Como, Fabregas: "Perdere una partita come quella contro il Milan e rialzare la testa è difficile"
Cesc Fabregas, allenatore del Como, si è così espresso in conferenza stampa dopo la vittoria sulla Lazio: "Sono contento che hai fatto riferimento al fatto che non abbiamo solo speso, tutto quello che abbiamo speso lo possiamo recuperare con 2-3 giocatori e questo è importante. L'importante non è quanto spendi, ma quanto guadagnano i giocatori. Il nostro limite salariale è di metà classifica, se il presidente dice che vuole vendere 3-4 giocatori lo può fare e non ha senso parlare di quanto si è speso. Caqueret è un trequartista, anche Perrone, Da Cunha è un esterno, Nico Paz è un trequartista o una seconda punta come Baturina. Si intendono bene e capiscono il calcio, quando tutti i giocatori hanno la stessa idea di calcio e si capiscono l'allenatore ti può dare l'idea sugli spazi o su come difende l'altra squadra, ma alla fine il calcio è dei giocatori. Per questo non credo al calcio robotico, credo che ti da meno un'applicazione del genere.
È più difficile lavorare sulla creatività, ma se un giocatore capisce questa idea di calcio e la condivide con i suoi compagni aiuta ad avere una percezione del gioco completamente diversa. Io provo a insegnare questo ai ragazzi, è quello che mi hanno insegnato. Oggi era importante, perdere una partita come quella contro il Milan e rialzare la testa è difficile. Avevamo un'altra partita quattro giorni dopo contro una squadra importante. Maurizio è un genio, lo ha dimostrato in Italia e in Inghilterra facendo benissimo con noi al Chelsea, vincendo l'Europa League, arrivando terzo in classifica e arrivando in finale contro il City perdendo ai rigori. Ha un'idea di calcio particolare che mi piace molto, sono sempre molto contento di vederlo e ricordo tante cose che metto ora sul tavolo per lavorare. Imparo sempre molto da lui".

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