LA LETTERA DEL TIFOSO: "Buona la prima!" di Fabio

20.05.2020 00:24 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
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LA LETTERA DEL TIFOSO: "Buona la prima!" di Fabio

Il 18 maggio del 1994 avevo 17 anni compiuti da una settimana e pur essendo un milanista sfegatato, non avevo mai avuto la possibilità di ammirare dal vivo i miei eroi. Abitando a Bari, i miei sogni da tifoso erano irrimediabilmente infranti da 900 km di distanza! Sono cresciuto col Milan di Sacchi e al liceo ho vissuto l’era degli invincibili di Capello. Ho gioito immensamente di tutte quelle vittorie viste in tv, ma allo stesso tempo non riuscivo a capacitarmi di quanto fosse stata ingiusta la vita per avermi fatto nascere così lontano dalla mia squadra del cuore! Volevo a tutti i costi vedere le partite dal vivo, ma chiaramente non era possibile. Mio padre, milanista anche lui, decise quell’anno di farmi un regalo speciale e una settimana prima della partita, il giorno del mio compleanno, al taglio della torta tirò fuori una busta da lettere. Non immaginavo cosa contenesse, ma quando la aprii, non potevo credere ai miei occhi. Era il biglietto per la finale di coppa dei campioni ad Atene. Incredibile ma vero, la mia prima partita dal vivo era la finale di coppa! Mi scoppiò il cuore. Non vedevo l’ora di partire, ma mio padre impose una condizione. A qualunque ora della notte fossimo tornati, la mattina seguente avrei dovuto andare a scuola. Accettai senza pensarci un secondo. Partimmo il giorno prima con un charter organizzato, passammo il resto della giornata ad Atene facendo i turisti. Il giorno della partita la città si riempì di tifosi colorati e festanti. Italiani e spagnoli che festeggiavano e cantavano insieme come fossero lo stesso popolo. I greci erano dalla nostra parte. Maglie, bandiere, trombe. Bancarelle ovunque.  Era una festa fantastica, in un giorno di sole meraviglioso che preannunciava l’estate. Un’atmosfera incredibile! Non mi dilungherò sulla partita. Sappiamo tutti come andò a finire. Nonostante il risultato umiliante, all’uscita dallo stadio rimasi stupito dal clima di fratellanza tra i tifosi. Certo gli spagnoli erano abbattuti e demoralizzati, ma quel clima gioioso di puro sport vissuto prima della partita continuò anche dopo. Non mancarono gli sfottò ai tifosi del Barca. Ci fermammo ad un furgoncino a prendere degli hot dog. C’erano anche degli spagnoli. Nonostante fossimo in due ordinammo a voce alta quattro panini, facendo segno con le dita della mano verso i tifosi del Barca prendendoli in giro alludendo al risultato della partita. Ridemmo tutti insieme e bevemmo delle birre! Che serata magica! Dopo di che subito in aeroporto per il ritorno. L’attesa fu lunghissima. Dopo quattro ore di ritardo riuscimmo a partire. Arrivammo a casa alle 8:00 circa. Dopo due giorni estenuanti pensavo di scansarmi il giorno di scuola, ma avevo fatto una promessa a mio padre e intendevo onorarla. Doccia al volo e dritto a scuola. Entrai alla seconda ora. In classe ero l’unico milanista e i giorni prima della finale avevo dovuto sopportare gli sfottò dei miei compagni sulla sconfitta a loro parere scontata. Entrai in classe. Quel momento non lo dimenticherò mai. Erano tutti seduti ad ascoltare il professore. Mi guardarono sbigottiti. Indossavo con orgoglio la maglia del Milan che avevamo comprato fuori dallo stadio il giorno prima e che avevo indossato durante la partita.  Ci fu qualche secondo di silenzio e improvvisamente mi saltarono tutti addosso battendo le mani e gridando di gioia. Non potevo crederci. Fu un ingresso trionfale! In questi 26 anni ho rivisto molte volte le immagini di quei gol. La doppietta di Massaro, il pallonetto magico del genio e la parabola di Desailly e non mi vergogno di ammettere che ogni volta mi commuovo. Anche oggi a 43 anni. Non succede con le altre partite, le altre finali, le altre vittorie. Ma quella si. Quella è la mia partita speciale. La mia prima partita dal vivo. La partita del secolo

Fabio da Bari

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