Il Milan vince senza convincere, ma accantona tre punti d’oro in attesa del Napoli, il gigante che ora appare l’avversario più temibile

Il Milan vince senza convincere, ma accantona tre punti d’oro in attesa del Napoli, il gigante che ora appare l’avversario più temibile
© foto di Giulia Polloli
sabato 21 settembre 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

E come dare torto a Boniperti di questi tempi… Un tempo quella frase avrebbe potuto completarsi con parole di altro tipo, magari su belle prestazioni in campo, giocate corali e lotte da gladiatori, a prescindere dal risultato. Ora no. In estrema sintesi Boniperti è riuscito, volente o nolente, a descrivere con uno slogan il calcio moderno, che non è di sola proprietà dei bianconeri.

Milan-Celtic:  una partita brutta, giocata sottotono, che se il Milan avesse perso credo nessuno avrebbe potuto opporre delle lamentele. La fortuna degli uomini di Allegri sta nel fatto che il reparto offensivo del Celtic è sembrato avere un peso specifico molto basso. Tolta quella traversa che ha fatto raggelare il sangue al pubblico di S.Siro, le azioni davvero pericolose si contano sulla punta delle dita di una mano. Il Milan ad un certo punto ha cambiato marcia, la fortuna ha fatto sì che Zapata trovasse la deviazione vincente su un tiro che, credo mai, sarebbe entrato in porta e da li il Milan si è risvegliato come da un lungo letargo. E pochi minuti dopo ecco il raddoppio che porta la firma di un mediano. L’attacco, che doveva essere il punto forte dei rossoneri visti i numerosi infortuni che hanno falcidiato la difesa, è stato aiutato proprio da un difensore e da un mediano, di quelli che per carità si proiettano in avanti ma che non sono certo famosi per i gol da manuale. Ma ben vengano questi giocatori coriacei, che si trovano nel momento giusto al posto giusto. Perché il tandem offensivo Matri-Balotelli non ha potuto incidere, i movimenti ancora non appaiono automatici tra i due, ma soprattutto Mario ha avuto una partita difficile, come lo saranno molte altre: quando sei l’uomo di riferimento, per i tuoi compagni, ma soprattutto per i tuoi avversari, è normale aspettarsi una chiusura completa in ogni zona del campo. La differenza che passa tra un giocatore normale e un campione con la lettera maiuscola, è proprio la capacità di sorprendere gli avversari disorientandoli, lasciandoli sul posto per le giocate mirabolanti o i colpi di genio. Balotelli sa farlo, ha nel suo repertorio le mosse per poter superare qualsiasi avversario e qualsiasi chiusura, deve solo poterlo fare restando calmo. I falli di gioco a cui Balotelli è sottoposto continuamente, sono gli stessi che subiscono i suoi colleghi blasonati. I vari Messi, Ronaldo, Ibrahimovic … credo possano scrivere volumi enciclopedici elencando i numerosi tentativi, leciti e non degli avversari di fermarne le giocate. Eppure tutti loro diventano determinanti e trascinatori per le loro squadre, ecco ciò che ci si aspetta dal nostro caro Mario.

Torniamo all’attualità e ai guai di formazione: Allegri per la supersfida contro il Napoli dovrebbe poter contare sul rientro di Abate e Poli. La prestazione di Zaccardo a destra è apparsa ancora incerta, non all’altezza di Insigne, Higuain e compagni. Già, perchè la formazione di Benitez vista in Champions ha letteralmente impressionato, una squadra coriacea che ha dimostrato di aver metabolizzato le dinamiche di gioco che il nuovo tecnico ha portato all’ombra del Vesuvio. Una formazione che dall’alto della classifica arriverà a S.Siro con l’obiettivo di annullare il trend negativo che le statistiche relative agli ultimi anni le hanno appiccicato addosso. Troppo facile ammettere la forza dell’avversario e magari usarla come alibi in caso di sconfitta. Troppo facile attaccarsi alle assenze per poter giustificare prestazioni non all’altezza del Milan. Allegri molto probabilmente non cambierà modulo, in questi giorni ha continuato a lavorare per una disposizione tattica che prevede il trequartista alle spalle delle due punte. Birsa sembra essere l’eletto per quel ruolo, il giocatore deve ancora crescere, è fuori discussione, ma ha dimostrato di potersi immedesimare in un assetto tattico che ormai è il marchio di fabbrica della gestione Allegri, soprattutto vista l’assenza di giocatori del calibro di El Shaarawy, che potrebbero invece far optare per un tridente offensivo di larghe vedute. S.Siro sarà teatro di una sfida che potrebbe essere denominata epocale, in un paragone biblico che scomoda la storia di Davide e Golia, viste le forze in campo. Toccherà a Balotelli prendere in mano la fionda e sferrare il colpo vincente, questo è ciò che ci si aspetta, ma dovrà essere la squadra ad esprimere il miglior calcio della stagione per poter continuare a lottare, ad armi pari contro quelli che per ora, appaiono potenti giganti.