Honda si, Honda no … Honda anomala?

Honda si, Honda no … Honda anomala?
© foto di Giulia Polloli
sabato 27 luglio 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Da giorni non si parla d’altro. Se dici Milan dici Honda. La trattativa snervante per cercare di strappare al CSKA Mosca il trequartista nipponico sembra non dover avere mai fine. La parola fine, o meglio, il termine ultimo per la telenovela estiva è stato di fatto annunciato da Galliani. Se la squadra di Mosca non dovesse abbassare le pretese entro la metà di agosto, in tempo utile dunque per inserire il giocatore nella lista per la Champions, il Milan pazientemente attenderà la finestra di mercato invernale, quando Honda potrà decidere di accasarsi in rossonero senza pretese da parte del CSKA.

Qualsiasi altra squadra forse farebbe un passo indietro vista la penuria di risorse economiche. Al momento però la formazione russa, che di certo non ha necessità di far cassa, fa la voce grossa e anzi si priva di altri elementi offensivi quasi fosse ormai certa di poter trattenere il suo giocatore.

Dunque, ancora una volta, al Milan non resta che attendere, Galliani rimane fermo sulle sue posizioni e sornione attende un segno di cedimento dell’avversario.

Intanto sono tornati a Milanello i nazionali, con Balotelli che ha avuto qualche problema fisico e che quindi ha ripreso la preparazione a ritmi blandi. Nell’amichevole di Valencia Allegri non avrà ancora una volta la squadra al completo, ma questo non sembra preoccupare o turbare i ritmi di lavoro della formazione rossonera.

Intanto non si placano gli scambi di vedute legati all’episodio che ha per protagonista Constant e la sua scelta di abbandonare il campo durante il trofeo Tim. Dopo l’episodio che vide il Milan ritirarsi in blocco nel corso dell’amichevole contro la Pro Patria, erano state delineate alcune norme ufficiali che, peraltro, sembravano addossare al direttore di gara la possibilità di poter sospendere la partita in caso di evidenti cori razzisti all’indirizzo di giocatori di qualsivoglia maglia. Di conseguenza in molti hanno imputato al Milan di non aver tenuto lo stesso stile di comportamento nel corso di altri episodi similari. Nel frattempo però le normative in materia sono cambiate e le regole federali impongono un atteggiamento attendista: solo il direttore di gara, sentite le autorità competenti, potrebbe in effetti sospendere una partita. Quindi il gesto di Constant, a norma di regolamento, è stato non conforme. Certo è che è facile per chi non subisce certi tipi di pressione, poter  vedere altri decidere  a tavolino la tipologia delle proprie reazioni. La sensibilità umana non è quantificabile o uniformabile con delle norme scritte, i comportamenti invece si. Il carattere di ognuno, purtroppo o per fortuna, incide nelle reazioni istintive e solo chi subisce un’offesa può davvero essere in grado di quantificarne la gravità.

L’unica cosa che ritengo di poter dire è che qualsiasi tipo di insulto, allora, debba essere sanzionato. Forse si farebbe un grande passo avanti nella convivenza in questa società, non soltanto dal punto di vista dell’integrazione razziale, ma nel campo, ben più ampio, della decorosa coesione civile.