ESCLUSIVA MN - Serafini: "Se arriva Rangnick sceglierà lui i giocatori. Maldini? I ruoli devono essere chiari"

09.05.2020 17:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    Vedi letture
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ESCLUSIVA MN - Serafini: "Se arriva Rangnick sceglierà lui i giocatori. Maldini? I ruoli devono essere chiari"

La redazione di MilanNews.it ha contattato Luca Serafini, celebre giornalista sportivo di fede rossonera, per commentare la possibile ripresa del campionato e la situazione in casa Milan. Queste le domande e le risposte:

Alla luce delle decisioni prese in Olanda e in Francia, dove il campionato è stato concluso anzitempo, e in Germania, dove c’è una data per la ripresa della Bundesliga, quale può essere la scelta giusta per la Serie A?

“Non c’è una scelta giusta ma dovevano esserci delle linee guida dalla UEFA e dalla FIFA, che non si sono imposte per un percorso unico da seguire per far ripartire la macchina calcio. La FIFA in primis doveva imporsi e comunicare alle varie federazioni che i campionati si sarebbero dovuti concludere per evitare importanti perdite di denaro ed eventuali ricorsi. La UEFA si è posta in modo prepotente delineando solo una data limite entro la quale concludere i tornei, senza preoccuparsi del come e dei vari problemi. Io quindi credo che la Serie A dovrà proseguire e la stagione dovrà essere conclusa, ma sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza per tutti, dai giocatori ai magazzinieri, dagli allenatori allo staff tecnico e atletico".

Secondo lei il calciomercato del Milan quanto verrà influenzato da questa situazione legata all’emergenza Coronavirus?

Tutto il calciomercato verrà condizionato. Ci sarà un numero molto elevato di operazioni di scambio e gli acquisti saranno a cifre ridotte, a parte qualche club europeo come Barcellona e Real Madrid che metterà a segno un paio di colpi più importanti. Il Milan comunque con la gestione Elliott ha dimostrato che economicamente è una corazzata e può permettersi anche colpi pesanti come dimostrano i 70 milioni cash spesi a gennaio 2019 per Piatek e Paqueta. La situazione economica della proprietà è molto sicura, a prescindere da questa situazione e dal fair play finanziario".

Le voci su Ralf Rangnick si fanno sempre più insistenti, crede che l'uomo della Red Bull possa essere il profilo giusto per il prossimo progetto rossonero?

“Nessuno può dire con certezza se sarà o meno l’uomo giusto, quello che si può dire è che la proprietà, dopo il fallimento del progetto Gattuso-Leonardo-Maldini dell’anno scorso e di quello di quest’anno con Boban e Giampaolo, ha deciso di mettere al comando una persona che condivida le idee su un progetto di crescita basato sui giovani. Rangnick se dovesse davvero arrivare sarà lui a scegliere i giocatori adatti sia per le politiche del club e sia per il suo modo di giocare, in modo che non ci siano incomprensioni e compromessi".

Quindi anche il futuro di Paolo Maldini è già scritto?

“Anche qui non si può mai sapere. A febbraio Maldini aveva bocciato Rangnick in modo abbastanza netto, ma chi lo dice che nel frattempo non possa aver cambiato idea? Il nome Maldini rappresenta comunque 70 anni di storia del Milan, è una situazione delicata. Magari potrà rimanere ma in un altro ruolo, l’importante è che ci sia chiarezza sulle mansioni. All’inizio di tutto bisogna dirsi il classico “patti chiari, amicizia lunga”, delineare da subito i ruoli in modo da non creare confusione".

Situazione Donnarumma: al club conviene cercare con insistenza il rinnovo o pensare ad una cessione per poter realizzare una grossa plusvalenza che sul mercato di margini di manovra più ampi?

“Se il Milan ha delle ambizioni deve sicuramente provare a rinnovargli il contratto. Lui è una delle pochissime “future bandiere” in Europa, ha 21 anni e già quasi 200 presenze nel Milan. Le sue qualità non si discutono, poi bisogna considerare anche se le sue ambizioni coincidono con quelle del club, e soprattutto dovrà essere convinto Raiola della bontà del nuovo corso rossonero".

Cosa ne pensa di Paquetá? Non crede che una parte del tifo rossonero l'abbia scaricato troppo velocemente?

“Paquetà è un giocatore che accende San Siro, quindi il tifoso si interroga sulle sue capacità ma non l’ha scaricato come magari era successo con Suso e Piatek. Sembra più un argentino che un brasiliano per quanto si impegna. Ha classe, si impegna molto e si allena bene. Non dimentichiamoci che appena arrivato, nella scorsa stagione, ha dato una scossa alla squadra allenata da Gattuso. Ovviamente ha ancora tantissimo su cui migliorare ed è normale che un giovane possa avere un momento no nell’arco di una stagione, come magari potrà succedere a Theo, ma Paquetá è un nome su cui continuerei a puntare, può essere un giocatore importante".