Ambrosini sul ritorno di Maldini al Milan: "Solo se cambia la proprietà"
Nell'ultima puntata di Elastici, format di Cronache di Spogliatoio, Massimo Ambrosini ha parlato di Paolo Maldini, dell'importanza che ha avuto nel Milan da dirigente e del suo futuro. Queste le sue parole:
"È molto facile parlare di Paolo. Quello che c'è da dire secondo me in più di Paolo è che ha imparato a fare questa cosa qui, cioè tutto quello che si porta dietro Paolo Maldini non gli è stato sufficiente all'inizio. Paolo ha imparato da Leonardo, lui arriva e si mette a guardare perché una cosa che non dice Leo è che quando Paolo è arrivato ha detto a Leo "Io questa cosa non riesco a farla". E lui ha detto "Aspetta, mettiti qui e magari scopri che ti piace". Ha avuto un'autonomia intellettuale che gli ha permesso di crescere di credibilità. Io non penso che un ex giocatore in automatico possa essere un buon dirigente. Se hai la capacità e metti la tua autorevolezza, la tua personalità, la tua conoscenza, la tua appartenenza che è la cosa più scontata da dire, che poi ritrovi secondo me nel tuo percorso, trovi il modo di trasferirlo. I giocatori misurano non solo il dirigente anche la persona e secondo me Paolo ha avuto anche la capacità di migliorare un lato empatico che da un certo punto di vista non era la sua caratteristica principale. Lo vedevo come si relazionava, come parlava come ascoltava. C'è solo una condizione per far si che Paolo rientri: deve cambiare la proprietà. Dopo quello che han fatto liquidandolo in maniera indecente nel giro di 10 minuti, chiude questa possibilità. Che lui abbia voglia di tornare, che abbia da dare tanto al calcio si, che lui abbia una preferenza è abbastanza evidente".

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