ESCLUSIVA MN - Prati: "La mia Milan-Ajax. Complimenti società, questi colpi non capitano sempre."
La Redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva il disponibilissimo Pierino Prati, grande goleador dei rossoneri negli anni 60 e 70, artefice assoluto della vittoria in Coppa dei Campioni del 1969 con una tripletta in Finale ai danni dell'Ajax, prossimo rivale del Diavolo in Champions League.
Domani sera ci sarà Ajax-Milan, lei è entrato proprio nella storia rossonera siglando una tripletta proprio contro gli olandesi in finale di Coppa dei Campioni, che paragoni ci possono essere e che ricordi porta nel cuore di quella grande vittoria?
"Quella del 1969 era una finale, quella di domani è una partita di un girone, l'importanza è sicuramente grande, ma certamente inferiore a quella finale. Vincere la Coppa dei Campioni è un traguardo di grandissima soddisfazione per chi fa questa professione, sono traguardi a cui tutti sognano di poter arrivare. Personalmente io ho avuto la fortuna di arrivare a questo traguardo poi a quello Mondiale. E' chiaro che per uno che fa questa professione è un raggiungimento massimo dei traguardi che si sognano da bambino, è il sogno che diventà realtà".
Come vede il Milan attuale che domani affronterà gli olandesi all'Amsterdam Arena?
"All'interno del gruppo del Milan attuale sono entrati, nell'ultimo periodo, due grandi giocatori che portano grande qualità. E' un gruppo che ha bisogno di assemblarsi per trovare la quadratura del cerchio, per potere rendere al meglio e far rendere al meglio questi grossi acquisti. Credo che l'organico sia un organico competitivo. Se trovano la quadratura è una squadra che a livello di nomi può giocarsela con tutti. Vedo poche squadre che in attacco hanno un potenziale come quello del Milan. Ora bisogna trovare la maniera perchè questo attacco renda al massimo, trovando anche un equilibrio che riguarda la fase difensiva. Sicuramente è un gruppo che rispetto all'anno scorso ha ridotto il gap che c'era in Itala e sicuramente anche a livello europeo. Può far bene in entrambe le competizioni".
Lei si è trasferito dal Milan alla Roma nel 1973, vede analogie con il trasferimento di Marco Borriello in giallorosso, avvenuto poche settimane fà?
"Credo che siano situazioni proprio diverse, perchè io andavo alla Roma dopo aver vinto praticamente tutto con il Milan e anche con la Nazionale. Borriello invece va a Roma per cercare di consacrarsi giocatore ad alto livello, io andavo a Roma in una squadra che, in quel momento, non era di grande livello. Mentre ora è una squadra, una società e un gruppo che, negli ultimi anni e soprattutto nel Campionato italiano, sta sempre ai vertici, è una delle antagonisti dell'Inter. Borriello è ancora in un'età in cui può aspirare a far vedere a Roma di essere un giocatore da grande squadra".
La dirigenza rossonera ha investito in maniera pesante sul mercato estivo, è soddisfatto del mercato effettuato o pensa che sarebbero dovuti essere rinforzati anche altri reparti?
"Innanzi tutto credo che questo sia stato un gran mercato a prezzi scontatissimi: il Milan è stato abilissimo ad entrare nel mercato al momento giusto e prendere questi pezzi che, si può dire, sono stati sottopagati. E' chiaro che se sul mercato c'era la disponibilità di acquistare qualche altro giocatore in qualche altro ruolo il Milan non se lo sarebbe lasciato scappare. Evidentemente non c'era la possibilità di trovare con la politica del Milan altri giocatori con altre caratteristiche. Bisogna fare i complimenti alla Società che è stata brava a rientrare nel momento giusto e portare a casa due giocatori sicuramente di grande livello. Questi non sono colpi che capitano sempre".
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