In ricordo di Carlo Petrini

16.04.2012 23:15 di Salvatore Trovato   Vedi letture
Fonte: Tuttomercatoweb.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it
In ricordo di Carlo Petrini

Aveva riconosciuto i suoi errori. I suoi sbagli. Aveva raccontato tanti perché, negli anni in cui cercava una luce in fondo al tunnel. Per sè e per gli altri. Carlo Petrini se n'è andato, oggi. A sessantaquattro anni, dopo un'esistenza fortunata ma tormentata e controversa. Ha avuto il coraggio, Petrini, di riconoscere i suoi errori. Venne squalificato per tre anni e mezzo, per calcioscommesse, nel 1980. Poi accumulò debiti nei confronti di usurai, alla gestione di una società finanziaria, fatto che lo costrinse a rifugiarsi nell'anonimato al di là della Alpi, in Francia. Correva il '95, il suo nome tornò alla ribalta quando il figlio Diego, morente per un tumore al cervello, gli chiese di rivederlo dopo lunghi anni. Petrini disse no, anni dopo scrisse un libro di poesie su questa triste e straziante vicenda. Già, il nero su bianco. Petrini ne ha lasciato tanto, di inchiostro nei cuori e nelle menti dei posteri. Nel 2000, con la autobiografia "Nel fango del dio pallone", denunciò l'abuso del dopingg tra gli anni sessanta e settanta, accusando l'intero sistema calcio. Ed è proprio al doping, che in molti correlano la grave forma di glaucoma che gli ha procurato la quasi completa ciecità. Petrini ha anche indagato, in prima persona, sulla morte di Donato Bergamini e con Agroppi ed altri ex calciatori, ha aderito all'Associazione Vittime del Doping di Claudia Beatrice, figlia di Bruno Beatrice. Un uomo che, anche con documenti e documentari, fogli ed inchiostro, ha voluto andare avanti. Ha riconosciuto i suoi errori ed ha cercato di far sì che nessuno, dopo di lui, cadesse nuovamente in quelle tentazioni. Spesso, troppo spesso inascoltato, Carlo Petrini se n'è andato ieri. Figura per molti forse scomoda, controversa, discussa. Ma che ha saputo prendere la vita a schiaffi, a testa alta, con la forza di un uomo che voleva cancellare un passato difficile, affrontato con un sorriso beffardo. Lascia un grande vuoto, Carlo Petrini. L'augurio è che i suoi insegnamenti, i suoi consigli, le sue lezioni, non vadano inascoltati. Avrebbe voluto questo.