Biasin: "Al Milan serve un difensore per poter continuare a coltivare sogni scudetto"
Fabrizio Biasin, nel suo consueto editoriale su TMW, ha parlato così del Milan: "Si è fatto male Fullkrug, ma non sembra una cosa seria (un paio di settimane). La cosa più seria, semmai, è relativa al mercato e a quel difensore che serve come il pane per poter continuare a coltivare sogni scudetto. È una questione prettamente numerica, più ancora che tecnica".
L’importanza di chiamarsi Max. Ambizione arrivare quarti? Hanno sbagliato Club! Fullkrug forte come Thor, figlio di Odino
di Carlo Pellegatti
Leggo aspre critiche sul gioco di Allegri. Poco intenso, scolastico, lento, scontato, noioso, orizzontale. Come sono dolci questi pesanti commenti. Come morbidi questi duri giudizi. È bellissimo riceverli da secondo in classifica. Lascio che molti continuino a considerare il Milan un vaso di porcellana di Sevrès in mezzo a anfore di ferro. Che molti guardino la squadra rossonera con un certo sdegno, con un malcelato disprezzo, da ospite a sorpresa sgradito dai membri del Club dei grandi o presunti tali. Ognuno se ne faccia una bella ragione, ma il Milan è lì e vuole rimanere lì. Allegri e Tare sanno bene che una occasione così ghiotta di vincere lo Scudetto, e quindi la seconda Stella, dopo la dolce condanna di non giocare le coppe, non potrà capitare tanto facilmente, in futuro. Tornando ad Allegri, voglio ancora ribadire l’importanza di avere questo tecnico alla guida del Milan, non solo sportiva, ma anche manageriale. È riuscito a creare un bel gruppo, forte, coeso, determinato, pur reduce da una stagione triste e amara. Oggi non esiste figura migliore in questa fase storica del Milan. Serve un uomo deciso e risoluto, quando gli obiettivi del campo paiono sempre minoritari rispetto a quelli finanziari. Attenzione poi che Allegri, stanco magari di queste frustrazioni, accetti qualche altra proposta, perché sostituirlo sarebbe un compito complicato. Soprattutto per coloro i quali erano stati già preposti alle scelte dei tecnici, scelte dimostratesi poi fallimentari. Ripeto, non solo sul piano tecnico, ma soprattutto su quello gestionale.
E nessuno si offenda quando dico che continuare a parlare di qualificazione alla Champions League significa non aver capito dove ci si trovi, quale Club si stia dirigendo. Io combatto questa filosofia del solo piazzamento con tutte le mie forze. C’è il rischio infatti che ci si appiattisca su questi traguardi minori. Quando io festeggerò la partecipazione in Champions League, e magari il passaggio del primo turno, sarà un momento molto triste della mia vita di tifoso rossonero. Sono abituato ad altro, a molto altro.
Ricordo una delle poche stagioni che vide il Milan conquistare il quarto posto al Milan festeggiato poi con particolare entusiasmo. Quello del campionato 2001-2002, culminato con la vittoria di Verona. Solo per una ragione. Perché eravamo convinti che, nella successiva Coppa, saremmo stati protagonisti. Infatti Silvio Berlusconi prese Nesta, Seedorf, Rivaldo e Simic. SENZA CEDERE I GRANDI CAMPIONI PER FINANZIARE L’ACQUISTO DI NUOVI GIOCATORI. Ecco mi sembra di sentire qualcuno: “Non è più il tempo dei Silvio Berlusconi!” Frase di comodo per giustificare il fatto di continuare a costruire e distruggere, ricostruire e ridistruggere la rosa, senza strategie ma guardando all’immediato. Vengono subito alla mente la bella Penelope, moglie di Odisseo, con la sua tela o, peggio ancora, la tortura che viene inflitta OGGI ai tifosi rossoneri, IERI al povero Sisifo, condannato, come noi, a portare in alto, in cima al monte, una pietra che poi ovviamente, con la cessione di Tonali scivola giù, insieme al Milan. Si torna faticosamente verso la vetta, poi rischio di altra caduta, senza Reijnders e Thiaw. Fino a quando questo tormento? Non si costruiscono progetti vincenti con il players trading. Può essere divertente giocare a “Football Manager”, non per gli innamorati di un Milan che rischia di venir ridimensionato a squadra che gioca per partecipare, solo per partecipare.
Leggiamo di una pista concreta riguardante una società interessata a rilevare il debito della proprietà nei confronti di Elliott. Si parla della Manulife Convest, specializzata nei finanziamenti per crescita. I contatti sembrano continui da diversi mesi, ma non è all’orizzonte una chiusura immediata. Sembra in ogni caso che non cambierebbe però la catena di comando a “Casa Milan”, che è il punto che interessa maggiormente ai tifosi rossoneri: perché che rilevi il debito la società X o il gruppo Y o che rimanga Elliott, poco cambia in questo senso.
Per quanto riguarda l’infortunio di Fullkrug, l’intenzione del giocatore sembra sia quella di non arrendersi e provare a esserci giovedì sera a Como. Dopo l’allenamento di vigilia e un consulto tra il tedesco, Allegri e il medico, verrà presa una decisione. Sarebbe una bella carica di energia vederlo in campo. Confermerebbe che lui sia forte come Thor, il dio del tuono, figlio di Odino, padre di tutti gli dei.
E il Milan ha tanto bisogno di uomini coraggiosi, di eroi leggendari, di prodi valorosi da mitologia norrena!

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