potrebbe aver portato circa 10 milioni in meno fatturato. Le cessioni illustri potrebbero generare una perdita di introiti tra abbonamenti e botteghino di circa 5 milioni. Il tutto ipotizzando di mantenere gli stessi introiti della Champions della scorsa stagione sportiva. La cessione di Cassano potrebbe aver generato una plusvalenza di quasi 5 milioni e in più potremmo ipotizzare altri 5 milioni di plusvalenze derivanti da cessioni di giovani come è avvenuto negli ultimi esercizi. Non ho considerato gli ammortamenti dei costi del vivaio come costi virtuosi e quindi non compresi nel calcolo del risultato di bilancio ai fini del Fair Play Finanziario in quanto un’ultima interpretazione della normativa da parte della UEFA considera costi nobili del vivaio solo quelli relativi agli stipendi che sono irrilevanti. Totale 35/40 milioni di perdita a conferma di quanto le cessioni di Ibra e Thiago siano state purtroppo necessarie. C'è, però, come ormai ben sappiamo, una clausola presente nella normativa del Fair Play Finanziario, che permette di dedurre dalla perdita del bilancio 2012, il costo degli stipendi dei contratti firmati prima del 1 giugno 2010.  Quindi ai fini del Fair Play finanziario, i possibili 35/40 milioni di euro di perdita al dicembre 2012 sarebbero in buona parte compensati dalla clausola degli stipendi che riguarderebbe tra gli altri Seedorf, Nesta, Zambrotta, Inzaghi, Gattuso, Ambrosini, Abbiati, Abate, Antonini. Nel 2013 ai fini del FPF si tratterebbe quindi soltanto di limitare la perdita di bilancio a 30/40 milioni”.

E il 2013?

“Il bilancio del 2013 beneficerà dell’impatto positivo su  tutti i 12 mesi relativo all’operazione Ibra e Thiago Silva e ai numerosi addii della vecchia guardia. Ci avvicineremo così ulteriormente al pareggio di bilancio. Questo significa che ai fini del fair play finanziario che permette una perdita aggregata sugli esercizi 2012-2013 di 45 milioni, ci sarebbe un po’ di spazio per tornare a comprare volendo. Il volendo si riferisce al fatto che se invece l’obiettivo è il pareggio di bilancio, per comprare ovviamente si dovrà ancora vendere”.

Quale sarà la strategia del Milan nei prossimi anni?

“Continuare sulla strada già intrapresa della riduzione del peso degli stipendi. Tra Ibra, Thiago Silva (dopo il rinnovo a 6 netti) e tutta a vecchia guardia che ha lasciato, al netto di nuovi acquisti, la riduzione su base 12 mesi potrebbe essere di circa 30/35 milioni. Attenzione ai parametri zero che non sempre vogliono dire risparmiare. Giocatori che valgono magari 7/8 milioni presi a costo “0” ai quali si concede magari uno stipendio di 1 milione di euro netti in più all’anno su 5 anni rappresentano già una perdita. Lo stadio di proprietà permetterebbe di aumentare i ricavi nella misura di 25/30 milioni di euro a stagione tra Corporate Hospitality, Naming Rights, sfruttamento dell’infrastruttura 7 giorni alla settimana, niente costi d’affitto e minori costi di manutenzione. Sviluppo del settore giovanile così da aumentare la possibilità di vedere di nuovo campioni fatti in casa come Maldini, Baresi e Costacurta. In questo senso ottimo il coraggio dimostrato dallo staff tecnico in questi ultimi mesi con De Sciglio. Puntare sui giovani significa ridurre gli infortuni, a parte Pato, ridurre il numero di giocatori nella rosa e quindi ridurre automaticamente in maniera significativa i costi. Maggior commercializzazione del marchio in Italia e all’estero anche se dobbiamo sottolineare che il Milan è il club italiano con i ricavi commerciali più alti. Nel 2011 ha raggiunto gli 80 milioni di euro grazie anche ai numerosi sponsor . Oltre a Emirates e Adidas, rispettivamente sponsor ufficiale e tecnico, troviamo marchi molto importanti come Wolkswagen, AWS Spa, Beiersdorf A.G., Dolce & Gabbana, Sony Italia, MSC Crociere, Intesa San Paolo.
Poi avrei anche un’altra idea ma per il momento la tengo per me”.

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