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Mancini (DAZN): "Scudetto? Giusto che il Milan ci provi. Allegri? Gli si può recriminare una cosa. E su Leao..."

ESCLUSIVA MN - Mancini (DAZN): "Scudetto? Giusto che il Milan ci provi. Allegri? Gli si può recriminare una cosa. E su Leao..."MilanNews.it
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Oggi alle 18:00ESCLUSIVE MN
di Federico Calabrese

Settimane decisive per il Milan. Dopo il pari contro il Como, domani i rossoneri sfideranno il Parma per rimanere aggrappati al primo posto in classifica, occupato dall'Inter. Per parlare del Diavolo e della lotta scudetto, MilanNews.it ha intervistato Riccardo Mancini, telecronista di DAZN.

Il pareggio contro il Como ha sentenziato la lotta scudetto a favore dell'Inter?
"Non l'ha sentenziata ancora la lotta scudetto, però sicuramente è un'opportunità persa per il Milan perché restare a -5, e magari arrivare anche a quella distanza al derby sarebbe stato forse ideale In queste condizioni ed è sicuramente un'opportunità persa: due punti buttati via, anche se poi il Como comunque è una squadra di tutto rispetto e non è stato facile per nessuno batterla. Penso che più di così, forse, in queste condizioni il Milan non potesse fare. Certo è che rimane del rammarico, lo leggo meno in Allegri che nei giocatori. Forse perché Allegri era già convinto da inizio anno come va, ripetendo ormai da mesi che il Milan è in lotta per la Champions e non per lo scudetto. Io non ci credo tantissimo a dire il vero, perché una volta che sei lì è giusto anche provare a competere, però è un pareggio che chiaramente fa male a livello di testa, se si vuole pensare di inseguire l'Inter.

E' l'Inter che può perdere lo scudetto o il Milan ha ancora margine per recuperare?
"A questo punto sì, vediamo se andrà avanti in Champions. Chiaro che se dovessero restare solo Coppa Italia e campionato, a quel punto solo l'Inter può perderlo a maggior ragione, perché avrebbe principalmente un obiettivo, cioè lo scudetto e poi uno secondario, cioè la Coppa Italia. Però vediamo se va avanti o meno e se riesce a rimontare contro il Bodo. Sicuramente il Milan è giusto che ci provi, più che altro perché vincere lo scontro diretto poi vorrebbe dire restare a -4, manca ancora una buona fetta di campionato, perché tre mesi non sono pochi. Però molto passa certamente da quello scontro diretto, senza dubbio".

Torniamo a Milan-Como, ti aspettavi un approccio e partita diversi da parte dei rossoneri?
"Non mi aspettavo un Milan diverso, né a livello di partita né a livello di approccio. Chiaro che contro un Como così, esporti a rischi può sempre farti perdere una partita che il Milan non poteva permettersi di perdere. La chiave tattica e la chiave strategica del Milan quest'anno è molto, molto chiara. Ce n'è una principale, spesso solo quella: il Milan prova spesso a mordere in in ripartenza. Lo sa fare molto bene, non sempre però riesce perché poi ci sono squadre molto organizzate e probabilmente sarebbe servita un'alternativa in più".

Sul caos Fabregas-Allegri che ne pensi? 
"Penso sia stato un comportamento, oltreché che immaturo, sinceramente, incomprensibile da parte di Fabregas. Io vado a memoria, ma non ricordo episodi di questo tipo, non te l'aspetti neanche da uno che ha tantissime partite in carriera, tanti titoli vinti. E' stato un gesto sicuramente istintivo ma abbastanza incosciente, lo definirei immaturo. Poi ci sta anche che chieda subito scusa, si è reso conto anche dell'errore che ha commesso e va bene così. Però stento a ricordare episodi di questo tipo a livello professionistico, cioè mi è sembrata molto una giocata, con tutto il rispetto, dilettantistica".

In questa stagione, ti aspettavi un altro tipo di rendimento da qualcuno in particolare, tra i rossoneri?
"Il Milan ha performato a ottimo livello quest'anno, ma anche nei singoli. Forse l'unico o uno dei pochi da cui mi aspettavo forse un po' di più è certamente Fofana, me l'aspettavo più continuo, me l'aspettavo più solido in mezzo al campo e anche più presente in zona goal. Perché un giocatore che le qualità le ha, poi sicuramente non è il centrocampista più tecnico di Allegri, però è uno che secondo me può fare molto molto di più. Può limare un po' di sbavature, un po' di limiti che ha. Lui è un po' mancato, questo senza dubbio; poi chiaro che a livello di infortuni uno non poteva aspettarsi questa discontinuità di di Leão e di Pulisic. Detto che poi Leão i suoi gol li ha fatti Pulisic, certo è che se li avessi avuti al 100% per tutto l'anno, anche soltanto al 90%, forse oggi staremo parlando di un Milan un po' più su in classifica".

A Leao cosa manca per diventare imprescindibile e decisivo per questa squadra?
"La sensazione che mi ha dato quest'anno, è che a Leão manchi veramente un solo step, cioè quello della continuità fisica. Lo vedo anche maturo sotto l'aspetto della leadership, lo vedo nei comportamenti in campo. Non è più svogliato svagato come magari poteva succedere anche fino all'anno scorso, ricordiamo tutti quanti quello che fece con Theo Hernández. Sono gesti che oggi forse le ha non non farebbe più E quindi, ovviamente, indiscutibile sotto l'aspetto tecnico e anche tattico, perché è stato molto bravo ad adattarsi a fare l'attaccante, perché poi in Italia il suo ruolo è stato sempre un altro soprattutto. Sull'aspetto della leadership, anche questo non era scontato invece è cresciuto molto, lo vedo molto più maturo. Gli manca la continuità fisica e quest'anno è stato tanto tempo fuori. Adesso vediamo se in questi mesi che restano più il prossimo campionato riesce a fare il definitivo salto di qualità, per prendersi magari un giorno anche i gradi di capitano e perché me l'aspetto. Dovesse restare al Milan ancora a lungo tempo".

Allegri sta facendo il massimo con la rosa che ha? Gli si può recriminare qualcosa?
"Ma una cosa che si può recriminare ad Allegri con tutto il rispetto, ovviamente dal mio umile punto di vista, è che forse il piano gara ogni tanto potrebbe variare e invece vedo un Milan abbastanza piatto da questo punto di vista. Gli servirebbe un'alternativa in più, almeno una anche a gara in corso e io vedo un Milan spesso abbastanza uguale poi che l'atteggiamento paghi perché i singoli sono sono quelli che sono, Modric e Rabiot spesso ti risolvono la partita anche da soli gli stessi. Ce ne sono diversi che possono fare la differenza, però non sempre possono bastare loro, non sempre può bastare abbassarsi con il baricentro e poi provare a pungere in ripartenza perché alcune squadre ormai ti conoscono. Magari un piano gara un po' diverso, magari anche vedere un Milan più palleggiatore detto che con Allegri forse è più complicato rispetto ad altri allenatori. Sta facendo sicuramente il massimo. Forse, ti ripeto, senza tutti quegli infortuni staremo parlando di un Milan ancora in pienissima lotta per per lo scudetto, perché ha una rosa di valore. Senza dubbio".