ESCLUSIVA MN - Saudati: "Sheva non sentiva la stanchezza, poteva giocare 4 partite a settimana. Sacchi? Si era rotto qualcosa con lo spogliatoio"

17.05.2020 17:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Manuel Del Vecchio
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA MN - Saudati: "Sheva non sentiva la stanchezza, poteva giocare 4 partite a settimana. Sacchi? Si era rotto qualcosa con lo spogliatoio"

Da sempre tifosissimo del Diavolo, cresciuto nelle giovanili del Milan fino all’esordio in Serie A con la maglia rossonera: parliamo di Luca Saudati, ex attaccante del Milan che contattato da MilanNews.it ha ricordato i suoi anni a Milano, fra Sacchi e compagni di squadra straordinari come Shevchenko. Di seguito le sue dichiarazioni:

26 gennaio 1997, lei esordisce in Serie A col Milan: “Esordii a Verona contro l’Hellas e purtroppo la partita non andò bene, però sicuramente per un ragazzo come me cresciuto nel settore giovanile, che ha sempre tifato Milano, esordire con i veri campioni, perché ai tempi c’era un Milan con i veri campioni, è stato sicuramente un’esperienza indimenticabile”.

Quali erano i suoi idoli da bambino? “Innanzitutto Gigi Lentini è stato per me un idolo, lo osservavo e lo studiavo perché davvero prima dell’incidente aveva una forza fisica importantissima, ma anche tecnicamente era un giocatore che mi piaceva molto. E poi sono stati sicuramente George Weah e Andriy Shevchenko”.

Lei è stato anche compagno di squadra di Shevchenko. Cosa l’ha colpita di più del campione ucraino? “A parte una persona eccezionale era un atleta furi misura. Non sentiva mai la stanchezza, poteva giocare anche quattro partite in una settimana e poi il giorno dopo allenarsi. Questa è la cosa che mi ha più colpito a parte ovviamente le qualità tecniche e il suo saper andare in rete da qualsiasi zona del campo. La sua dedizione, il suo impegno, questa stanchezza che non sentiva mai, mi hanno fatto capire che il calcio è parecchio sacrificio e sofferenza”.

È vero che Arrigo Sacchi, come ultimamente stanno dicendo molti suoi ex giocatori, era difficile da sopportare? “Ho avuto la fortuna di essere allenato da Sacchi, Capello, grandi allenatori. Quando mi ha allenato Sacchi era la sua seconda volta al Milan, sicuramente era una persona che sapeva molto di calcio e che sapeva trasmettere tanto. Molto probabilmente però si era rotto qualcosa, nello spogliatoio non era ben visto dai senatori. Però è lui che mi ha fatto esordire e gli sono grato; quando ci siamo incontrati a Coverciano qualche anno fa abbiamo parlato di quell’esperienza. Per me è stato un allenatore importantissimo. Ad un certo punto però il gruppo non lo seguiva più perché era veramente pesante, in allenamento era sempre un chiedere di più e con modi non proprio piacevoli. Alla fine non era più ascoltato, perché con quei modi dopo un po’ la squadra l’ha lasciato. Ovviamente nulla da togliere alla persona e all’allenatore, a cui sarò sempre riconoscente”.

Cosa può dirci di Paolo Maldini? “Sicuramente mi ricordo le abilità fisiche e le capacità di un atleta fantastico. A differenza di Baresi, anche se taciturno un leader così non l’ho mai visto, Paolo Maldini era una persona un po’ più scherzosa ma che comunque si faceva rispettare benissimo”.

Cosa ne pensa del recente scontro verbale fra Ralf Rangnick e Paolo Maldini? “Purtroppo è da tempo che non condivido le decisioni della società. Da tifoso non riesco a condividerle, come credo tanti altri tifosi. Penso che ex giocatori come Maldini o Boban siano una manna dal cielo per qualsiasi società, non solo per il Milan. Anche se magari da dirigenti non hanno tantissima esperienza, l’esperienza che hanno avuto sul campo può essere trasmessa anche ai giocatori. Le società di calcio non possono essere trattate come aziende, soprattutto una società storica e gloriosa come il Milan che deve essere gestita da gente che ha passione, vedi Berlusconi e Galliani, di certo non da gente che con il calcio non ha mai avuto niente a che fare”.