ESCLUSIVA MN - Mpasinkatu: "Faivre può essere utile. Adli ha già la testa al Milan. Giroud esempio per i giovani"

11.11.2021 16:00 di Antonio Tiziano Palmieri   vedi letture
ESCLUSIVA MN - Mpasinkatu: "Faivre può essere utile. Adli ha già la testa al Milan. Giroud esempio per i giovani"
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Malu Mpasinkatu, direttore sportivo ed esperto di calcio francese, è stato intervistato in esclusiva dalla nostra redazione. Con lui abbiamo parlato del Milan attuale, dei francesi che i rossoneri hanno in rosa e delle possibili strategie suture. Ecco l’intervista completa.

Romain Faivre del Brest è davvero così vicino al Milan come scrivono i giornali?

“Come tutti leggo cosa si scrive e so per certo che il Milan lo segue da diverso tempo. È un prospetto interessante di 23 anni che rientra nella visione e nella filosofia che sta adottando da qualche tempo la gestione sportiva rossonera nelle figure di Paolo Maldini e Frederic Massara. Non ti so dire se il Milan lo vorrebbe prendere già a gennaio, ma siccome lo ha nel mirino da tanto, magari a giugno si potrebbe concretizzare l’acquisto”.

Faivre potrebbe essere utile in questo Milan?

“Sì, potrebbe essere utile perché questo Milan, per i giocatori giovani e di qualità è perfetto. Stefano Pioli li sa amalgamare dandogli il giusto spazio e la giusta fiducia, facendoli rendere al meglio”.

E di Yacine Adli invece cose mi dice?

“La sua situazione è ovviamente diversa rispetto a quella di Faivre dato che è già stato acquistato dal Milan. Adli sta giocando al Bordeaux ma ha la testa già al Milan, e nonostante ciò, sta facendo un buon campionato. Ha qualità importanti, da migliorare ulteriormente nei mesi che mancano prima dell’approdo ufficiale in rossonero. Secondo me Adli si sta guardando tutte le partite del Milan e sta studiando il modo migliore per emergere nel nostro campionato”.

Dato che Franck Kessie e Ismael Bennacer – con tutta probabilità – partiranno per la Coppa D’Africa nel nuovo anno, potrebbero esserci dei margini per cui Adli arrivi al Milan prima della conclusione della stagione?

“Questo dipende dalle strategie societarie. In rosa c’è anche Tiémoué Bakayoko che non sta avendo tanto spazio proprio perché ci sono Kessie e Bennacer, oltre che Sandro Tonali. Quando i primi due partiranno per la Coppa D’Africa sicuramente Bakayoko avrà più minutaggio, poi c’è anche Rade Krunic…perciò non so se accelereranno per farlo arrivare già a gennaio, perché a livello numerico potrebbero essere a posto anche così. La cosa dipenderà anche da che aria tirerà a gennaio perché comunque affrontare un momento topico della stagione senza due top player come Kessie e Benncaer non sarà facile. Il mercato di gennaio c’è, ed è fatto anche di opportunità”.

Come valuta l’avvio di stagione di Olivier Giroud?

“Lo valuto in maniera positiva. Giroud è un giocatore di alto livello, d’esperienza, che si è calato nell’ambiente Milan immediatamente. Sta dando il suo apporto, il suo contributo, e quando un campione che ha vinto tutto viene con questa testa, è anche un bell’esempio per i più giovani. La Serie A ha perso giocatori importanti che sono andati all’estero, perciò è bello quando dei big con grande curriculum vengono a giocare in Italia. Questo è un bene non solo per la squadra che li acquista – in questo caso il Milan – ma anche per tutto il calcio italiano”.

Bello Touré invece non ha iniziato bene l’avventura in rossonero…secondo lei perché?

“Per un giocatore che gioca in un ruolo difensivo, l’arrivo in Italia non è mai facile. Ci vogliono dei mesi di adattamento. Davanti a lui poi ha Theo Hernandez, che a mio avviso è uno dei terzini migliori in Europa essendosi anche conquistato il posto nella Nazionale francese. Quando vieni impiegato e hai il compito di non far rimpiangere il titolarissimo, può succedere che le prestazioni non siano impeccabili. Ballo Touré è un giocatore che si applica, ha margini di miglioramento e non bisogna bocciarlo per qualche situazione tecnica non andata bene in queste prime giornate. Al giorno d’oggi le rose hanno bisogno non solo dei titolarissimi ma anche di sostituti all’altezza, e Ballo Touré lo è. Gli serve un po’ di consapevolezza nei propri mezzi per dimostrare tutto il suo valore”.

Mi fa un commento su Mike Maignan?

“Quando a suo tempo dissi che il portiere acquistato dal Milan per sostituire Gianluigi Donnarumma non lo avrebbe fatto rimpiangere, non tutti mi credevano e pensavano fosse esagerato quello che dicevo. Oggi invece parliamo di Maignan in maniera diversa e fino all’infortunio non aveva fatto male, anzi era fra i migliori. Non tutti i tifosi del Milan si aspettavano un così ottimo rendimento però alla fine è il secondo portiere della Francia, perciò la qualità c’è. È un portiere di livello e lo ha dimostrato”.

Lei segue da molto vicino la Ligue 1, allora le chiedo se è giusta l’alternanza al PSG fra Donnarumma e Keylor Navas, o uno dei due dovrebbe essere il titolare?

“Gli allenatori sui portieri hanno le loro teorie. Da direttore sportivo, quando chiedo ai tecnici cosa intendono fare con i portieri, tutti mi dicono che è un ruolo particolare, il ruolo più atipico che c’è negli 11. Ci sono allenatori che quando hanno due portieri forti li fanno alternare e li tengono in ballottaggio per non bruciare né uno e né l’altro, mentre ci sono altri che credono sia giusto avere delle gerarchie ben definite già prima dell’inizio della stagione e poi eventualmente cambiare in corsa qualora le prestazioni del primo non siano buone. Sicuramente Donnarumma, trovandosi in un campionato diverso, deve ambientarsi perché non dimentichiamoci che quando un giocatore cambia squadra, si azzera quello che ha fatto nella squadra precedente. Quello che di buono Gigio ha fatto al Milan, resta nella storia del Milan…adesso lui para per il PSG e viene giudicato per quello che fa ora, non per quello che ha fatto in passato. Secondo me è solo una questione di tempo perché il futuro del PSG e la titolarità della porta, sarà di Donnarumma. Per il momento bisogna considerare che è in ballottaggio con un portiere forte, d’esperienza, con carisma e con tanta personalità, che ha vinto tanto in carriera. Navas non è un ‘portierino’, è sempre stato sottovalutato nonostante le ottime prestazioni che aveva fatto vedere anche con il Real Madrid”.