E’ iniziata la Tevez-novela che ci accompagnerà nella rovente estate di mercato del Milan
Il Milan deve ritrovare l’appeal nei confronti dei suoi tifosi e per farlo ha un’unica carta a disposizione: presentarsi al via con una squadra davvero competitiva nei confronti della avversarie italiane ed internazionali. I primi rumors di mercato relativi all’interesse del City per il Faraone hanno messo il tifoso rossonero in stato di allerta. Tornano gli incubi legati alle ultime cessioni eccellenti, quelle di Thiago Silva e Ibrahimovic, ferite ancora aperte, seppur suturate dall’arrivo a gennaio di Maro Balotelli.
Si continua a parlare di plusvalenze solo in campo economico ma, a meno che il Milan voglia trasformarsi nell’Udinese di Pozzo o nel Genoa di Preziosi, bisognerebbe iniziare a parlare anche di minusvalenze rimaste a fronte di acquisti faraonici o di plusvalenze più strettamente relative al lato tecnico della squadra. Ovvio, se una squadra come il City mette sul piatto della bilancia una montagna di soldi, è ovvio che l’attenzione possa ricadere su ognuna delle banconote che insieme formano i 40 milioni. Ma forse il dirigente attento dovrebbe anche pensare all’impoverimento tecnico e di prospettiva che una scelta come quella di cedere un giocatore alla El Shaarawy, per intenderci,al miglior offerente, potrebbe causare.
Galliani ha subito stemperato la tensione e soprattutto ha rimandato al mittente le voci che giungevano da oltre manica. Ma non le ha rese afone completamente, ha solo deviato e dribblato l’ostacolo, dando addirittura spazio allo spiraglio che potrebbe portare a Tevez a prescindere dalla cessione del giovane attaccante rossonero. Il dilemma amletico è ovviamente sorto in un batter di ciglia: ma se il nuovo Milan di Allegri dovrà giocare a due punte, chi tra El Shaarawy e Tevez farà da rincalzo? Ed ecco che allora compare all’orizzonte il destino che fu di Kakà, arruolato nel nuovo ruolo di trequartista, con l’idea di poter inserire proprio il giovane italo-egiziano alle spalle di Balotelli e Tevez.
Personalmente ritengo che volendo, El Shaarawy potrebbe rivestire elegantemente anche quel ruolo, ma altrettanto fortemente credo che il ragazzo abbia le qualità giuste per giocare all’esterno di uno schieramento a due o tre fendenti. Le sue caratteristiche sono state evidenziate in ognuna della partite giocate con classe dall’attaccante, ancor prima di arrivare a Milanello. La fascia è il suo territorio, lo ricopre meticolosamente in ogni fase di gioco, l’abbiamo visto sacrificarsi in prossimità della linea di porta anche in contesti internazionali, con il carattere di un bambino innamorato del gioco del calcio.
E dunque, a prescindere dal ruolo e dai compagni che arriveranno agli ordini di Allegri, è giusto che si pensi alla plusvalenza emotivo-affettiva-tecnica rispetto agli euro che potrebbero entrare nelle casse di via Turati e subito uscirne alla ricerca di un altro talento paragonabile a quello, ipoteticamente perso.
Dopo aver speso parole d’orgoglio nei confronti di Stephan, ecco arrivare alle dolenti note. Un altro nome sembra essere destinato a lasciare Milanello, ma su di lui non ci sembra si spendano molte lacrime. Boateng è entrato nel mirino delle grandi d’Europa e anche la Juve, forse più per complicare i piani di Galliani e per rispondere all’affronto rossonero nei confronti di Tevez, si mette alla finestra, fischiettando e richiamando l’attenzione dell’istrionico ghanese che, dopo la stagione da sogno alle spalle di Ibrahimovic, è diventato opaco, spegnendo quasi la sua luce in attesa di trovare nuove scintille con cui accendersi.
Boateng è un talento, ma non si può vivere solo di ricordi. Allegri ha cercato di arruolarlo in posizioni diverse, proprio per consentirgli di sentirsi parte della battaglia, ma il soldato Boa non si è messo quasi mai in trincea, preferendo la sicurezza della seconda linea, dietro gli scudi di compagni. Come se vivesse di rendita, qualche lampo qua e là sparso per la stagione, qualche tocco da applauso, ma poco spirito di sacrificio. Per la serie, quando il gioco si fa duro, Boateng è dura vederlo eccellere. Le sue caratteristiche sono difficilmente incastrabili in un gioco molto fisico, le urla dagli spalti da Busto in poi ne hanno condizionato il rendimento, forse, per un certo verso, ha ragione Mourinho quando dice “Il Chelsea cerca giocatori, non fotomodelli”. Anche se di solito da queste uscite poi nascono i sodalizi più forti. Con questo non voglio dire che Boateng sia un calciatore che il Milan non rimpiangerà, il Boateng della stagione del “moonwalk”…accidenti se lo rimpiangono allenatore e compagni!
Il Milan dunque potrebbe perdere un giocatore di talento che, stando a quanto detto da Galliani, sarà rimpiazzato da uno di ugual valore. Intanto Saponara scalpita per vestire il numero di Prince, ma ancora tutto è in fase assolutamente embrionale.
E mentre ci si prepara a sventolare i fazzoletti bianchi per i partenti, i dirigenti di via Turati danno il via ai sondaggi per recuperare qualità nella zona tra mediana e attacco. I nomi sono noti: Diamanti è il pallino su cui il Milan vorrebbe focalizzare le prossime attenzioni, mentre la via che porta ai sondaggi su Pastore sembra essere densa di ostacoli, soprattutto di natura economica. Pastore, Il pocho, Diamanti, magari Cerci a completare il quadro dei desiderata, non devono far dimenticare che servono innesti anche in difesa e, ora che Ogbonna sembra essere oggetto da Vecchie Signore, Galliani dovrà tirar fuori il classico coniglio bianco dal cilindro. E se non bianco, chissà mai ce invece esca Bianchi, che a parametro zero potrebbe completare il palco attaccanti in attesa del rientro di Pazzini!

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

