ESCLUSIVA MN - Cucchi: "Milan, svecchia e tornerai a trionfare"

ESCLUSIVA MN - Cucchi: "Milan, svecchia e tornerai a trionfare"MilanNews.it
© foto di Alberto Fornasari
martedì 4 maggio 2010, 00:00Esclusive MN
di Claudio Sottile
Riccardo Cucchi, romano, dal '79 in RAI. L'esordio con "Tutto il calcio minuto per minuto" coincide con l'avvento in B del Campobasso. Cronista di sei Olimpiadi, dal '94 voce della Nazionale per Radio1, per lui esperienze anche con "90° minuto".

Questa ESCLUSIVA di MILANNEWS, per un palato distratto, potrebbe avere un sapore un po’ retrò. Noi preferiamo parlare di gusto immortale. Riccardo Cucchi, voce mitica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, ha scandito fuori dall’etere il suo auspicio per un Milan che, al pari della radio, sia immortale e allontani il retrò. Per farlo, però, dovrà accantonare giocatori che da rossoneri sono diventati, inesorabilmente, in bianco e nero.

Riccardo, hai un punto di vista privilegiato sul calcio italiano, visto che hai commentato ben quindici “partite scudetto”: come sta il nostro pallone?
“Personalmente sono convinto che, perlomeno a livello di campionato, sia ancora un calcio interessante. Non sono fra coloro che criticano il livello della Serie A, disprezzandolo e paragonandolo a quello di campionati considerati tecnicamente superiori, come quello inglese o spagnolo. Credo che il fatto che l’esito sia attaccato ad un filo, non soltanto per la lotta scudetto, testimonia quanto sia un campionato competitivo e ricco di sorprese, alla pari con quelli considerati più prestigiosi.


Diverso se il discorso passa sui calciatori italiani e, di conseguenza, sul destino della Nazionale, inutile negare che qualche problema ci sia, il tasso medio non è proprio dei migliori.

La prova di ciò alla luce dei problemi che ha Lippi nell’allestire la formazione azzurra, i tassi tecnici dei nostri giocatori non è che siano proprio elevatissimi”.


Il Milan come se la passa?
“Sono convinto che abbia fatto cose straordinarie in passato con giocatori straordinari, ma che adesso sia giunto il momento di guardare al futuro e rinnovare l’organico, senza nulla togliere al valore di grandi campioni che hanno consentito al Milan e ai tifosi di vivere momenti straordinari. Il Milan ha bisogno di rinnovarsi e cambiare pelle, credo che Leonardo potrebbe anche essere l’uomo giusto per indirizzare questo rinnovamento, ha dimostrato duttilità, capacità di comunicazione, tanti aspetti importanti per una formazione come quella rossonera che non ha bisogno solo di esprimersi sul campo, ma anche di esprimersi attraverso le sue capacità di comunicazione, una squadra che porta con sé tantissime risorse d’immagine, una della squadre immagine del nostro calcio.

Penso che Leonardo abbia bisogno di avere altro materiale tecnico per costruire un futuro più luminoso e denso di soddisfazioni”.

Hai anticipato la mia terza domanda: Leonardo, quindi, è promosso?
“Assolutamente positivo, in considerazione del fatto che ha avuto in mano una squadra non facile da gestire, con tanti problemi, mi pare che in mezzo alla tempesta si sia ben diretto, è stato capace di rimettere in piedi una stagione partita malissimo, non scordiamo il Milan di inizio stagione, dotato veramente di un passo sbagliato.


Ha dato compattezza allo spogliatoio, è riuscito a dare l’impressione di una capacità di gioco a tratti spettacolare, è stato capace di recuperare personaggi che sembravano aver segnato il passo, come Ronaldinho. Purtroppo, è stato sfortunato coi troppi infortuni, che hanno contaminato il cammino del Milan, anche se il Milan di quest’anno non poteva certamente essere considerata una squadra da scudetto”.

E’ a rischio il terzo posto?
“Credo che un rischio ci sia, Sampdoria e Palermo sono formazioni che hanno un grande sprint, che sono sull’abbrivio, sono lanciatissime verso un traguardo straordinario e storico come appunto l’accesso ai preliminari di Champions League, la massima competizione continentale per club.

Deve stare attento, altri passi falsi potrebbero rivelarsi estremamente dolorosi, quindi secondo me si, il rischio che Sampdoria e Palermo possano agguantare il Milan c’è.
Leonardo deve in qualche modo ricompattare il tutto attorno alla voglia di ottenere il risultato, guidando un gruppo stanco psicologicamente, oltre che fisicamente.
Se il Milan vuole ottenere il terzo posto, peraltro meritatissimo, deve stare molto attento, rischia di perderlo se compirà altri passi falsi”.


Sei il telecronista della Nazionale, come si comporterà la spedizione azzurra in Sudafrica?
“Il pronostico va suddiviso da due punti di osservazione, se vogliamo essere italiani e tifosi il pronostico, che poi è un auspicio, è che la nazionale di Lippi per la seconda volta consecutiva possa centrare la finale. Le difficoltà ci sono, è innegabile, la squadra ha qualche difficoltà di natura tecnica, e di qualità, Lippi lo sa. Ci sono anche aspetti legati a condizioni atletiche, giocatori che hanno superato anagraficamente il limite per giocare un Mondiale, però sappiamo quanto le nostre squadre siano in grado di esprimere il meglio davanti alle vere difficoltà, Berlino ce l’ha insegnato.


Detto questo, credo che la squadra tecnicamente possa inserirsi fra le prime quattro, se questo fosse il risultato della formazione di Lippi sarebbe un gran traguardo.

L’Italia non è fra le favorite, fra le quali vedo su tutte il Brasile, poi guardo con particolare attenzione all’Inghilterra di Fabio Capello, e naturalmente alla Spagna”.



Come sta il blocco azzurro del Milan? Gattuso, Pirlo e Zambrotta sembrano sicuri del posto sull’aereo per l’Africa, su quel volo troveranno posto anche Borriello e Nesta?
“Gattuso e Zambrotta non mi pare stiano bene, Pirlo anche se affaticato dal grande lavoro costretto a fare nel Milan, è un giocatore che sa gestire le sue doti atletiche, fisiche e mentali, un elemento al quale non si può rinunciare.


Mi auguro che possa partire Nesta, però il problema è legato a due aspetti: la volontà di tornare in Nazionale, e credo abbia già espresso con chiarezza qualche dubbio, che poi è legata al secondo elemento, quello fisico. Nesta è un giocatore sfortunatissimo, di classe limpida che però purtroppo ha avuto una carriera contrassegnata negativamente da troppi infortuni. Aveva ricominciato splendidamente con ottime prestazioni prima dell’ultima ricaduta, un tunnel dal quale non si sa quando riuscirà ad uscire, e non dimentichiamo che in un certo periodo, quando era fuori dall’Italia per l’altro infortunio, abbiamo pensato addirittura che la sua carriera fosse finita. Questo è davvero un peccato, mi dispiace perché lo considero un fuoriclasse, un campione vero, il classico fuoriclasse della difesa come ce n’erano una volta.

Le sue condizioni e la sua volontà di non rischiare, per un recupero ancora appeso ad un filo, credo lo inducano a non accettare la Nazionale.

Borriello invece, assieme a Pazzini, potrebbe rappresentare la novità offensiva di un’Italia che va a difendere il titolo di quattro anni fa, se fossi Lippi io punterei su di loro.”


L’Italia sarebbe all’altezza di organizzare gli Europei del 2016?
“Sono convinto di sì, lo dico con un pizzico di cattiveria e malizia. Se l’Uefa è stata capace di assegnare l’Europep a due paesi che non sono all’avanguardia, che hanno difficoltà organizzative, e parlo di Polonia e Ucraina, non vedo perché non possa ospitarlo l’Italia.


Credo che l’Italia con i suoi stadi da ristrutturare, in alcuni casi fatiscenti, abbia comunque un tessuto di infrastrutture superiore a quello di Polonia e Ucraina. Certo, bisognerebbe lavorare seriamente sugli stadi, il tempo ci sarebbe, auguriamoci che possano esserci capitali privati, perché soldi pubblici ce ne sono pochi, questa potrebbe essere una grande occasione per ristrutturare i nostri impianti.

Nelle nostre principali città italiane c’è uno stadio, a volte ce ne sono due, ritengo che potremmo davvero organizzare un bell’Europeo”.


Un radiocronista come giudica il proliferare della piattaforme televisive a pagamento?
“Io direi positivamente, non abbiamo paura della concorrenza: più voci ci sono, sia televisive sia radiofoniche, meglio è per tutti. C’è una piattaforma più ampia di scelta, e il conseguente riflesso su di noi è che dobbiamo essere sempre più bravi, per poter difendere i nostri ascolti.


Posso dire che la preoccupazione che si appoggiava qualche anno fa al nostro interno, e cioè che la presenza di tante piattaforme televisive avrebbe distrutto la radio, s’è rivelata una profezia infondata. Noi continuiamo a vincere la nostra battaglia quotidiana di ascolti, con tanti appassionati che continuano ad ascoltare la radio nonostante la televisione. Facile comprendere il senso di quello che sto dicendo, in quanto per vedere una partita bisogna essere fermi, seduti su una poltrona, in un posto stanziale, e invece sappiamo che la nostra vita ci costringe spesso a muoverci, non c’è mezzo migliore che si può incollare a chi è in movimento come la radio, che raggiunge tutti quelli che non hanno possibilità di fermarsi per vedere la partita. Da questo punto di vista raggiungiamo più capillarmente gli appassionati di calcio che, quando non possono vedere la partita, scelgono noi. In qualche caso c’è chi preferisce ascoltare la radio guardando la televisione, c’è anche questo, c’è uno zoccolo duro che preferisce la radio nonostante tutto! E tanti giovani che stanno scoprendo il fascino delle radiocronaca anche in presenza della televisione”.

Hai commentato trionfi in campionato della Juventus, in Champions del Milan, e il già citato exploit di Berlino della Nazionale: quale credi che possa avvenire a stretto giro di posta?
“Io mi auguro di vivere un’emozione pari a quella di Berlino 2006, quando ho avuto la grande possibilità di gridare, a chi era sintonizzato sulle frequenze di Radio1, ‘Campioni del Mondo’, scandendolo per quattro volte. Evidentemente è una speranza, difficile da realizzare, se si pensa che soltanto quattro volte l’Italia ha vinto il titolo Mondiale, e solo due radiocronisti prima di me hanno avuto la fortuna di gridarlo, Carosio ed Ameri, è un’opportunità che non capita spesso.

Tornando ai clubs, ad ogni modo, che le squadre italiane torneranno presto protagoniste sulla scena continentale.

Sicuramente il Milan, che deve recuperare qualcosa, sarà presto sulla rampa di lancio, per tornare a essere competitivo e protagonista in Europa. Da italiano super partes mando il mio augurio all’Inter per la Champions, convinto che il Milan salirà presto sul predellino, per rivivere i fasti che gli competono”.