Milano, la Procura valuta di sentire i calciatori clienti delle escort

Milano, la Procura valuta di sentire i calciatori clienti delle escortMilanNews.it
Oggi alle 22:20News
di Manuel Del Vecchio
fonte LaPresse

La Procura di Milano sta valutando se convocare, nelle prossime settimane, alcuni calciatori di Serie A e internazionali come testimoni nell’ambito dell’inchiesta sull’agenzia di eventi MA.DE di Cinisello Balsamo, riporta oggi l'agenzia stampa LaPresse. L’indagine riguarda ipotesi di associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione.

La decisione spetta alla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, che coordina le indagini insieme alla Guardia di Finanza. Gli inquirenti, tuttavia, intendono evitare clamore mediatico: la semplice presenza del nome di un calciatore in intercettazioni o chat non sarà sufficiente per convocarlo. Saranno necessari ulteriori riscontri concreti, ottenuti attraverso analisi informatiche dei dispositivi sequestrati o verifiche sui movimenti finanziari, come bonifici bancari, che possano dimostrare un coinvolgimento diretto. In ogni caso, anche se sentiti, i calciatori non sarebbero indagati, poiché il ricorso a prestazioni sessuali a pagamento non costituisce reato.

Nel frattempo, la Procura sta cercando tracce di circa 65 calciatori professionisti e di 5 club di Serie A nei dispositivi degli indagati. I nomi degli sportivi, pur non essendo coinvolti penalmente, sono stati inseriti tra le parole chiave utilizzate per analizzare telefoni e computer sequestrati a Deborah Ronchi, al compagno Emanuele Buttini e ad altri due collaboratori, tutti attualmente agli arresti domiciliari.

Le analisi forensi prevedono l’uso di centinaia di parole chiave per individuare elementi utili alle indagini. Oltre ai nomi dei calciatori e delle ragazze coinvolte negli eventi, gli investigatori stanno cercando termini ricorrenti nelle conversazioni intercettate, come riferimenti a pagamenti, feste, hotel, escort e sostanze utilizzate durante i party. Tra questi elementi emerge anche il possibile uso di protossido di azoto, noto come “gas esilarante”, somministrato tramite palloncini durante le serate. Questa sostanza, non rilevabile dai test antidoping, sarebbe stata particolarmente apprezzata da alcuni partecipanti.