Perché gli attaccanti del Milan regrediscono calcisticamente?

Perché gli attaccanti del Milan regrediscono calcisticamente?MilanNews.it
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Oggi alle 14:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
È mai possibile che ogni giocatore offensivo che arriva ad indossare la maglia del Milan debba regredire calcisticamente?

I numeri dicono tanto, ma non tutto. Quest'anno, per ora, nessun attaccante del Milan ha raggiunto la doppia cifra ed è abbastanza verosimile che anche dopo la partita di domenica sera a San Siro la situazione rimanga così. Ma diciamocela tutta, anche se Leao o Pulisic, in una grande crisi realizzativa, dovessero scavallare il muro dei 10 gol il problema rimarrebbe. Ed è un problema grande: perché per tutta la stagione, a fasi alterne e spesso anche tutti insieme, i centravanti rossoneri si sono presi pause belle lunghe. Fullkrug è a quota un gol, ma è arrivato a gennaio. Pulisic non segna da fine dicembre 2025. Nkunku va a singhiozzo (ma ha segnato gol belli pesanti). Leao sembra aver litigato in modo insanabile con la tifoseria: è colpa sua anche quando non è colpa sua. Una stagione tormentata dalla pubalgia e da un ruolo non suo. Eppure è comunque il miglior marcatore. E poi c'è Santi Gimenez.

Vi invito ad andare a rivedere, su YouTube o dove volete voi, le caterve di gol del messicano con la maglia del Feyenoord. Non solo in Eredivisie, ché c'è sempre qualcuno pronto a dire che è facile segnare all'estero (sempre questo pensiero che la Serie A sia ancora un campionato di alto livello, che fastidio), ma anche in Europa: riguardate l'ultimo gol segnato al Bayern Monaco in Champions League e provate a pensare se dovesse farlo ora. Non riuscirebbe neanche a controllare il pallone in corsa. Ok che c'è stato un infortunio e un'operazione di mezzo, ma Santi non segna in Serie A da più di un anno. Un attaccante da 30 milioni di euro che in Olanda aveva una media gol che sfiorava l'impressionante. Non segna in campionato da più di 365 giorni. E la cosa più grave è che dà l'impressione che non c'è nulla che faccia pensare che la situazione possa cambiare. E questo vale un po' per tutti gli attaccanti rossoneri.

E non solo da quest'anno. Proviamo a fare la conta dei giocatori che negli ultimi anni davano l'impressione di poter fare qualcosa di concreto in area di rigore da un momento all'altro. C'è Zlatan Ibrahimovic, che di ritorno dall'America sembrava indemoniato. Era in uno stato di forma impressionante e quasi pericoloso. Poi il fisico gli ha fatto pagare il conto, ma finché ha retto era fuori da ogni canone. Poi c'è Giroud: da sempre considerato una "comparsa", in carriera ha segnato gol pesanti, l'ha fatto con continuità, è il miglior marcatore della storia della Francia e ha indossato maglie importantissime. Usato sicuro, sicurissimo. E infatti anche lui, compatibilmente con un fisico non più al top come un tempo, ma comunque ancora sufficiente, ha fatto cose bellissime con la maglia del Milan. Poi? Letteralmente il nulla. Anzi

Sembra che ogni calciatore offensivo che passi dal Milan regredisca calcisticamente. Pioli, Fonseca, Conceiçao, Allegri... De Ketelaere non riusciva più neanche a stoppare un pallone. Origi ha smesso di fare il calciatore. Okafor qualcuno lo ricorda? Jovic non è riuscito a convincersi di essere un calciatore professionista. Morata si è perso totalmente e ora fortunatamente è un problema del Como. Leao da quando ha vinto lo scudetto praticamente da solo è migliorato come calciatore? No di certo, anzi. Ha continuato a volere solo palla sui piedi, ha continuato a non saper colpire di testa nonostante l'altezza e il fisico, ha continuato a non sapersi associare in maniera intelligente con i compagni, ha continuato a non saper tirare in porta in modo cattivo e concreto. Nonostante questo è sempre stato tra i migliori, quando c'erano dei migliori. 

Fare l'attaccante del Milan è il mestiere più difficile del mondo, ma ancora oggi è difficile capire il perché. O arriva un calciatore fatto e finito, di grande livello e con una personalità straripante oppure questa maglia si mangia chiunque. Chi la indossa ha paura di tirare, di sbagliare, diventa molle, invisibile, quasi dannoso. Sono passati tanti allenatori, tanti modi di giocare, tanti calciatori, eppure il problema è sempre lo stesso: chi viene al Milan per giocare in un ruolo offensivo dopo un po' regredisce calcisticamente. Tema serissimo su cui a fine stagione la dirigenza e l'allenatore dovranno riflettere a fondo. 

Come dite? Che dirigenza e quale allenatore? Ah, a saperlo...