Dirigenti stranieri e algoritmi: da Comolli a Moncada, perché in Serie A non basta "uscire dagli schemi"
Col passare degli anni nel calcio italiano è cresciuta e si è diffusa la tentazione di affidarsi a dirigenti stranieri, spesso celti da proprietà estere con l'idea di modernizzare il club attraverso scouting globale, dati, piattaforme e algoritmi.
Il risultato, però, spesso e volentieri è stato deludende: da Tiago Pinto a Ghisolfi, passando per Spors del Genoa a Moncada del Milan, fino ad arrivare per ultimo a Damien Comolli, sollevato oggi dall'incarico di amministratore delegato della Juventus. Molti profili sono arrivati con l'etichetta del "nuovo", ma hanno faticato a incidere davvero. Il discorso è semplice: il punto non è rifiutare la modernità, ma credere che il mercato si possa fare solo con numeri e modelli, soprattutto in Serie A dove servono anche conoscenza del contesto, relazioni e intuito.
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