Vidic, Honda e Akinfeev. Perché il Milan non può giocare così male...
Quel primo tempo contro l’Ajax ad Amsterdam non può non rimanere negli occhi. Non deve essere dimenticato. Così il Milan non può giocare. O meglio “non giocare”. Il Milan ha un nome, una tradizione, un prestigio da portare avanti. Il presidente Berlusconi è sempre stato molto attento al modo di stare in campo dei rossoneri. Ha sempre predicato il “bel giuoco”, quello che oggi neanche si intravede per sbaglio. Ormai si attendono solo le magie di Balotelli, sperando che non impazzisca prima di aver risolto la gara. E’ inevitabile che qualcosa deve cambiare. La rosa è mediocre, d’accordo, ma lasciare all’Ajax il 76% di possesso palla è davvero imbarazzante. Tra i molteplici infortuni è vero anche che ora conta solo e soprattutto il risultato, ma se nelle speranze di Allegri la situazione cambierà già a dicembre, nelle speranze di tutti c’è la finestra di mercato invernale. CI vogliono rinforzi. Di qualità, di esperienza e possibilmente sani.
Nemanja Vidic, ad esempio, è in scadenza nel 2014. Il difensore serbo non ha ancora trovato l'accordo con il Manchester United per il prolungamento del contratto e potrebbe decidere di trasferirsi già a gennaio con i Red Devils che a quel punto potrebbero guadagnare qualcosa dalla sua cessione anziché perderlo a zero. Si parla anche di un interesse verso il portiere del Cska Mosca Igor Akinfeev. Anche per lui vale il discorso di Vidic, il portiere russo è infatti in scadenza di contratto e potrebbe lasciare Mosca a costo zero nell’estate prossima. Oppure potrebbe arrivare a gennaio. Anche se obiettivamente visto quanto accaduto con Honda, è più facile vederlo nella rosa rossonera ad agosto. Sarà invece proprio il giapponese a indossare la maglia numero 10 da questo inverno. Nella speranza che riesca a interrompere la maledizione del trequartista. Intanto De Sciglio potrebbe essere disponibile per la sfida di domenica sera contro la Juventus e questa sarebbe un’ottima notizia, anche se restano troppi giocatori importanti ancora fermi ai box. L’ultimo è Birsa che, nonostante lo scetticismo generale, sta meritando una maglia da titolare. Troppi infortuni, troppe insicurezze e rosa non altezza. Questi sono i problemi principali. Ma non possono essere considerati alibi per il “non gioco” del Milan.

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