ESCLUSIVA MN - Nicolodi: "Il Milan deve fidarsi di Rangnick. Meglio come dirigente che come allenatore"

26.05.2020 15:30 di Pietro Andrigo   Vedi letture
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ESCLUSIVA MN - Nicolodi: "Il Milan deve fidarsi di Rangnick. Meglio come dirigente che come allenatore"

La redazione di Milannews.it ha contattato Pietro Nicolodi, telecronista di Sky Sport ed esperto di calcio tedesco, per commentare le ultime vicende su Ralf Rangnick e sui possibili obbiettivi del Milan militanti in Bundesliga. Queste le domande e le risposte:

Ha avuto il piacere di commentare in prima persona la ripartenza del calcio tedesco dopo la sosta forzata per la pandemia. Ritiene il modello tedesco esportabile negli altri campionati?

“Me lo auguro perchè sarebbe un passo avanti per un ritorno ad una situazione di semi-normalità perchè chiamarla “normalità” mi sembra forzato. Non è la situazione ideale, non è sicuramente bellissimo vedere l’Allianz Arena deserta ma è meglio di niente anche perchè il deserto du emozioni stava diventando micidiale."

Passiamo al Milan. Nelle ultime settimane è circolato il nome di Koch per la difesa, centrale del Friburgo. Quali sono le sue caratteristiche tecniche? 

“Essendo nato centrocampista e tutt’ora, in base alle esigenze, si è trovato a ricoprire il ruolo, è un giocatore che sa giocare a testa alta e che sa passare il pallone in profondità con grande qualità. Ha un’ottima visione di gioco per essere un difensore, fisicamente è alto e questo lo rende forte di testa. Chiaramente gioca nel Friburgo che è una sorta di realtà parallela all’interno di un campionato abbastanza pazzo come la Bundesliga. E’ allenato da un genio assoluto come Christian Streich che riesce a salvare tutti gli anni la squadra con praticamente pochissimi mezzi a disposizione. I giocatori che sono andati via da Friburgo hanno fatto fatica e questo sottolinea che è una realtà particolare, senza pressione e che sicuramente è diversa da un grande palcoscenico."

Una delle telenovele delle ultime settimane circola intorno al nome di Rangnick. È chiamato professore e molti allenatori (ad esempio Klopp) si sono detti suoi estimatori: a livello tattico in cosa è stato precursore? 

“Sicuramente ha dato buone visioni di gioco alle sue squadre, sapendosi adattare a quello che aveva. Non è un’integralista, vive tutta la giornata esclusivamente per il calcio ma dal punto di vista tattico lascia spazio alle qualità dei giocatori. Anche Werner, per esempio, lo lasciava giocare in profondità per le sue grandi doti atletiche e non lo limitava facendogli fare del possesso palla. Con quello che a disposizione, modifica le sue tendenze. Rangnick è un buon allenatore ma secondo me è meglio come costruttore di realtà. Come direttore sportivo è super, facendo lavori pazzeschi a Salisburgo e a Lipsia."

Tra le molte voci circolate riguardo le richieste dell’allenatore tedesco, vi è stata una importante sottolineatura riguardo la rapidità d’azione e una filosofia giovane come tratti distintivi delle sue squadre. Questo rende impossibile una permanenza di Ibrahimovic con un suo eventuale arrivo? 

“Dal punto di vista tattico e non solo, la presenza di Ibrahimovic che è un giocatore esperto potrebbe fare al caso di Rangnick, Nello Schalke 04, ad esempio, aveva Raul a fine carriera che nel primo anno aveva fatto benissimo. Ibrahimovic è un giocatore che alza il livello degli allenamenti e ha risvegliato Rebic e in questo senso potrebbe essere molto utile per l’ambiente. Io, personalmente, ci penserei due volte prima di mandarlo via. Bisogna, tuttavia, che i due si parlino nel caso Rangnick arrivi."

Ieri si è letto di un possibile interessamento per Sabitzer, uno degli uomini con cui Rangnick ha lavorato a Lipsia. Lo ritiene un obiettivo possibile? 

“Ci vogliono tantissimi soldi. E’ un grandissimo giocatore e questo renderà difficile un suo eventuale acquisto ma questa situazione potrebbe abbassare i prezzi dei cartellini."

Quali potrebbero essere i giocatori che per opportunità e per qualità potrebbe prelevare dal mondo Red Bull?

“Dal Salisburgo ci sono molti giocatori validi. Di norma comunque tenderei a fidarmi totalmente di Rangnick. A Lipsia e anche a Salisburgo ha preso giocatori incredibili che sono esplosi da totali sconosciuti: penso a Upamecano, Konatè che è una belva o lo stesso Nkunku, prelevato dal Psg, che in una partita ha fatto 4 assist. Rangnick capisce di calcio e riesce a comprare tanto a prezzi accettabili e ha venduto tanto a prezzi mostruosi. Mal che vada, si guadagnano tanti soldi da reinvestire."

Ultima domanda: Jovic. L’anno scorso grande protagonista, quest’anno sfortunato e sottotono. Il Milan potrebbe essere l’occasione di rilancio o ritiene la sua stagione passata un exploit singolo?

“Jovic è un giocatore dalle qualità molto interessanti. L’anno scorso giocava in un sistema fantastico che si basava su lanci lunghi per Haller che serviva sulla corsa Jovic, liberato dalla marcatura proprio da Haller stesso. Funzionava tutto in maniera fantastica nel trio Jovic-Haller-Rebic e ora, partiti tutti e tre, hanno fatto fatica a parte Rebic che si è risvegliato in questa seconda parte di stagione. Tutti e tre hanno fatto fatica a Francoforte dove c’era una chimica perfetta e questo fa sorgere qualche dubbio. Non so se sia un exploit singolo, magari cambiando di nuovo realtà potrebbe tornare ad alti livelli. Con la presenza di un’attaccante come Ibra, che potrebbe liberare spazi, riuscirebbe a trovare gli spazi che a Madrid sono mancati."