ESCLUSIVA MN - Pagni: "Accelerata la pulizia di bilancio. Tre condizioni per vendere il Milan"

17.10.2019 18:30 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA MN - Pagni: "Accelerata la pulizia di bilancio. Tre condizioni per vendere il Milan"

Nella giornata di ieri è circolato il bilancio relativo ai conti del Milan, che hanno evidenziato un passivo di 146 milioni di euro, ben 20 milioni in più rispetto all'esercizio precedente. Per provare a fare chiarezza sulla situazione economica in casa rossonera, la redazione di MilanNews.it ha contattato Luca Pagni, firma di Repubblica ed esperto di economia.

Come si spiega il -146 milioni nel bilancio consolidato del Milan a fronte di previsioni di -90/-100 milioni?
"Intanto è spiegabile con il fatto che le previsioni fossero sbagliate. Erano circolate delle indiscrezioni date dal fatto che, probabilmente, se si chiamava qualcuno vicino al Milan avevano interesse a tener bassa la cifra. Data la situazione complessiva hanno accelerato la cosiddetta 'pulizia di bilancio'. Se ci fosse stata la qualificazione in Champions League, ci sarebbero stati minimo 39 milioni in più. Con quei soldi sarebbe cambiato tutto e sarebbe stato probabilmente scelto di fare un bilancio più conservativo, rinviando la pulizia di bilancio. Il grosso problema è che sono calati gli sponsor, e quindi non aumentano i ricavi. Gazidis non ha ancora fatto vedere nulla da quel punto di vista. Inoltre sono enormemente aumentati i costi del personale: 35 milioni in più sono uno sproposito e una parte di quei soldi derivano dagli ingaggi di Gazidis, Leonardo e Maldini. Poi ricordiamo almeno altri tre dirigenti portati dall'ad in posti chiave della società. In più c'è il costo della rosa, nel bilancio in cui stiamo esaminando ci sono le quote dei cartellini di Kessie, di Rodriguez e di Calhanoglu. Quindi, davanti a questa situazione complicata, a cui si aggiungono dei risultati sportivi al momento poco brillanti, hanno deciso di accelerare l'operazione di fare un bilancio liberandosi di pesi, di svalutazioni non fatte e di vecchi contratti in essere, commerciali e non. Hanno spesato voci che si trascinavano nel tempo. Sul bilancio dell'anno scorso, inoltre, pesavano anche gli ingaggi di Higuain, Bertolacci, Montolivo e Josè Mauri, che nel prossimo esercizio non ci saranno più. Aggiungo anche il fatto che Leonardo abbia convinto Elliott a prendere Paquetà e Piatek a gennaio".

Questa pulizia di bilancio può essere letta nell'ottica di una cessione del club piuttosto rapida?
"Guarda, io sono rimasto sorpreso dal fatto che non sia stato fatto già nello scorso bilancio, ma probabilmente essendo appena arrivati in un periodo in cui il conto economico era già stato impostato, non è stato possibile. Tornando alla domanda, la risposta è sì. Non sto dicendo che sicuramente venderanno in breve periodo, ma è evidente che sia un'operazione per rendere più appetibile il club per un eventuale compratore, che entrerebbe con bilanci meno in rosso. Inoltre il Milan non ha debiti con le banche. In caso di due diligence, infatti, il potenziale acquirente troverebbe una situazione patrimoniale e finanziaria pulita".

Sempre in ottica del potenzialmento del valore del club, c'è il discorso relativo allo stadio di proprietà, che diventerebbe un asset appetibile per un futuro compratore.
"Servono tre condizioni per presentarti con credibilità da un soggetto a cui vuoi vendere il Milan: in primis sistemare i conti ereditati dalle ultime gestioni Berlusconiane e i pasticci combinati nell'anno cinese, come seconda cosa avere un progetto stadio avviato con almeno il via libera del comune, che dovrebbe arrivare entro fine novembre, e infine, avere una squadra di valore, non solo sportivo. Anche per quest'ultimo punto preso in considerazione è saltato Giampaolo, perchè non faceva giocare i nuovi giocatori acquistati in estate. Ci sono stati due errori, a mio avviso, con Giampaolo: dovevi dargli tempo e se volevi che facesse subito giocare i nuovi, non dovevi prendere lui".

La UEFA, però, ragiona di triennio in triennio. Il prossimo, dunque, comprenderà anche l'ultimo esercizio da -146 milioni. In che modo può tornare utile con il massimo organo calcistico europeo questa operazione di pulizia del bilancio?
"L'anno prossimo, però, il Milan punterà ad un Settlement Agreement, se riuscirà a qualificarsi per una competizione europea per la stagione 2020-2021. Quindi verrà concordato un piano di rientro, tenendo in considerazione che il -146 milioni è causato da voci straordinarie, che saranno assenti nel bilancio prossimo e derivante da gestioni precedenti a quella di Elliott".

Per i tifosi milanisti, dunque, non è tutto così nero come viene dipinto da ieri?
"Sicuramente di positivo c'è che non c'è più Berlusconi, con cui non avevi budget disponibile per il mercato e non c'è più Li Yonghong che, ad un certo punto, non riusciva più a mettere insieme il pranzo con la cena dal punto di vista societario. Quella di Elliott è una proprietà solida. E ambiziosa, sentendo loro. Qualcuno ipotizza che tutto ruoti attorno al progetto del nuovo San Siro e che qualche sponsor legato allo stadio possa entrare poi nella società. Sicuramente hanno qualcosa in mente. O una cessione, dopo aver soddisfatto le tre condizioni di cui parlavamo precedentemente, o qualcosa per incrementare i ricavi".