ESCLUSIVA MN - Onofri: "Vlahovic è forte e ha personalità, sarebbe il top per il progetto giovani del Milan"

14.04.2021 19:00 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
Fonte: intervista di Enrico Ferrazzi
ESCLUSIVA MN - Onofri: "Vlahovic è forte e ha personalità, sarebbe il top per il progetto giovani del Milan"
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© foto di Federico De Luca

La redazione di MilanNews.it ha contattato Claudio Onofri. Con l'ex giocatore abbiamo parlato del lavoro di mister Pioli, di alcuni giocatori in rosa e di quelli che potrebbero essere gli obiettivi sul mercato per rinforzare il reparto offensivo. Di seguito tutte le sue dichiarazioni: 

Si parla tanto di un possibile colpo in attacco oltre al rinnovo di Ibrahimovic. Al momento i nomi più caldi sono quelli di Vlahovic e Belotti; secondo lei chi potrebbe essere più utile alla causa rossonera? “Il più pronto è Belotti, ma onestamente io prenderei Vlahovic. È un talento che sta esplodendo e onestamente mi aspettavo che potesse farlo un po’ prima, nel senso che nella prima stagione in Italia ha avuto qualche problematica. È comunque molto giovane, quindi c’è da aspettarsi una crescita ulteriore. Poi se parliamo di Belotti è il centravanti della Nazionale, pronti via lo metti dentro e ti da il suo. Dal punto di vista delle caratteristiche tattiche credo che anche Belotti andrebbe a sposarsi in maniera perfetta con Ibra. Però ripeto che il giocatore della Fiorentina ha sempre attirato la mia attenzione ancor prima che arrivasse in Italia, quindi io sceglierei lui”.

Tra l’altro Vlahovic non ha mai nascosto la sua ammirazione per Zlatan Ibrahimovic. Sarebbe sicuramente un vantaggio continuare a crescere di fianco allo svedese: “Sicuramente, potrebbe insegnargli tante cose anche a livello di personalità, che però devo dire sta confermando di avere. Lo vedo sempre molto attento, sta prendendo pieni poteri per quello che deve fare uno del suo ruolo. Poi è in possesso di una tecnica superiore a quella di Belotti, tanto per fare un esempio. Ovviamente parliamo sempre del centravanti della Nazionale italiana, però continuo su Vlahovic anche perché il Milan si sta affidando, con merito, sempre di più a prospetti e non solamente a giocatori già fatti. È ovvio che sei a Milano, giochi a San Siro, non è che puoi andare in campo con undici ragazzini. Però si intravede un progetto che va al di là della stagione, va a completare un qualcosa che si vedrà tra un paio d’anni. Quindi Vlahovic rappresenterebbe il top in questo senso”.

L’ha impressionata l’impatto che ha avuto Tomori con il calcio italiano? “Mi ha impressionato anche perché non è che guardassi in continuazione la Premier. È un ragazzo che si conosceva, però un impatto così importante, con questa personalità, con questa forza fisica, con questa lettura di gioco... Sinceramente me l’aspettavo un pochino più ridimensionato se vogliamo".

Il percorso di Mister Pioli sulla panchina rossonera l'ha convinta? "Ha dato un’identità di gioco e mentale. Questa è una squadra che anche nelle situazioni più difficili ha voglia di reagire, di mettersi al passo con la squadra avversaria, innalzando, e questo bisogna riconoscerlo, un target di giocatori complessivamente che non è ancora oggi all’altezza di Juventus e Inter. Ma se continua così il Milan può metterci poco a raggiungere quel livello e quindi ad innalzare l’obiettivo che è ancora possibile matematicamente ma ovviamente quest’anno secondo me ha fatto il massimo. Momenti buoni e momenti meno buoni come accade in tutte le squadre, ma non è che ci si potesse aspettare onestamente all’inizio della stagione un Milan così intraprendente. Per cui a mio avviso è tutto molto positivo, visto da spettatore neutrale”.

Invece si aspettava qualcosa in più da Leao? Secondo lei qual è il ruolo più adatto per il portoghese? “Mi aspettavo di più avendolo visto precedentemente. Io faccio un discorso generale, dicendo che non vale per tutti fortunatamente, ma bisogna sempre cercare di capire che l’ambientamento per giocatori che vengono dall’estero è da tenere in considerazione, mentre noi lo calcoliamo come un qualcosa che non esiste, e il pensiero che abbiamo è "che ti abbiamo pagato tot milioni e devi rendere per il corrispondente del valore economico”. Purtroppo il calcio è una materia molto aleatoria se vogliamo, non è una scienza esatta, e quindi succede questo. Sono convinto che piano piano riprenderà quel livello che tutti avevamo previsto quando era arrivato e che per adesso ha fatto vedere solamente a sprazzi. Credo che anche lui possa diventare un qualcosa di più importante rispetto a quello che abbiamo visto”.

Intervista di Enrico Ferrazzi.