Galliani: "Ho rischiato la vita per comprare Desailly"

31.05.2020 13:30 di Manuel Del Vecchio Twitter:    Vedi letture
Fonte: App Ufficiale AC Milan
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Galliani: "Ho rischiato la vita per comprare Desailly"

Dall'acquisto di Desailly alla "partita del secolo": Adriano Galliani e Demetrio Albertini, perno del centrocampo di Fabio Capello, ricordano con piacere ed emozione la cavalcata rossonera della stagione 1993/94, che portò in dote ai rossoneri lo Scudetto e la Champions League, vinta in Finale ad Atene contro il Barcellona per 4-0. Di seguito le parole dell’ex AD rossonero.

La prima vittoria del Milan in quella stagione è la Supercoppa Italiana a Washington contro il Torino, con un gol di Marco Simone. Lei ci disse, a proposito della finale di Atene, che aver battuto il Barcellona 3-0 in amichevoli mesi prima ha aiutato molto la squadra: “Assolutamente sì, la stessa cosa che successe col Real Madrid avendo vinto il trofeo Bernabeu, perché non è vero che le amichevoli non contano, le amichevoli contano eccome. Innanzitutto fra grandi club non sono mai amichevoli, poi prendi le misure e gli altri iniziano a temerti. Quindi assolutamente sì, vittoria di Oviedo importantissima per la vittoria di Atene così come la vittoria al trofeo Bernabeu fu importante per la sfida contro il Real Madrid dell’89 in Champions League”.

Signor Galliani, dopo l’infortunio al menisco di Boban arriva Marcel Desailly. Il Milan in maniera fulminea è andato a Marsiglia ad acquistare un giocatore che poi si è rivelato fondamentale per quella stagione: “Lì ho rischiato la vita io. Boban si fa male in un derby, che vinciamo 2-1, ma fortunatamente nella sfortuna dell’infortunio si era aperto proprio quel giorno il mercato, che sarebbe durato una settimana circa. Allora il mercato era solo nel mese di novembre. Era un momento di difficoltà, il gruppo era molto indebitato, e l’allora AD di Fininvest, Franco Tatò, inviò delle lettere a tutti i CEO delle varie del gruppo Fininvest, a me ne inviò due, dicendo che tutti gli investimenti erano bloccati fino ad ordine successivo. Allora io capii che se avessi chiesto al presidente Berlusconi questa cosa qui l’avrei messo in grande imbarazzo, perché da un lato non poteva andar contro l’AD ma c’era il cuore milanista. Allora siccome son matto andai dal mio amico Bernard Tapie e riuscii a prendere Marcel Desailly spendendo 10 miliardi di lire senza dirlo a nessuno. Quando Desailly arrivò a Milano mi ricordo che il Milan giocava una partita di Coppa Italia, io ero in giro con Desailly, il presidente era allo stadio e i giornalisti gli dissero: “Avete preso Desailly”. Il presidente era confuso: “Ma no, è impossibile, è impossibile”. È stata l’unica volta in 40 anni che sono con Silvio Berlusconi che tra di noi ci sono stati 15 giorni di black out e avevo Tatò che mi voleva uccidere, però è stato l’unico anno nella nostra storia che abbiamo vinto campionato e Champions League. Credo che l’arrivo di Desailly sia stata una combinazione incredibile. Era un po’ difensore un po’ centrocampista, ha cambiato la stagione”.

Sull’importanza di Savicevic: “Savicevic in quel momento soffriva il fatto di giocare sì e giocare no, poi era spesso infortunato perché aveva dei muscoli di seta. Ma la svolta arriva quando con Desailly cambiamo l’assetto tattico. Boban non fa più il centrocampista centrale ma viene spostato sulla sinistra, facciamo un 442 o 424 con Donadoni a destra e Boban a sinistra, Albertini e Desailly al centro, e davanti le due punte diventano Massaro e Savicevic. Diventa questo l’assetto tattico con cui andiamo a vincere tutto, un assetto tattico meraviglioso che ci ha portato a tutte quelle partite trionfali che abbiamo fatto quell’anno. Savicevic diventa una delle due punte e ci trascina alla finale, e gioca molto molto bene anche nella finale. Era un bellissimo modulo, con Boban che non era nel suo ruolo ma anche Carletto Ancelotti nel’89 contro il Real giocò a sinistra. Quando il giocatore è forte ed è intelligente può giocare ovunque”.

Il suo ricordo della partita di Atene: “Io facevo il pazzo in tribuna (ride, ndr). Cosa posso dire? L’ho vissuta con un’emotività pazzesca. Una squadra a cui mancava la coppia centrale Costacurta-Baresi, sostituita da Filippo Galli e Maldini, con Panucci messo sulla fascia su Stoichkov. Il Barcellona non era mica messo male in avanti, aveva Romario e Stoichkov, che sono stati annullati dai difensori. La partita è finita 4-0, ma sullo 0-0 ricordo un tiro di Romario e Filippo Galli con la punta della scarpa lo fa andar fuori di pochissimo. Le partite, anche quelle che finiscono 4-0, sono sempre fatte di episodi. Una cavalcata trionfale pazzesca contro un Barcellona che come noi aveva vinto lo scudetto ma che aveva avuta il cattivo gusto di fare la foto con la Coppa prima della finale, sapendo che mancavano Costacurta e Baresi”.