LA LETTERA DEL TIFOSO: "Questo inferno è troppo anche per il Diavolo" di Fabrizio

LA LETTERA DEL TIFOSO: "Questo inferno è troppo anche per il Diavolo" di FabrizioMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 13 maggio 2020, 00:48La lettera del tifoso
di Redazione MilanNews
fonte scrivi a laletteradeltifoso@milannews.it

Negli ultimi anni sono stati fatti tanti nomi di giocatori, allenatori o in generale di persone che abbiamo sperato potessero entrare a far parte di questa grande famiglia, quasi sempre però siamo rimasti delusi. Stiamo vissuto un climx discendente di emozioni e sembra che il fondo del baratro non arrivi mai, che la ripartenza e la possibilità di ritornare a fare realmente paura in Italia e in Europa, non arrivi mai. Ogni anno un fallimento e ogni anno una nuova rifondazione che però non sembra essere mai totale, da un lato perché vengono spesso riconfermate pedine che oggettivamente non meritano di vestire la casacca rossonera, dall’altra perché alcuni calciatori vengono rimpiazzati da altri che rappresentano la mediocrità. La paura è questa: la possibilità di doversi abituare a questa mediocrità. Per fondare una squadra di un certo livello c’è bisogno di una grande società che al momento non sembra esserci, una società che sta mancando di rispetto ad un allenatore che per quanto sia mediocre (parliamoci chiaro), ci sta mettendo tutto il suo impegno, una società che sta mancando di rispetto agli attuali dirigenti e a noi tifosi, pensando che l’AC Milan sia un’azienda e che l’unico scopo sia il lucro. Questo Milan non può ambire a nulla di tutto ciò che è stato raggiunto in passato perché non è l’obbiettivo di questa società, il distacco con personaggi che sanno qual è il reale valore del Milan (Boban e presto Maldini) ne è la prova. Siamo realmente così illusi da pensare che un giocatore (che farà il bene della nazionale e della squadra in cui andrà) come Tonali possa essere affascinato dal progetto Milan?

Ovviamente la parola d’ordine è sempre “forza Milan”, ma che male che fa...

Vi ringrazio,

Fabrizio