ESCLUSIVA MN - Pagni: "L'anno prossimo il Milan può avere i conti in pareggio. Addii a costo zero tra perdite e risparmio"

01.07.2021 18:01 di Salvatore Trovato   vedi letture
ESCLUSIVA MN - Pagni: "L'anno prossimo il Milan può avere i conti in pareggio. Addii a costo zero tra perdite e risparmio"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La redazione di MilanNews.it ha intervistato il giornalista Luca Pagni. Con il collega di Repubblica abbiamo parlato della situazione del club rossonero, spaziando dal mercato al futuro societario. Ecco le sue parole.

Con gli addii a costo zero di Donnarumma e Calhanoglu il Milan ha risparmiato con due ingaggi pesanti...
"Bisogna essere razionali. Da un lato ci ha perso, perché i due giocatori - soprattutto uno - avrebbero potuto avere delle valutazioni importanti. Un Donnarumma in Premier, ad esempio, avrebbe fruttato sui 50-60 milioni. Il Milan, contando anche Calhanoglu, potrebbe aver perso complessivamente tra i 70 e i 90 milioni come mancata vendita. Per poter fare questo discorso, però, bisognava prima rinnovare i contratti. E qui il risparmio è di circa 100 milioni. Vedremo se questi soldi saranno reinvestiti nei ruoli scoperti: il centravanti, un centrocampista e un esterno destro di qualità europea. Il Milan, se vuole almeno superare il primo turno di Champions League, deve fare una campagna acquisti per fare un salto in avanti anche dal punto di vista dell’esperienza. Da un lato, dicevamo, abbiamo questa perdita economica, dall’altra c’è il risparmio: se Donnarumma avesse accettato non 12 ma 10 milioni sarebbe costato al Milan 60 milioni in tre anni; se ci aggiungiamo quelli di Calhanoglu, quasi 30 milioni, arriviamo a quei 90-100 milioni che ora possono essere reinvestiti. Poi c’è anche un risparmio indiretto...".

Sarebbe? 
"Se cominci a raddoppiare gli stipendi, anche gli altri - come Kessie, che comunque ha delle pretese più limitate - si presenteranno al prossimo rinnovo chiedendo il doppio. Il Milan ha dato un segnale importante. Il portiere è comunque sostituibile: Donnarumma è fortissimo, il migliore al mondo, ma una soluzione si è trovata e mi sembra che sia buona, anche se dobbiamo ancora vedere Maignan all’opera. Per quanto riguarda Calhanoglu, aveva un ruolo centrale nel gioco di Pioli, ma lo ha ben interpretato solo a sprazzi. È un giocatore sostituibile. Se poi non si troverà un sostituto, il Milan cambierà modo di giocare".

Se questo però accadesse con Kessie sarebbe un problema...
"Anche se dal Tottenham arrivasse un’offerta da 60 milioni? Se non arrivano offerte di quel tipo lì, allora sono d’accordo. Mentre con Donnarumma sarebbe stato come arrendersi alle richieste di Raiola, tanto è vero che l’unica proposta gliel’ha fatta il Paris Saint-Germain, ovvero l’unica squadra che può permettersi di fare quello che vuole, sia economicamente che politicamente... e mi fermo qui. L’unica, neanche in Premier gli davano quei soldi. Con Calhanoglu, invece, rischiavi comunque di tenere un giocatore che non è che avesse tutte queste richieste. Non a caso va in una squadra, l’Inter, che fa un'operazione favorevole per la situazione in cui si trova. I tifosi hanno capito. Su Kessie sono d’accordo: a meno che non arrivi una grande offerta, soldi che poi il Milan dovrebbe reinvestire, il segnale va dato. È stata davvero netta la sua superiorità fisica, ma pure la crescita che ha avuto come leader. Una squadra deve avere dei punti forti".

Altro giocatore in bilico: Romagnoli. A questo punto, o rinnova o è meglio cederlo subito?
"L’anno prossimo gioca? Ci saranno tante partite: chi va in Champions non può avere undici titolari più le riserve. Quelli che entrano in campo devono essere come i titolari. Quindi bene Tonali, che quando entra non fa rimpiangere gli altri: è un giocatore di qualità. E ben venga Romagnoli, che va rinnovato ma poi bisogna farlo giocare. Ha già perso la nazionale non giocando. Ripeto: bisogna avere dei titolari anche in panchina. Romagnoli è ancora giovane e di difensori forti in giro non ne vedo tantissimi. A me sembra che Raiola voglia portarlo a scadenza, ma è un rischio anche per lui. Io sposerei la causa del Milan, che nei prossimi tre anni mi porta ad alto livello in Champions".

Bakayoko è un colpo da fare?
"Se non è eccessivamente costoso sì. È uno che accetta la panchina, o comunque ha la logica di dire “non sono una riserva e quando entro sono un titolare”. Avere Bakayoko quarto di centrocampo sarebbe positivo. Meite, tutto sommato, il suo l’ha fatto, ha sbagliato un paio di partite, ma nelle ultime gare era anche in crescendo. Bakayoko ha dimostrato grande duttilità, nel Milan fece una bella stagione. È forte fisicamente e mi sembra un giocatore con la testa".

Cos'è questa storia che il Chelsea rinnova unilateralmente i contratti dei giocatori?
"Il Milan con Giroud fa bene a dire “noi accordi col Chelsea non ne facciamo, ci pensa il giocatore”. Queste battaglie le hanno fatte anche con Conte: la questione poi finì in tribunale. È una mentalità anglosassone, una logica molto “protestante” in cui si va spesso per vie legali. Il Chelsea lo fa, non è la prima volta".

A proposito di Giroud: è l'uomo giusto per l'attacco del Milan?
"Andava preso a gennaio anche spendendo dei soldi, perché avrebbe consentito di stare più a contatto con l’Inter. Adesso lo prenderei, assolutamente sì, perché ha più o meno le stesse caratteristiche di Ibrahimovic. Quando è riuscito a giocare con continuità ha sempre fatto gol. In Nazionale ha perso il posto perché c’era un Benzema abbastanza in forma, ma questo ha costretto la Francia a giocare in modo diverso: Giroud permetteva ai francesi di giocare con due ali velocissime, un po’ più in contropiede. Per il gioco del Milan va bene, è bravo anche negli scambi. Anche lui è un giocatore con la testa, e questo è importante. Ripeto, mi sarebbe piaciuto vederlo prima, ma lì c’è stato un po’ il braccino corto di Elliott. Però le proiezioni dicono che il Milan, l’anno prossimo, se riaprono gli stadi e se magari riuscirà a passare il girone di Champions, può avere i conti in pareggio, e non mi pare che sia una cosa da disprezzare in questo periodo".

Milan che, tra l'altro, a differenza di altri club italiani ha già speso sul mercato.
"C’è stata una sospensione del Fair Play Finanziario causa Covid. Il Milan vorrebbe anche chiudere l’agreement con la Uefa, che è in sospeso anche questo. Certo, non è il Psg che si può permettere di prendere chi vuole, ma il proprietario dei parigini, politicamente, è quello che organizza i Mondiali. Questo, comunque, non li porta da nessuna parte: con le figurine non si vince. Il Milan è in una situazione positiva: l’anno prossimo potrebbe avere i conti in pareggio e sta spendendo. La Juve ha voluto prendere prima Higuain e poi Ronaldo, e ha dovuto fare un super bond e ora un aumento di capitale, ma questo non gli ha portato nulla: l’ultimo scudetto che hanno vinto è stato sofferto, nonostante CR7, e sono sempre usciti dalla Champions. Se questo è il risultato... E non fatemi fare la solita battuta sulle magliette (ride, ndr)".

Locatelli, Pessina... Si sta parlando troppo di questi rimpianti?
"Usciamo un attimo dai nomi e da quello che hanno fatto al Milan. La critica è sul metodo. Una squadra forte, che vuole arrivare tra le prime in Champions, o fa come Chelsea, Real e Barcellona, che hanno delle panchine fortissime, oppure investe sui propri giovani. Il Milan fa bene a prendere i giocatori in prestito perché vengono da grandi club, da chi li ha scelti come ragazzi di qualità che possono diventare di ottimo livello. Il metodo è questo: se hai dei giovani che arrivano soprattutto dalla Primavera, quindi ti costano zero, non puoi venderli per 650mila euro, a meno che ritieni non possano andare oltre la Lega Pro. Ma devi essere strasicuro di questo. Pessina si è inabissato per tanti anni, quindi era difficile da prevedere, ma è il metodo che conta. Ricordo Ambrosini, Albertini, Abbiati, Costacurta e altri giocatori che andavano in prestito, spesso in Serie B, per vedere come reagivano di carattere. Quindi è il metodo che io contesto, l’aver dato via Locatelli a 12 milioni per una plusvalenza ridicola, dopo che ne avevi speso più di 200 per una serie di giocatori di cui ti è rimasto solo Kessie".

Metodo da applicare anche con Pobega?
"Secondo me sì. Ha fatto bene, ha una fisicità importante: se rimane farà il quarto invece di Bakayoko. Come detto, il metodo conta più dei nomi".