ESCLUSIVA MN - Pardo: "Trovare lequilibrio e liberare la fantasia"
Di lui si dice che abbia un debole per le mozzarelle di bufala. Pierluigi Pardo, in ESCLUSIVA per MILANNEWS, non si siede a tavola, perché si avvicina invece alla lavagna tattica. Spiegandoci che il Milan di Allegri non è una bufala. Buon appetito!
Pierluigi, è un male per il Milan essere Ibra – dipendente?
“Ci sono squadre che hanno vinto negli ultimi anni essendo Ibra - dipendenti, tipo l’Inter di Mancini. Quella squadra aveva grandi giocatori, ma molte partite le risolveva Ibra. La sensazione è che sia cambiato qualcosa, nel 2008 l’Inter ha vinto per Ibra e perché non c’era grande concorrenza oltre alla Roma, adesso è un po’ più complicato. Per battere l’Inter ora non basta un solo giocatore, seppur straordinario. Al momento se c’è un giocatore del quale si può essere dipendenti è sicuramente Ibra, generalmente non è giusto dipendere da uno solo ma per lui si può fare un’eccezione”.
Quale modulo dovrebbe utilizzare Allegri, per esaltare al meglio le individualità offensive?
“Il modulo non lo so individuare, il Milan ha giocatori offensivi straordinari, però ha anche bisogno di equilibrio in mezzo al campo per poter liberare la fantasia davanti. Pirlo deve giocare per forza, è evidente, se vuoi giocare con tre giocatori offensivi a quel punto servono due grandi interditori. Lo scorso anno col 4-2 fantasia è stato in corsa, poi è calato perché fisicamente era impossibile tenere quel passo. Il modulo più consigliabile è con due attaccanti e un centrocampista offensivo, poi Pirlo e un paio di faticatori, gente di passo, di dinamismo. Boateng è fondamentale, Ambrosini può dare ancora molto e Gattuso pare rigenerato”.
Vedi un Boateng pressoché inamovibile nel corso della stagione?
“Boateng è fondamentale, è un titolare, il concetto di inamovibilità non esiste nelle grandi squadre. Il Milan se vuole giocare con tanti attaccanti davanti ha bisogno di gente che corre come lui, e in più Boateng ha un buon piede, è un’ottima risorsa”.
Alla voce “correre” non c’è traccia di Ronaldinho.
“Ronaldinho deve essere gestito, non ci si può aspettare che faccia trentotto partite di campionato più dieci di Coppa. Non deve farne cinquanta l’anno, magari trenta però di qualità, questa è l’idea. Dinho è importantissimo, con Ibra sotto il profilo della qualità fa la differenza. È però normale che in un Milan competitivo e con ambizioni ci siano delle rotazioni e non si giochi sempre, bisogna trovare una via di mezzo fra essere il punto di riferimento per cinquanta partite e l’essere ai margini”.
Vedi un Milan performante sui tre fronti?
“Secondo me sì, l’Inter è la più forte negli undici, però a livello di panchina Milan e Roma hanno di più. Se l’Inter riesce a non aver problemi fisici e infortuni è la più forte, al contrario la profondità delle rose di Milan e Roma può fare molto la differenza”.
A cavallo fra la disfatta di Cesena e i due pareggi con Catania e Lazio c’è stata un po’ di maretta attorno ad Allegri, secondo te è da Milan?
“Sì, anche se quando prendi un allenatore giovane, che non ha mai vissuto un’esperienza in un campo così importante, come Leonardo l’anno scorso, il dubbio c’è. Credo che sussista, però, più a livello di ambiente. Allegri in carriera ha fatto sempre bene, quest’anno ha una grande responsabilità e una grande opportunità, a differenza di Leonardo che doveva inventarsi qualcosa con qualità non così elevata. Allegri ha una squadra bellissima e difficile da allenare, con pressione in più. Questa pressione se la sente addosso, è normale che sia così, è ambientamento naturale, solo il tempo ci dirà. Le qualità per far bene le ha, è uno degli allenatori innovativi e moderni del nostro calcio. Ha dato una fisionomia al Cagliari di un certo tipo, che è rimasta anche con Bisoli, parliamo di uno che il suo l’ha già fatto. Il Milan è un’altra sfida, la pressione aumenta ma lui ha a disposizione una squadra che può e deve vincere”.
Sta trovando spazio sui giornali la voce di uno scambio Oddo – Grosso con la Juventus, se fosse vero avrebbe una logica tecnica?
“Oddo - Grosso oggi è uno scambio minore, per tutto il rispetto per due giocatori che sono stati importanti, non è un tema così appassionante. Può essere un modo per provare a risolvere due problemi, uno per parte, però è secondario”.
La dirigenza dovrebbe comunque operare sul mercato a gennaio?
“Io ho fatto la telecronaca di Milan - Juventus della scorsa stagione con l’accenno di contestazione, e devo dire che da quel momento la società si è mossa, credo non le si possa dire nulla, ha fatto investimenti importanti”.
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