Coco e il passaggio dal Milan all'Inter: "Ecco come sono andate le cose"

Coco e il passaggio dal Milan all'Inter: "Ecco come sono andate le cose"MilanNews.it
Oggi alle 11:24Gli ex
di Enrico Ferrazzi

Intervistato da gazzetta.it, Francesco Coco, ex terzino di Milan e Inter, ha raccontato come è avvenuto il suo trasferimento dai rossoneri ai nerazzurri (scambio con Seedorf): "Al Milan arriva Terim, con cui fin da subito non instauro un buon rapporto. Anzi, pessimo. Così a fine agosto saluto, nonostante la società mi avesse inserito nel gruppo degli incedibili, e vado al Barcellona. C'erano anche altre società inglesi che avevano bussato alla porta, ma il Milan chiuse subito tutte le trattative, non volle neanche parlare. Comincia la stagione, a luglio la preparazione, arriva Terim ma non ci 'prendiamo' assolutamente già dai primi giorni. Scelgo Barcellona perché l'estate dopo ci sarebbe stato il Mondiale, non volevo perderlo e con il turco in panchina avrei rischiato di non giocare. Alla fine di una buona stagione a livello personale, il Barça dice di tenermi. Però io da un paio di mesi avevo strizzato l'occhio all'Inter perché il mio obiettivo era tornare in Italia. Poi ricevo una telefonata da Ancelotti che mi chiede di tornare al Milan, parliamo al telefono due ore, ma gli dico di no. La cosa peggiore che avrei potuto fare, nessuno direbbe no ad Ancelotti. Per lui sarei tornato da Barcellona a Milano a piedi ma c'erano in ballo questioni personali, con il Milan si era rotto qualcosa. E non resto neanche blaugrana. 

Tutto questo per specificare che l'Inter mi voleva e mi avrebbe acquistato comunque, inserendo Clarence o meno. Il modo tramite cui sono arrivati all'accordo non mi riguardava: erano questioni societarie. Quando venni a sapere dell'inserimento di Seedorf fui il primo a scherzare: 'Ma come, un difensore per un centrocampista?'. Però io conoscevo le mie qualità, sapevo chi ero, e il paragone con Seedorf non mi ha mai riguardato. Cose loro".

I primi mesi sono stati un po' particolari, perché anche gli interisti mi vedevano come un milanista vero, simile ad Albertini, Baresi, Maldini. Quelli cresciuti in rossonero e arrivati in prima squadra dopo tutte le giovanili. A San Siro puoi davvero ascoltare ogni singola parola, e dopo ogni mio errore li sentivo: 'Milanista di mer...!'. Non è stato facile. Poi la stagione andò meglio, mi ambientai e accettai la situazione. Ma quando senti i tuoi tifosi da un lato tirare fuori il passato e dall'altro darti del 'traditore' non è bello...".