Arbitri, un dubbio a oggi insoluto: come faceva Rocchi a stabilire chi fosse gradito e chi no?
Sull'inchiesta della Procura di Milano sul mondo arbitrale si sta dicendo e parlando molto, ma le informazioni certe a oggi sono poche: ed è giusto commentare e considerare solamente ciò che è fattuale. A oggi martedì 28 aprile, a due giorni dall'interrogatorio di garanzia di Gianluca Rocchi, gli iscritti sul registro degli indagati sono cinque: Rocchi, Gervasoni (supervisore Var), Nasca e Di Vuolo (Var) per frode sportiva, Paterna (Var) per falsa testimonianza davanti al pm.
I capi d'accusa riguardano sia le sospette interferenze con la sala Var e le sospette designazioni di arbitri graditi all'Inter. Al momento i nerazzurri sono l'unico club citato nell'avviso di garanzia ma non risultano indagati nè del club nerazzurro, nè di altre società di Serie A: tutto a oggi è in seno al mondo arbitrale. Ci si può però interrogare su alcuni dubbi che sono emersi dopo la notizia dell'inchiesta e che andranno risolti con lo sviluppo delle indagini. Uno dei più grandi è sicuramente quello che riguarda il gradimento o meno di un arbitro: in altre parole, come valutava Rocchi se un direttore di gara fosse gradito o meno? Con chi parlava? Da giovedì, forse, ne sapremo qualcosa di più: al momento, qualsiasi considerazione parrebbe affrettata.

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