ESCLUSIVA MN - Di Stefano: "Ecco perché ho fatto un libro su Milanello. Tonali, milanista viscerale. Sul mercato dico…"

21.03.2022 20:57 di Nicholas Reitano  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA MN - Di Stefano: "Ecco perché ho fatto un libro su Milanello. Tonali, milanista viscerale. Sul mercato dico…"
MilanNews.it

Il giornalista di Sky Sport, Peppe Di Stefano, ha presentato il suo nuovo libro "Milanello, la casa del Diavolo" nel corso della nostra trasmissione sul canale Twitch di MilanNews.it. Queste le sue dichiarazioni raccolte in esclusiva dalla redazione di MN:

Sulla presentazione allo Sheraton: "Si sono presentati dei dirigenti che non avevo invitato. Questo fa capire che si sono creati dei legami umani. È stato bellissimo il coinvolgimento del Milan. Galliani la mattina ha chiamato tutti i vecchi membri e li ha invitati. L’evento è stato bello. In questi anni ho seguito il Milan e ho conosciuto un mondo familiare, simpatico, che va vissuto. Uno spirito che va tramandato".

Sul libro e sugli aneddoti: "Ci sono storie che non ho raccontato all’interno del libro. In questi mesi ho dovuto cercare dei retroscena e ho dovuto scavare da prima di Allegri. Ho cercato di inserire quelli più belli. Milanello è un posto speciale: sono innamorato di quella curva. Ho scritto delle cose vere nell’introduzione: ci sono i giocatori del Milan che quando fa freddo si fermano e mi danno il tè caldo e d'estate una bottiglietta d'acqua fredda. Queste non sono informazioni, ma qualcosa di più bello e di diverso. Uno spirito che c'è dentro. Un aneddoto: per l'evento avevo invitato Claudio, un cameriere di Milanello, e la mattina mi ha chiamato chiedendomi se avessi potuto invitare Sergio, il cameriere più anziano del centro sportivo. Al Milan c’era Gasparetto, un ragazzo della primavera che poi era andato all’Empoli. Tornato molti anni dopo per uno stage della Nazionale dei giovani, si siede per fare colazione e non riconosce il cameriere. Sergio, il giorno dopo, gli porta lo stesso cibo che prendeva da giovane e si emoziona. Sono tutte storie che ho sentito, verificato e raccontato. Ho raccontato Milanello".

Sull'aneddoto più bello che ho scartato: "Nel libro non ho voluto inserire negatività. Per esempio non ho parlato dell'episodio Ibra-Onyewu. Ho voluto solo accennarlo. Non ho voluto scavare in questo episodio perché Milanello è 95% cose belle, e 5% brutte. Paolo Maldini entra a Milanello a un anno di età, pensate che scartava i regali a Milanello perché all’epoca si faceva così. Paolo Maldini poi diventa capitano del Milan, vince le Champions così come il padre Cesare, i figli di Paolo nel frattempo diventano giocatori e lui diventa dirigente. Mi dite un’altra storia del genere nel calcio?".

Sul giocatore che lo ha impressionato di più quest’anno: "I picchi più importanti per me li ha avuti Leao. Nel rendimento generale dico Sandro Tonali. È passato da un rendimento di 5,5 a uno da 7 o più. Questo voto va legato al fatto che non abbia mai riposato, alle pressioni. E probabilmente è l'unico che può giocare in Inghilterra.. Ha 21 anni, tra poco 22, è pazzo del Milan, più di Pellegatti: ovviamente è un complimento (sorride, ndr). Qualche settimana fa, per esempio, fu esonerato Shevchenko e lui ci rimase male. Era il suo mito. Sandro è un ragazzo schivo, che si fa i fatti suoi, che non esagera mai e che non si esalta. Nel derby con Dumfries perde le staffe e si è visto il Sandro tifoso in campo".

Sul prossimo step di Elliott: "Il Milan per me prenderà cinque giocatori: tre o quattro che pagherà ed un parametro zero, come Origi o Belotti. Il Milan inizia a guardare anche in quelle soluzioni. Dovrà comprare un difensore centrale, anche se Kalulu mi ha impressionato e non me lo aspettavo. A Cagliari, per esempio, mi è piaciuto più lui che Tomori. Il Milan avrà loro due, Kjaer - un punto di domanda - e Gabbia, che potrebbe lasciare la squadra per confrontarsi. Ed io penso Botman, altrimenti l'alternativa potrebbe essere Bremer. Poi, Kessie per me è un giocatore pazzesco. Per il Milan è più importante di quanto lo sia stato Donnarumma, ma Renato Sanches è forte e potrebbe fare anche il sottopunta. Arriverà Adli, e bisognerà capire dove giocherà. L’esigenza per me è l’esterno destro: se trovi un giocatore che porta punti come Berardi o Chiesa, cresci in tutti i livelli. Bisognerà capire anche la situazione di Messias. Sarebbe stato bello se il Milan avesse avuto le forze per un attaccante alla Vlahovic. Anni fa non ci si fidava della dirigenza per gli acquisti. Il Milan quattro anni fa era sull'orlo della crisi economica, ora invece è in piena autonomia per vincere lo scudetto".

Sulle 'Milanellate' dello scorso anno: "Avevano una caratteristica: la squadra era reduce da mesi bellissimi, ma il tifoso non poteva esprimere il proprio 'consenso' visto che gli stadi erano chiusi. Il tifoso del Milan aveva capito che bisognava spiegare alla squadra che stava facendo bene. Sono stati casi più unici che rari. Quella con l’Atalanta mi aveva impressionato, c’erano più di 10/12mila tifosi”.

Su Berlusconi: "Ho parlato un’ora e un quarto con lui. È stata una grandissima emozione ed esperienza. Silvio vive per il Milan e lui mi ha detto 'È il mio amore eterno'. Ha sfogliato qualche pagina e leggeva gli aneddoti. È rimasto colpito per una storia di Ancelotti: Sacchi voleva Carlo, fa le visite ed aveva un problema alle gambe. Sacchi lo voleva comunque, Galliani chiude con la Roma e Arrigo chiama Berlusconi all’una di notte per confermare l’accordo. Sacchi gli promette la vittoria del campionato e Silvio risponde con un "Agli ordini". A leggere le sue stesse parole, si emoziona. Berlusconi è legato al Milan ai livelli di Pellegatti e Tonali (ride, ndr)".